di Claudia RENZI
DA CARAVAGGIO A BERNINI: RITRATTO E BUSTO DI MAFFEO BARBERINI
Sia Caravaggio che Bernini hanno conosciuto Maffeo Barberini quand’era ancora lontano dall’esser papa: il pittore nei suoi primi anni romani quando dipinse, per l’allora monsignore, il ritratto dello zio benefattore Mons. Francesco Barberini senior, poi il suo ritratto, cioè il Ritratto di Maffeo Barberini[1] e infine il Sacrificio di Isacco (1603, Firenze, Galleria degli Uffizi); lo scultore da bambino, poco dopo essere giunto a Roma da Napoli per seguire il padre Pietro, chiamato nell’Urbe da Sua Santità Paolo V.
Per ovvi motivi Caravaggio ritrasse Maffeo giovane (era nato nel 1568) e non lo vedrà mai, purtroppo, diventare papa: il dipinto è databile al 1598-9 e l’effigiato ha dunque, al massimo, 31 anni (Fig. 1).

Bernini invece ritrasse Maffeo (divenuto cardinale nel 1606) la prima di tante volte nel 1623, dunque quando aveva 55 anni (Fig. 2).

Il busto berniniano infatti cronologicamente più vicino al dipinto di Caravaggio è quello custodito, fuori dalla portata del pubblico, nel triforio di San Lorenzo in Fonte a Roma, chiesetta sorta, secondo la tradizione, sopra la casa del martire Ippolito che lì avrebbe tenuto incarcerato il diacono Lorenzo per poi essere convertito e patire il martirio, per questo, anch’egli. La chiesa, ristrutturata nel 1624 per volontà di Urbano VIII si trova, probabilmente non a caso, in Via Urbana.
Allo stato attuale degli studi nessun documento né fonte cita questo busto, dunque non è chiaro quando e perché sia pervenuto alla sede attuale, sebbene c’è da ritenere che il restauro della chiesa da parte del nuovo papa e l’affinità onomastica della via in cui si trova non siano estranee alla collocazione. Lo stesso Fraschetti, che rinvenne il busto nel corso delle sue ricerche per la sua monumentale biografia del 1900, così scrisse:
“Un altro busto di Urbano, che tutti ignorano, questa volta lavorato certo dal Bernini, ho rinvenuto in una chiesina minuscola detta di San Lorenzo in Fonte, nel luogo dell’antica Suburra. Come il busto del grande Urbano si trovi in luogo così modesto e per giunta chiuso gelosamente in una stanzuccia segreta, io non so: si può pensare che, essendo stata la chiesina riedificata da Urbano VIII, il pontefice lo abbia ad essa destinato. Lo splendido lavoro appare per la sua squisita fattura assai simile al bustino di Paolo V del Museo Borghese [Galleria Borghese, ndA], ed è forse questo il primo ritratto di Urbano che sia stato eseguito dal Bernini. La testa è finissima, il camice è lavorato come nel busto di Paolo V, del cardinal Bellarmino e di monsignor Francesco Barberini [senior, zio di Maffeo, ndA], e nel manto, con più larghezza, è riprodotto il motivo ornamentale del bustino di papa Borghese. Il Baldinucci segna nella nota delle opere del Bernini anche un busto di Urbano in una tal casa Giosi. Io però non so dire se e dove il busto si conservi, o se trovasi accidentalmente fra quelli accennati. Nell’inventario postumo delle opere dell’artefice, conservato in sua casa, si trova due volte ripetuta questa nota: «Un ritratto di Papa Urbano Ottavo fatto di creta cotta con il suo busto e piedi indorati». È chiaro che in codesti passi dell’inventario si intendeva notare due prove in creta dei busti di marmo del Bernini, le quali ora non esistono più”[2].
Martinelli nel 1955 propose di identificarlo con un busto menzionato nel 1626 in un inventario (già citato da Fraschetti[3]) del Palazzo del Quirinale (residenza del papa):
“A Monte Cavallo Una testa della Santità di N. S. Papa Urbano VIII cioè testa e busto con suo piede di marmo giallo sopra un scabellone tinto di noce toccato d’oro et rame”[4].
Il peduccio è in effetti in marmo giallo e, nella chiesa, il busto è issato sopra un grande supporto ligneo sul quale campeggia una gigantesca ape, stemma, assieme al sole, della casa Barberini: se è questo, il busto sarebbe poi stato trasferito nell’attuale sede alla fine degli anni venti del Seicento per volontà dello stesso Urbano VIII.
Ad ogni modo, anche se tra il dipinto caravaggesco (Fig. 3) e il busto-ritratto berniniano (Fig. 4) è passato poco meno di un quarto di secolo, è palese la somiglianza del soggetto:


