Verso il Bello comune.

di Marcello AITIANI

Progettare la quarta dimensione per una maturazione dell’Umano

1. M. Aitiani, Cosmosfera archetipica di coesistenze armoniche

Premessa

 Gianfranco Bologna, uno dei coordinatori dell’ASviS, ricorda in un suo recente scritto [1] le parole di Aurelio Peccei, cofondatore del Club di Roma:

«È necessario che l’uomo analizzi dentro di sé gli scopi della propria attività e i valori che la ispirano, oltre che pensare al mondo che si accinge a modificare, incessantemente, giacché il problema non è solo di stabilire se la specie umana potrà sopravvivere, ma anche, e soprattutto, se potrà farlo senza ridursi a un’esistenza indegna di essere vissuta […] Senza una forte ondata di opinione pubblica mondiale, alimentata a sua volta dai segmenti più creativi della società – i giovani e “l’intellighenzia” artistica, intellettuale, scientifica, manageriale – la classe politica in ogni paese continuerà a rimanere in ritardo sui tempi, prigioniera del corto termine d’interessi settoriali o locali…».

Considerazioni ancora attualissime dopo più di cinquant’anni, con qualche riserva per il termine “intellighenzia” che mi appare troppo vicina alla concezione di una cultura e di un’arte legate a ideologie; d’altro canto, è da notare che il termine è scritto giustamente tra virgolette.

Christiana Figueres, (già Segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite – UNFCCC, che tra l’altro ha avuto un ruolo chiave per lo storico Accordo di Parigi) aggiunge un altro aspetto, che mi sembra fondamentale, quando scrive:

«Per riuscire nell’obiettivo di rigenerare il nostro pianeta e le nostre società […] siamo chiamati ad agire in qualcosa che è in tutti noi. Abbiamo bisogno di sviluppare una mentalità consapevole e ottimistica per trovare il coraggio necessario a trasformare le economie in modo che siano incentrate sul benessere dell’umanità e del pianeta. […] Per cambiare tutto ciò è necessario rigenerare anche il nostro personale e invisibile mondo interiore, con uno sguardo compassionevole e solidale nei confronti di noi stessi e del prossimo» [2].

Sottolineo l’importanza delle citazioni riportate; quella di Peccei, quando osserva che non basta sopravvivere, serve mirare a una vita dignitosa per tutti. Inoltre mostra di essere già consapevole di quanto sia importante superare la divisione tra cultura umanista e scientifica, oltretutto ponendo l’arte in pole position.

Quella di Christiana Figueres, perché pone l’accento sulla necessità di lavorare fortemente su noi stessi, sul cambiamento radicale di un io che si mostra sempre più malato, angosciato, egoista, talvolta prigioniero di una rabbia animale e dunque distruttivo e non compassionevole verso sé e verso l’altro nelle sue molteplici significazioni.

Se l’arte, come credo, è una delle principali vie della ricerca interiore, è allora evidente quanto sia essenziale per far evolvere l’indispensabile maturazione e la cura del nostro essere profondo, e con esso della Polis: della città architettonica e degli esseri umani che la abitano, come anche della nostra relazione con la geosfera e la biosfera.

2. L’arte nella città. Il sedile in pietra. Triennale di Milano, 1997

Per favorire una rinascita non bastano ragionamenti e diagrammi, serve curare l’interiorità, che i cuori si accendano, che si creino scenari inediti.

3. Sedili in S Croce.

Questo possono fare i voli di un’arte, d’una poesia, d’una musica che nascono da stati d’animo vaghi, liberi, che uomini funzionari snobbano come inutili e sono invece molto generativi. Stati segnalati dai neuroscienziati che hanno rilevato la presenza in noi della Default Mode Network (DMN), rete cerebrale su larga scala attivissima durante il riposo, nella quiete silenziosa di una musica muta, in «immagini e pensieri svincolati dall’azione» [3]. È una fase molto creativa, fonte di scenari immaginari, di sogni ad occhi aperti, di auto-riflessione, di ricordi del passato e insieme visioni del futuro.

4. M. Aitiani, Passato futuro, 2020. Progetto d’intervento per il “Facciatone” dell’incompiuto Nuovo Duomo di Siena

Il sogno creativo dell’arte è fondamentale per immaginare un avvenire che risponda alle possibilità non realizzate che il passato aveva in sé.

