“Venti Trasversali” Palazzo della Penna (PG); un “percorso fra diversi elementi corrispondenti agli spazi”, nelle opere di Araminta Blue

di Alessandra IMBELLONE

Venti Trasversali. Araminta Blue a Palazzo della Penna (Perugia, Palazzo della Penna, 13 giugno – 26 luglio 2026)

Ha aperto al pubblico il 13 giugno a Perugia la mostra Venti Trasversali dell’artista britannica Araminta Blue. Una selezione delle sue opere è esposta nelle sale del pianoterra di Palazzo della Penna, luogo qualificatosi in questi anni come Centro per le arti contemporanee del capoluogo umbro. Le sue tele e dipinti su tavola sono quindi in dialogo diretto con la decorazione neoclassica delle sale, ossia con il ciclo mitologico di primo Ottocento di Antonio Castelletti sugli amori di Elena e Paride affrescato sulle volte.

Figura emergente nel panorama internazionale, Araminta Blue è nata a Cipro nel 1990 ma vive e lavora a Londra, dove s’è formata.

Dopo il diploma al Chelsea College of Art e la laurea presso la Ruskin School of Art (2012), ha conseguito il Master in pittura alla Slade School of Art nel 2019 e ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui l’Artists Collecting Society Studio Prize. È stata finalista al Chadwell Award, alla Derek Hill Scholarship e all’Hix Award e le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive nel Regno Unito e in contesti internazionali.

Araminta Blue

Nell’estate 2024 ha realizzato la sua prima mostra personale in Italia, al Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara. Ha poi soggiornato nel 2025 a Perugia (nel 2023 era ad Amalfi), a stretto contatto con il curatore della mostra, Riccardo Freddo, e s’è innamorata degli affreschi mitologici di Palazzo della Penna.

Lì è nata l’idea del dialogo con l’arte del passato e i suoi luoghi (le sale affrescate e la torretta, per la quale Araminta ha realizzato delle opere site specific), strutturata dal curatore come un percorso fra diversi elementi corrispondenti agli spazi: dalla luce alla notte, fino al vento, elemento centrale della mostra tanto da generare il titolo: Venti Trasversali.

Araminta Blue, Amber past, Foto via Gallery Rosenfeld

Curata da Riccardo Freddo, in collaborazione con la galleria Rosenfeld e la cooperativa Le Macchine Celibi, l’esposizione trasforma il museo in un vero e proprio dispositivo narrativo. Le intense opere pittoriche a olio di Blue dialogano direttamente con gli affreschi ottocenteschi di Antonio Castelletti, unendo mitologia e contemporaneità in un percorso che tocca i temi del mito, del destino e della dimensione cosmica. Sottesi sono i temi della femminilità (le figure che si intuiscono nei dipinti astratti di Araminta sono tutte femminili), dell’amore e della maternità (Araminta era incinta del suo secondo figlio durante la sua residenza perugina, quando ha concepito la mostra in dialogo con Palazzo Penna). Al centro della narrazione cromatica vi è il corpo materno, inteso come confine simbolico, soglia e campo di forze. Questa visione contemporanea di identità, genere e libertà si innesta perfettamente nella complessa stratificazione storica del Palazzo, edificato su un anfiteatro romano e arricchito nel tempo da architetture medievali, affreschi gentilizi e interventi moderni come la scala elicoidale di Franco Minissi.

L’esposizione si sviluppa attraverso tre momenti chiave che guidano il visitatore in un viaggio sensoriale ed emotivo: luce, notte e vento. La luce rappresenta una soglia percettiva e una presenza attiva. Le opere di questa sezione esplorano il desiderio, le possibilità non espresse e la dissoluzione del corpo verso l’alto. La notte introduce una dimensione intima, introspettiva e profonda. Il corpo si trasforma, aprendosi verso l’invisibile o diventando materia densa e geologica legata alla memoria. Il vento costituisce il punto di massima sintesi e movimento; è inteso come una forza invisibile che orienta l’esistenza, oscillando tra il radicamento alla terra e la perdita totale di controllo nella vulnerabilità.

Araminta Blue Blue force Foto via Gallery Rosenfeld

Il fulcro concettuale, espresso dal curatore Riccardo Freddo, risiede nel parallelismo tra i miti antichi e la contemporaneità. Se in passato il destino umano era guidato dagli dei, oggi l’essere umano è costantemente esposto e modellato da forze invisibili, emotive e naturali. La pittura di Blue dà forma e visibilità a questa condizione di perenne esposizione. La tecnica a olio è utilizzata in modo estremamente fluido e sperimentale: diluita fino a comportarsi come acquerello, stesa in velature, strofinata e rimossa, oppure addensata fino a raggiungere una consistenza materica, quasi argillosa o cementizia. La tela viene trattata come un foglio da disegno, lasciando visibile il processo, tra stratificazioni traslucide e segni cancellati.

Araminta Blue Collecting Light Foto via Gallery Rosenfeld

La mostra è stata inaugurata con un concerto in due tempi della pianista Viola Cartoni Mancinelli con un programma musicale – Schubert, Satie, Debussy – concepito come itinerario di percezioni e risonanze intime in risonanza con la pittura di Blue e con il rapido mutare impressionista dell’animo umano.

Alessandra IMBELLONE Roma, 21 Giugno 2026