dunque anche Caravaggio – su Bernini non ci sono dubbi – era un ottimo ritrattista: nel Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio il modello ha un volto paffuto, occhi grandi e una certa presenza fisica che avrebbe mantenuto negli anni. La fisionomia è felicemente indagata dal pennello e la luce – che comincia a essere veicolata per generare il contrasto che poi diventerà cifra del pittore – aiuta ed esalta la perizia ritrattistica. Maffeo è presentato nella sua veste di protonotaro apostolico: talare nera con bordi e fodera rubino, biretta nera e cotta bianca. In basso alla sua dx, poggiata contro il bracciolo della sedia imbottita, si fa notare una memoria ovvero custodia per documenti, allusione e probabile contenitore della pergamena attestante la carica di Chierico di Camera ottenuta nel 1598, ovvero a ridosso del ritratto; nella mano sx invece si vede una lettera.
Nel primo busto che lo ritrae eseguito da Gian Lorenzo Bernini Maffeo Barberini, a capo scoperto, sfoggia invece un piviale dai motivi fitomorfi con, ai lati, le figure quasi in stiacciato dei SS. Pietro e Paolo; la veste è strettamente parente di quella che mostra il busto del cardinale Sourdis (Bordeaux, Musée d’Aquitaine des Beaux Arts) eseguito nel 1622 – dunque diversi mesi prima che Maffeo venisse eletto papa. Se, come ipotizzato da più parti, i busti di Sourdis (del quale scriverò prossimamente) e Maffeo, che erano amici, sono stati eseguiti in contemporanea, il busto di San Lorenzo in Fonte non ritrarrebbe già Sua Santità Urbano VIII, ma l’ancora Sua Eminenza Barberini, e sarebbe perciò l’unico busto di Gian Lorenzo a ritrarre Maffeo in qualità di cardinale e non il primo da papa.
In considerazione di questo, i due santi “attributi” del vescovo di Roma visibili sul piviale sarebbero stati aggiunti immediatamente dopo l’elezione, quasi vi fosse stata fino ad allora una sorta di scaramantica attesa per terminare la decorazione dopo il fatidico (sia per Maffeo che per Gian Lorenzo) 6 agosto 1623, quando appunto Maffeo divenne Urbano VIII.
Quello che tuttavia colpisce del busto, ritraente l’ancora cardinale o il neo papa che si voglia, è l’eccezionale espressività del volto: la resa quasi fotografica delle rughe sulla fronte e intorno agli occhi; la punteggiatura dei capelli appena sistemati dal barbiere e la proporzione perfetta, figlie di un naturalismo strepitoso e palpitante, dalla resa realistica veramente fenomenale che continua a stupire e permette, tra l’altro, di ricondurre al solo motivo floreale del piviale l’aiuto di Giuliano Finelli[5], se non di ridimensionarlo del tutto: difficile credere che Gian Lorenzo avrebbe lasciato alla bottega l’esecuzione del primo busto ritratto effigiante il suo mecenate, per il quale tra l’altro aveva già iniziato a licenziare una serie di busti ritratto “di famiglia” tramite cui l’allora cardinale voleva creare una sorta di trionfale, celebrativa “galleria” marmorea di antenati.
Affiancando i due ritratti colpisce l’estrema puntualità dei tratti somatici, sebbene immortalati con due tecniche diverse e a distanza, come si è detto, di anni: appaiono sovrapponibili il naso (Fig. 5);

gli occhi (Fig. 6) e la bocca (più tendente al sorriso nel dipinto caravaggesco) interessata perfino dalle stesse rughe nasolabiali (Fig. 7).
Fig. 6 Sovrapposizione occhi Maffeo di Caravaggio con volto Maffeo di Bernini; Fig. 7 Sovrapposizione bocca del Maffeo di Caravaggio al Maffeo di Bernini
Soltanto le orecchie sembrano differire: il padiglione auricolare dipinto da Caravaggio sembra più ampio (Fig. 8). Ma sull’identità dell’effigiato non sembrano esserci dubbi;

un semplice collage sembra sufficiente a risolvere l’identikit (Fig. 9): si tratta di Maffeo Barberini futuro Urbano VIII, che sembra tra l’altro essere in movimento in entrambe i ritratti.

