“Marco Tirelli. Anni luce”, quando “la realtà cessa di essere cosa e diventa pensiero…”. 41 opere dell’artista al Palazzo delle Esposizioni (fino al 12 Luglio).

di Marco FIORAMANTI

“Marco Tirelli. Anni luce”

Palazzo Esposizioni Roma 17 marzo – 12 luglio 2026

a cura di Mario Codognato

Palazzo Esposizioni Roma presenta dal 17 marzo al 12 luglio 2026 la mostra personale Marco Tirelli. Anni luce, dedicata a uno dei principali protagonisti del rinnovamento della pittura italiana e internazionale a partire dalla fine degli anni Settanta. La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto della Fondazione Silvano Toti, presenta un nucleo di opere inedite realizzate appositamente per gli spazi di Palazzo Esposizioni.

Si tratta di un unico grande ciclo pittorico formato da 41 opere, tutte dello stesso formato, realizzate appositamente per questi spazi. Ogni lavoro – tempera e inchiostro su tavola – pur nella propria autonomia, si inserisce in una trama organica e continua, un vero e proprio “nastro ideale” corre lungo tutto lo spazio espositivo. L’artista presenta col suo lavoro, una vera e propria concezione del mondo. In questa raccolta si intrecciano memorie visive, frammenti di cinema, letteratura, storia dell’arte e ombre di visioni interiori, dando vita a un archivio al tempo stesso personale e universale.

Mario Codognato, curatore della mostra, inizia il suo intervento in catalogo Il teatro della memoria e l’enigma della luce con queste parole:

“C’è un punto, nello spazio mentale dell’immagine, in cui la realtà cessa di essere cosa e diventa pensiero. È in questo interstizio che si muove da sempre la pittura di Marco Tirelli, artista che ha fatto della luce un linguaggio e dell’ombra un alfabeto segreto. La sua opera, sospesa fra geometria e intuizione, fra astrazione e reminiscenza, interroga lo statuto stesso della visione, spingendo lo spettatore oltre la superficie, dentro quel territorio incerto dove il visibile si fa soglia del possibile. Allievo e amico di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, che lo introdusse alla ricerca della Scuola di New York, e a Rothko e Franz Kline in particolare, Tirelli appartiene a quella generazione che negli anni ottanta ridefinì il rapporto fra pittura e pensiero, fra immagine e memoria”.
Marco Tirelli nasce nel 1956 a Roma, dove vive e lavora. Inizia a esporre nella seconda metà degli anni Settanta e, alla fine del decennio, stabilisce il proprio studio negli spazi dell’ex Pastificio Cerere a San Lorenzo insieme agli artisti della cosiddetta Nuova Scuola Romana. Negli anni Ottanta partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, nella sezione Aperto 82 con una sala personale, avviando una presenza costante in rassegne internazionali come la XI Biennale Trigon 83 di Graz. In questo periodo instaura un rapporto continuativo con la galleria L’Attico e sue opere entrano nelle collezioni di importanti istituzioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la GAM di Torino. Espone inoltre in gallerie di rilievo come Bernier Gallery di Atene (1979), Annina Nosei Gallery di New York (1985) e Galerie Folker Skulima (1987). Gli anni Novanta si aprono con la mostra all’American Academy in Rome, dove una grande installazione di disegni è posta in dialogo con i Wall Drawings di Sol LeWitt, seguita dalla partecipazione alla XLIV Biennale di Venezia con una sala personale. Nel corso del decennio prende parte a rassegne di primo piano come la Biennale di Sydney, la Biennale di San Paolo, Prospect 93 alla Kunsthalle di Francoforte e la XII Quadriennale di Roma, esponendo inoltre in sedi internazionali quali il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e il Palais Liechtenstein di Vienna. Nei primi anni Duemila la sua ricerca si estende alla dimensione ambientale: nel 2001 realizza un’installazione site specific alla Fondazione Volume! e nel 2002 la Kunsthalle di Darmstad gli dedica una grande mostra antologica, successivamente presentata alla GAM di Bologna. In questo periodo espone anche in musei italiani quali il MART di Rovereto e il PAC di Milano. Del 2009 è la realizzazione di grandi sculture per la Collezione Gori alla Fattoria di Celle. Tra il 2010 e il 2020 mostre personali sono ospitate dal Museo di Palazzo Fortuny di Venezia e dal MACRO di Roma, mentre progetti espositivi coinvolgono istituzioni quali il MAXXI di Roma e il Museo MADRE di Napoli. Nel 2013 presenta una vasta installazione per il Padiglione Italia curato da Bartolomeo Pietromarchi alla LV Biennale di Venezia e, nello stesso anno, espone dei lavori realizzati a quattro mani con Patti Smith sia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che alla Triennale di Milano e presenta, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo, una mostra insieme a Bernd e Hilla Becher. Realizza inoltre significative mostre personali presso: la Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive, Pescara (2014), il Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Etienne Métropole (2017), la Axel Vervoordt Gallery, Hong Kong (2018), il museo House of Art di České Budějovice, Praga (2020). Negli anni Venti del Duemila proseguono le esposizioni internazionali, tra cui le mostre personali del 2021 alla Cardi Gallery di Londra e alla Axel Vervoordt Gallery di Anversa. La più recente è la partecipazione alla mostra Metafisica/Metafisiche, inaugurata nel gennaio 2026 al Palazzo Reale di Milano. Le sue opere sono parte delle collezioni di numerosi musei e istituzioni nazionali e internazionali; tra queste, Proteo, realizzata alla fine del 2018 su commissione del MAXXI ed esposta in collezione dal 2019. Tirelli è membro dell’Accademia Nazionale di San Luca, di cui è stato presidente per il biennio 2023–2024, e dell’Accademia dei Virtuosi del Pantheon.

Marco FIORAMANTI  Roma 19 Marzo 2026