Ma c’è un altro aspetto, ormai ignorato dai più: non c’è etica senza estetica. Lo psicoanalista Luigi Zoia ci ricorda che

«l’anima […] ha bisogno di completare l’etica con l’estetica perché non può vivere ristretta nel negativo. […] abbiamo bisogno di compiti positivi, non solo di moralismo che strepita contro il male, segretamente ci volgiamo all’estetica come completamento istintivo e gratuito dei problemi etici. Offrire il bello è naturalmente giusto. Migliora subito il mondo, senza richieder crociate contro il male, senza favorire ideologie assassine [4].

Purtroppo questi concetti, anche se talvolta astrattamente conosciuti, non sono stati davvero assimilati; come ho scritto in un recente articolo su questa rivista:

«Lo sguardo inter e transdisciplinare è fondamentale per una coscienza e un’azione adeguate ai problemi del nostro tempo. Tuttavia questo dialogo tra le diverse discipline non solo è poco praticato ma, quando c’è, rarissimamente compare l’arte.
Gli stessi Obiettivi dell’Agenda 2030 “prendono in considerazione in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica – e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l‘ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani”. Manca la quarta dimensione: senza sguardo estetico, non fiorirà un’evoluzione sostenibile, non ci sarà una metamorfosi radicale» [5]. (sottolineature dell’A.)

 Tuttavia è bene considerare le attuali omonimie del termine “arte”: una parola che soprattutto oggi ha più significati e referenti, cui cioè corrispondono realtà sostanzialmente diverse. Ad esempio, per semplificare, molta “arte” è semplicemente un prodotto commerciale o di mero intrattenimento, oppure è tutta proiettata alla banalità o alla bruttezza e al distopico, da quanti non conoscono i veri significati della bellezza scambiata per “carineria”. Per arte, insomma, s’intende tutto e il contrario di tutto e non infrequentemente con essa si rispecchiano e rilanciano i disvalori che hanno condotto alla policrisi del mondo di oggi.

5 M. Aitiani, Scultura di Meridiana cosmica nell’entropia, 1988
(Fotografia con elaborazioni digitali del 1993)

Conclusioni

Sarebbe importante che nascessero iniziative, gruppi, reti con una duplice vocazione:

– studiare, approfondire anche teoricamente, temi – in parte accennati – sull’intreccio complesso tra mondi umanistici, scientifici, spirituali e tecnologici come le nuove Intelligenze Artificiali.  Senza tralasciare attività di divulgazione non banale.

6 a. M. Aitiani, Elica di Möbius, 2013 (scultura in legno) e foto-ambientazione nel paesaggio della laguna di Venezia. 6 b. Gemello digitale dell’ Elica di Möbius, 2015

– favorire la realizzazione di concreti momenti d’arte che non siano ridotti a offerte principalmente turistiche o eventi decorativi, ciliegine sulla torta di convegni e congressi vari. Iniziative di vario tipo che invece presentino opere artistiche che abbiano il proprio modo di articolare e incarnare esteticamente un pensiero senza essere didattiche illustrazioni di concetti astratti.

 L’unione della componente teorica e della concreta operatività artistica può rafforzare la libertà dell’arte, non condizionata da mode e logiche esclusivamente egoistiche e mercantili, ritrovando così la capacità immaginativa e – anche in forma indiretta – educativa, di cura e cambiamento interiore.

Un’interiorità non puramente intimista ma che si riversi nella città e nel mondo, dando origine a processi generativi del bene e del bello comune.

Marcello AITIANI  Siena 22 Febbraio 2026

NOTE

[1] Gianfranco Bologna, Un piano straordinario per cambiare il mondo, in Una terra per tutti. Il più autorevole progetto internazionale per il nostro futuro, Edizioni Ambiente, Milano 2022, p. 26.

[2] Christiana Figueres, Prefazione, in Una terra per tutti, op. cit., p. 34.

[3] Cfr. Silvano Tagliagambe, Creatività, in Dialoghi sulla conoscenza, Modena 22 ottobre 2022 e PPT dell’intervento.

[4] L. Zoja, Giustizia e Bellezza, Bollati Boringhieri editore, Torino 2007, p.23. Il grassetto mio.

[5] Marcello Aitiani, Per tessere la rinascita di un ἰδεῖν, di una visione, di un sentire, di un’arte viva e amouriser le monde, in  https://www.aboutartonline.com/per-tessere-la-rinascita-di-un-%e1%bc%b0%ce%b4%ce%b5%e1%bf%96%ce%bd-di-una-visione-di-un-sentire-di-unarte-viva-e-amouriser-le-monde/