Non è dato sapere con certezza se Bernini abbia visto il Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio ma, data la loro amicizia, è altamente probabile: al momento di ritrarlo in marmo può aver tenuto presente anche quel precedente, dato che quello di Bernini ritrattista è un naturalismo strettamente legato alla lezione caravaggesca, lezione che lo scultore ebbe modo di assimilare sin da bambino grazie alla benevolenza del cardinale Scipione Borghese e dello stesso Maffeo (suoi “padrini” per volontà di Paolo V, zio di Scipione), potendo osservare e studiare con agio le opere di Caravaggio da loro commissionate e possedute, in maniera diretta, senza filtri, e ascoltando magari dalla bocca di quegli stessi mecenati anche aneddoti sul maestro lombardo che noi non conosceremo mai, riportando poi quella lezione nella scultura, facilitato da un talento che, come quello di Caravaggio, non ha rivali.
©Claudia RENZI, Roma, 2 Novembre 2025
NOTE
[1] Per i quali rimando ai miei due precedenti contributi qui: Claudia Renzi, Da Caravaggio a Bernini: sarebbe il Mons. Francesco Barberini senior il noto “Ritratto di prelato” di coll. Corsini, https://www.aboutartonline.com/da-caravaggio-a-bernini-sarebbe-di-mons-francesco-barberini-senior-il-noto-ritratto-di-prelato-di-coll-corsini/ su «About Art online» del 30.07.23; C. Renzi, L’unico “Maffeo” Barberini di Caravaggio, https://www.aboutartonline.com/ritratti-di-buonissimarte-ma-senza-similitudine-che-cosi-ha-fatto-il-caravaggio-se-gli-occhi-parlano-un-solo-maffeo-barberini-e-un-prelato-di-caravaggio/ su «About Art online» del 22.12.24; C. Renzi, I ritratti Barberini, l’Ecce homo e altro dalla mostra Caravaggio 2025. Novità e conferme, https://www.aboutartonline.com/i-ritratti-barberini-lecce-homo-e-altro-dalla-mostra-caravaggio-2025-novita-e-conferme/ su «About Art online» del 06.04.25.
[2] Stanislao Fraschetti, Il Bernini. La sua vita, la sua opera, il suo tempo, Milano, 1900, p. 149.
[3] S. Fraschetti, op. cit., p. 146, n. 1.
[4] Valentino Martinelli, Gian Lorenzo Bernini e la sua cerchia. Studi e contributi, Napoli, 1955, pp. 34-5; 38-9.
[5] Ritenuto invece preponderante da Damian Dombrowski, Giuliano Finelli. Bildhauer zwischen Neapel und Rom, Francoforte-NY, 1997, pp. 23; 296-7.
BIBLIOGRAFIA
-
Andrea Bacchi, Anna Coliva (a cura di), Bernini, Roma, 2017
-
Andrea Bacchi, Tomaso Montanari, Beatrice Paolozzi Strozzi, Dimitros Zikos (a cura di): I marmi vivi. Bernini e la nascita del ritratto Barocco, Firenze, 2009
-
Anne-Lise Desmas, Busto di papa Urbano VIII (scheda), in: Andrea Bacchi, Anna Coliva (a cura di), Bernini, Roma, 2017, pp. 122-125
-
Claudia Renzi, Da Caravaggio a Bernini: sarebbe il Mons. Francesco Barberini senior il noto “Ritratto di prelato” di coll. Corsini, https://www.aboutartonline.com/da-caravaggio-a-bernini-sarebbe-di-mons-francesco-barberini-senior-il-noto-ritratto-di-prelato-di-coll-corsini/ su «About Art online» del 30.07.2023
-
Claudia Renzi, I ritratti Barberini, l’Ecce homo e altro dalla mostra Caravaggio 2025. Novità e conferme, https://www.aboutartonline.com/i-ritratti-barberini-lecce-homo-e-altro-dalla-mostra-caravaggio-2025-novita-e-conferme/ su «About Art online» del 06.04.2025
-
Claudia Renzi, L’unico “Maffeo” Barberini di Caravaggio, https://www.aboutartonline.com/ritratti-di-buonissimarte-ma-senza-similitudine-che-cosi-ha-fatto-il-caravaggio-se-gli-occhi-parlano-un-solo-maffeo-barberini-e-un-prelato-di-caravaggio/ su «About Art online» del 22.12.2024
-
Damian Dombrowski, Giuliano Finelli. Bildhauer zwischen Neapel und Rom, Francoforte-NY, 1997
-
Domenico Bernini, Vita del Cavalier Gio. Lorenzo Bernini, Roma, 1713
-
Filippo Baldinucci, Vita del Cavaliere Gio. Lorenzo Bernini, Firenze, 1682
-
Giovanni Baglione, Le vite de’ pittori scultori et architetti. Dal pontificato di Gregorio XIII del 1572. In fino a’ tempi di papa Urbano Ottavo nel 1642, Roma, 1642
-
Giovanni Pietro Bellori, Le vite de’ pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672
-
Maria Grazia Bernardini, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Gian Lorenzo Bernini. Regista del Barocco, Milano, 1999
-
Maurizio Fagiolo dell’Arco, L’immagine al potere: vita di Gian Lorenzo Bernini, Roma-Bari 2004
-
Maurizio Marini, Caravaggio pictor praestantissimus, Roma, 2005
-
Philip Zitzlsperger, Gian Lorenzo Bernini. Die Papst und Herrscherporträts. Zum Verhältnis von Bildnis und Macht, München, 2002
-
Rudolf Wittkower, Lo scultore del Barocco romano, Milano, 1990
-
Sebastian Schütze, Busto di papa Urbano VIII (scheda), in: Maria Grazia Bernardini, Maurizio Fagiolo Dell’Arco, Gian Lorenzo Bernini. Regista del Barocco, Milano, 1999, pp. 327-8
-
Tomaso Montanari, La libertà di Bernini: la sovranità dell’artista e le regole del potere, Torino, 2016
-
Valentino Martinelli, Gian Lorenzo Bernini e la sua cerchia. Studi e contributi, Napoli, 1955
-
Vitaliano Tiberia, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Agostino Ciampelli in Santa Bibiana a Roma. I restauri, Todi, 2000


