di Marco FIORAMANTI
L’arte ha regole che, ancora una volta, si possono sovvertire. Non è detto che le nuove saranno migliori, più giuste. Stiamo vivendo un nuovo presente E non capirlo significa rischiare di venirne travolti.
Luca Beatrice
Promossa da Fondazione La Quadriennale di Roma – partecipata da Ministero della Cultura Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma – e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, organizzata in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo, con il titolo, FANTASTICA, scelto dal presidente Luca Beatrice – venuto improvvisamente a mancare nel gennaio scorso, ha aperto al pubblico pochi giorni fa al Palazzo delle Esposizioni la diciottesima edizione della Quadriennale di Roma.
Al piano terra vengono presentate 187 opere di 54 artisti – nati tra gli Anni Sessanta e la fine degli anni Novanta – che raccontano gli ultimi venticinque anni e che sono divise in cinque sezioni curate rispettivamente da Luca Massimo Barbero, Francesco Bonami, Emanuela Mazzonis di Pralafera, Francesco Stocchi e Alessandra Troncone. Al piano superiore un’appendice storica dal titolo I giovani e i maestri: la Quadriennale del 1935 curata da Walter Guadagnini con la collaborazione dell’Archivio Biblioteca della Quadriennale. L’allestimento è stato progettato da BRH+/ Barbara Brondi & Marco Rainò. Il logo F di Fantastica è stato progettato dallo Studio Sonnoli di Leonardo Sonnoli e Irene Bacchi.
Ogni sezione apre con un testo tematico di ognuno dei cinque curatori.
La prima è quella di Luca Massimo Barbero (Torino 1963) con Autoritratto e Rappresentazione, riferimento all’Orfeo di Cocteau,
dove lo specchio non è più un oggetto fisico he restituisce un’immagine, bensì una soglia tra due mondi comunicanti.
Tredici gli artisti rappresentati (per ciascuno dei quali ho inteso accostare una frase che potesse definirne lo stile):
Paolo Bini (Battipaglia 1984), trasfigurazione introspettiva dell’io;
Gianni Caravaggio (Rocca San Giovanni 1968), dissoluzione dell’io come esperienza cosmica;
Siro Cugusi (Nuoro 1980), antinomie oniriche di forme e figure;
Roberto De Pinto (Terlizzi 1996), alter/ego, ergo sum;
Donato Dozzy (Roma 1970), l’io/suono che ci appartiene;
Matteo Fato (Pescara 1979), neoespressionismo poetico;
Emilio Gola (Milano 1994), i segni e i resti dell’io;
Luisa Lambri (Como 1969), fotospazialismo, riflesso dell’io;
Luca Marignoni (Cles 1989), dinamismo poetico;
Roberta Orio (Venezia 1966), fotoframmentazioni del sé;
Runo B (Jangsu 1993), io in corpo ed energia;
Marta Spagnoli (Verona 1994), antropomorfismo dell’io;
Vedovamazzei (Milano 1991): Stella Scala (Napoli 1964) e Simeone Crispino (Fratta Minore 1962), infiniti spa/ri/tratti nel bu/io.



