Marina Ortona 18-09-2026
La bagnante assetata
Molti artisti hanno creato una o più bagnanti. Ci sono tanti esempi, sia in pittura che in scultura: Renoir, Cezanne, Monet, Gauguin, ma anche Degas, Pissarro, Matisse. E non solo artisti di quel periodo meraviglioso. Marino Marini per le sculture, il grande Canova. Il soggetto della bagnante parte dall’idea classica di Venere che esce dalle acque. È un’immagine delicata e rappresenta la bellezza nei movimenti, oltre che nel corpo.
Nel cimentarmi in questa nuova impresa ho pensato a una bagnante in costume da bagno che beve ad un fiume, a un ruscello, piuttosto che al mare. Perché? Non sempre sappiamo dare una risposta a ciò che facciamo. Qualche volta si cambia idea nel corso dell’opera. Altre volte l’idea rimane fissa, inflessibile. Il titolo è sempre un momento di meditazione per me, perché penso che aiuti l’osservatore a capire meglio l’opera.
Nel primo pensiero di questo lavoro c’era l’idea di fare raccogliere alla donna delle conchiglie vere, per uniformarsi alle due opere La forcina e La scheggia (quest’ultima non presente nella mostra) in cui ho inserito elementi reali (forcina di metallo e scheggia di legno), anziché creare quegli elementi in argilla.
Successivamente, dopo la cottura, la posizione delle mani e la loro vicinanza al corpo, mi è sembrata più vicina all’immagine di una donna che raccoglie dell’acqua da una fonte, per berla.
L’argilla è bianca e ruvida. Si tratta di un gres ad alta temperatura che, sebbene abbia della chamotte grossa, ossia delle pietre di argilla cotte, macinate e inserite nell’impasto, riesce a mostrare i particolari del costume da bagno, come le bretelle e il gancio, e i capelli fini tirati dietro la nuca. In altri punti ho preferito lasciare la ruvidità della creta, senza allisciarla con una stecca flessibile di metallo.
Ho applicato un po’ di ossido di ferro giallo leggero su tutto il corpo e ho cotto in seconda cottura, in un forno elettrico, fino a 1250°C.
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