Francesco Bonami (Firenze 1955): Indipendenza e Autonomia
Dodici gli artisti presentati:
Friedrich Andreoni (Pesaro 1995), alchemico filmico;
Lupo Borgonovo (Milano 1985), iconografico simbolico;
Roberto Cattivelli (Piacenza 1979), iperrealismi onirico-iconici;
Giulia Cenci (Cortona 1988), alterazioni antropiche;
Cecilia De Nisco (Parma 1997), surrealismo onirico;
Luca Gioacchino Di Bernardo (Napoli 1991), preistoria pre-umana;
Chiara Enzo, (Venezia 1989), corpi e segni di corpi;
Emiliano Furia (Bergamo 1991), “gesto, superficie, colori”;
Jem Perucchini (Tekeze, Etiopia 1995), Dio alchemico e misterioso;
Bea Scaccia (Frosinone 1978), “teatrale femminile barocco”;
Lorenzo Vitturi (Venezia 1980), ricomposizioni archetipico-organiche;
Shafei Xia, (Zhejiang, Cina 1989), acquerelli e ceramiche iconografiche.
Chiara Enzo, Chest, M, 2024, acquerello, pastello, matite colorate su carta applicata su tavola, 21,9×24,5 cm; Jem Perucchini, Lo straniero (Dioniso), 2025, olio e acrilico su lino, 150×100 cm
Emanuela Mazzonis di Pralafrera (Roma 1980), Fotografia nel contemporaneo – fotografia (sganciata dal reale) come rivelazione. Nuove possibilità di espressione
Undici artisti:
Eleonora Agostini (Milano 1991), intimità e voyerismo;
Jacopo Benassi (La Spezia 1970), sabotaggio ironico come sfida alla tradizione;
Andrea Camiolo (Leonforte 1998), falso e irriproducibilità tecnica dell’opera d’arte;
Irene Fenara (Bologna 1990), il sorvegliato sorveglia il sorvegliante;
Linda Fregni Nagler (Stoccolma 1976), recupero e riuso della foto;
Teresa Giannico (Bari 1985), dal web, realtà e/o illusione;
Massimo Grimaldi (Taranto 1974), narrazione emotiva in chiave etica;
Francesco Jodice (Napoli 1967), videonarrazioni e frame didascalici;
Giovanni Ozzola (Firenze 1982), elaborazione dal Beato Angelico;;
Giulia Parlato (Palermo 1993), luoghi magici in ascolto;
Davide Tranchina (Bologna 1972), “cosmonauta, psiconauta”.
9 Jacopo Benassi, Serie di ritratti appesi, 2024, 18 ritratti, plastilina, 10 Jacopo Benassi, Adolf Hitler, 2025, stampa Fine Art, lastre di cinghie, carrello elevatore, 161x61x142 cm
11 Giovanni Ozzola, La vita e la morte mi stanno consumando – Ora blu, 2025, legno, cartongesso, stampa Giclée, stucco, legante filmogeno, 774x473x235 cm, studio preparatorio; 12 Arcangelo Sassolino, Hunger, 2008, acciaio e sistema idraulico, 95x100x100 cm
Francesco Stocchi (Roma 1975), Autarchia procedurale collettiva, progettazione spazio espositivo come co-creazione, mostra e processo.
Nove artisti:
Micol Assaël (Roma 1979), installazioni spaziali, elettriche elettromagnetiche;
Luca Bertolo (Milano 1968), decostruttivo trompe l’œil autosabotante;
Adelaide Cioni (Bologna 1976), “pattern di sovversione”;
Martino Gamper (Merano 1971), “arte design artigianato”;
Valerio Nicolai (Gorizia 1988), “tragico, surreale, grottesco”;
Lulù Nuti (Parigi 1988), “componente ontologica prima che plastica”;
Pietro Roccasalva (Modica 1970), riformulazione e reinterpretazione di fatti simbolici;
Arcangelo Sassolino (Vicenza 1967), eventi traboccanti protesta contro il vuoto;
Alessandro Sciarroni (san Benedetto del Tronto 1976), performance autogenerantesi in arte espansa.
Alessandra Troncone (Napoli 1984), Corpo umano-non umano (mito, scienza, trasformazioni sociali)
Nove artisti:
Camilla Alberti (Milano 1994), ectoplasmico da scarti urbani;
Diego Cibelli (Napoli 1987), ceramiche barocco-biologiche;
Antonio Della Guardia (Salerno 1990), fotoperformance sul rapporto predatore-preda;
Federica Di Pietrantonio (Roma 1996), interazione pittura/digitale, avatar/sguardo;
Valentina Furlan (Venezia 1989), “dominio umano sulla sfera animale”;
Iva Lulashi (Tirana 1988), pittura di fermoimmagine;
Roberto Pugliese (Napoli 1982), rapporto umanità e tecnologia, ring robotico;
Agnes Questionmark (Roma 1995), “soggettività transgender e trans specie”;
Emilio Vavarella (Monfalcone 1989), transizione dalla cosa alla non-cosa,opera-azienda.

“I GIOVANI E I MAESTRI: LA QUADRIENNALE DEL 1935”
A cura di Walter Guadagnini

1761 opere di 700 artisti in 62 sale, diciannove delle quali destinate a mostre personali; 36 premi assegnati per un totale di 500.000 lire; 446 opere vendute, per una spesa totale di 1.042.000 lire /spesso parte di istituzioni pubbliche); oltre 300.000 visitatori; un catalogo di 257 pagine tirato in 4.000 copie. Queste alcune delle cifre davvero notevoli relative alla II Quadriennale d’Arte Nazionale svoltasi dal 5 febbraio al 31 luglio 1935 a Palazzo delle Esposizioni di Roma, liberato in tempo di record dalla Mostra della Rivoluzione Fascista che ne aveva occupato gli spazi per ben due anni. Presidente onorario è Giuseppe Bottai, figura di primo piano del regime; presidente effettivo Enrico di San Martino Valperga; segretario generale e sostanzialmente deus ex machina della manifestazione, Cipriano Efisio Oppo, romano, pittore, critico, deputato e già Segretario del Sindacato degli artisti, senza dubbio una delle figure più influenti dell’arte italiana di questi decenni. Come si capisce dalle cifre e dai nomi, questa edizione della Quadriennale non è stata un’edizione qualsiasi, è stato il tentativo, riuscito, di presentare al pubblico non solo quanto di meglio offrisse l’arte italiana in quel momento, ma la varietà delle espressioni e delle tendenze in campo, con uno sguardo sull’intero territorio nazionale. […] (dal comunicato stampa)
Elenco degli artisti in esposizione:
Luigi Bartolini, Mario Broglio, Corrado Cagli, Cagnaccio di San Pietro, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Gisberto Ceracchini, Giovanni Ciolacicchi, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Antonio Donghi, Pericle Fazzini, Leonor Fini, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Marino Marini, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Milena Pavlović Barilli, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Regina, Giovanni Romagnoli, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Luigi Trifoglio, Gianfilippo Usellini, Farpi Vignoli, Alberto Ziveri.






Marco FIORAMANTI Roma 18 Ottoibre 2025









