“L’apparizione della Vergine al vescovo Andrea Corsini”, un’importante opera del poco noto pittore vicentino Clemente Muzzi (1712-1775)

di Francesco CARACCIOLO

Clemente Muzzi (1712-1775) è un autore minore vicentino nell’ambito della realizzazione di pale d’altare di soggetto religioso, ma tuttavia viene ricordato dalle fonti[1] per aver ricoperto la carica di direttore di una pubblica scuola di pittura “del nudo”, promossa a sua volta da Paolo Guidolini, e ambientata nell’ex convento dei Somaschi a Vicenza. Del Muzzi, discendente da un’antica famiglia nobile vicentina, è documentata un’intensa attività pittorica di cui purtroppo non ne resta granché, ma solamente pochissimi testi, tra i quali sono degni di nota “L’Assunzione di Maria” della Parrocchiale di Carmignano sul Brenta (PD), “L’Incoronazione della Vergine” del Museo diocesano di Vicenza, “La Nascita del Battista” nell’omonima chiesa di Montebello Vicentino e la serie degli “Evangelisti” nella Parrocchiale di Cornedo Vicentino.

Fortemente impegnato nell’esecuzione di figure sacre e di composizioni dal profondo afflato mistico e devozionale, a lui è stata attribuita finanche una tavola di forma ovale dipinta ad olio su soffitto raffigurante la colomba dello Spirito Santo con i cherubini, conservata nella chiesa dei Filippini a Vicenza. Invece l’opera più significativa dell’artista equivale alla pala d’altare “L’Apparizione della Vergine al Vescovo Andrea Corsini“, proveniente dalla chiesa delle Maddalene Vecchie nei pressi del Monte Crocetta a Vicenza (fig. 1).

1. Clemente Muzzi, Apparizione della Vergine al Vescovo Andrea Corsini, (sec. XVIII), Nuova Chiesa parrocchiale di Maddalene, Vicenza

Una breve parentesi è necessaria per mettere in risalto la notevole importanza del luogo in quanto la chiesa delle “Maddalene vecchie” (fig.2) testimonia l’avvicendarsi di numerosi ordini religiosi che hanno scelto la zona per edificare i loro cenobi e predicare la loro regola nella totale pace e tranquillità soprattutto grazie all’amenità e la bellezza del luogo che ancora oggi esercita un grande fascino non soltanto perché vi sono le risorgive della Seriola ma anche per la presenza di edifici di una valenza storico-architettonica tutt’altro che di secondo piano.

2. Chiesa delle Maddalene Vecchie nei pressi del Monte Crocetta a Vicenza, esterno, sec. XV

Nella zona delle Maddalene sorgono infatti delle ville e casali di notevole interesse quali Cà Beregane, la casa padronale dei “Dal Martello” e Villa Loschi-Zaccaria sulle pendici occidentali del Monte Crocetta.

La stessa chiesa delle Maddalene trasuda di storia e di arte: gioiello tardo-gotico edificato nel XV sec. mostra ancora molte persistenze sotto il profilo artistico e architettonico, quali il portale esterno (fig.3) finemente decorato,

3. Portale esterno in pietra con motivi geometrici e vegetali della Chiesa delle Maddalene Vecchie a Vicenza, sec. XV

ma anche il controsoffitto ligneo a forma di carena rovesciata (del periodo tardo-rinascimentale), le dieci statue degli apostoli al suo interno e gli splendidi altari intarsiati (fig. 4) eseguiti da Zuanne Merlo nel corso del ‘600.

4. Volta a crociera (sec. XV) e altare maggiore di Zuanne Merlo (fine ‘600) nel presbiterio della Chiesa delle Maddalene Vecchie a Vicenza

Dal punto di vista pittorico, l’edificio contiene attualmente pochissime testimonianze della sua arte pittorica che nel passato sicuramente fu tanto proficua quanto rara dato che le “Maddalene” non si è mai distinta per aver contenuto al suo interno numerosi esempi di pale d’altare diversamente da altre chiese vicentine quali, ad esempio, la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo ricchissima invece di un centinaio di tele di grande pregio: per quanto concerne l’apparato pittorico che nel corso dei secoli abbellì ed impreziosì la chiesa delle “Maddalene Vecchie”, vi segnalo solamente la pala della “Flagellazione” della scuola di Jacopo Bassano – ora conservata presso i Musei Civici di Vicenza e sostituita da una copia moderna – e la tela seicentesca del Carpioni raffigurante la “Madonna, il Bambino Gesù e Sant’Antonio da Padova” – ora collocata presso la nuova chiesa parrocchiale di Maddalene assieme alla pala del Muzzi di cui vi parlerò più approfonditamente.

L’Apparizione della Vergine al vescovo Andrea Corsini” è una pala di forma centinata ed è, come già ribadito, uno dei lavori migliori di Clemente Muzzi: essa misura cm 174 x 88 e ha subìto un intervento di restauro nel 1992. Viene citata sia da Mario Saccardo, in un articolo apparso sul Giornale di Vicenza del 20/08/1997, che da Gianlorenzo Ferrarotto, nel volume Il convento di S. Maria Maddalena – Uomini e fatti a Maddalene di Vicenza dal 1300 al 1900, pubblicato a Vicenza nel 1992. Il soggetto della pala del Muzzi, ora conservata nella nuova parrocchiale di Maddalene, illustra un episodio della vita di Sant’Andrea Corsini, insigne vescovo di Fiesole vissuto nel secolo XIV. Tale episodio raffigura l’apparizione della Madonna al vescovo anzidetto nel giorno in cui egli celebrò la sua prima messa. La Vergine è posata su una nube vaporosa ed indica al Santo vescovo il cielo. Gli stilemi a cui appartengono i modi adoperati dal Muzzi risentono fortemente della lezione di Giovanni Antonio de’ Pieri, maestro dello stesso Muzzi, ma si aggiornano oltremodo nei confronti delle novità apportate dal Tiepolo a Vicenza. Un’altra fonte d’ispirazione per l’artista vicentino potrebbe risultare il confronto con la grande tradizione pittorica emiliana del Cinquecento. La pala venne eseguita presumibilmente verso la seconda metà del Settecento ed è contrassegnata dal colorismo tenue ma luminoso e dalla sicurezza disegnativa nell’impatto luminoso (Cfr. Fernando Rigon): quest’ultimo studioso mette in evidenza, riguardo al linguaggio pittorico adoperato dal Muzzi, anche una condotta pittorica in cui emerge vieppiù una pennellata vaporosa ed evanescente che annulla i contorni. C’è da dire, inoltre, che secondo la ricostruzione di Mario Saccardo questa tela si trovava nell’altare della cappella di destra della chiesa dei Carmini a Vicenza e che poi essa venne trasferita nella chiesa di “Maddalene Vecchie” tra il 1862 e il 1867, quando la chiesa dei Carmini fu interessata a lavori di restauro.

Francesco CARACCIOLO  Vicenza  18 Gennaio 2026

Bibliografia e sitografia

  1. Caracciolo, Costantino Pasqualotto (1681-1755), Pittore vicentino del Settecento, Vivi Edizioni, 2025.
  2. Ferrarotto, Il convento di S. Maria Maddalena, Uomini e fatti a Maddalene di Vicenza dal 1300 al 1900, Ed. Egida, Vicenza, 1992.
  3. Saccardo, Contributi per la Storia dell’Arte Vicentina, Tipografia Peretti, Quinto Vic., 1985.
  4. Sottani, Cento chiese, una città, Ed. Rezzara, Vicenza, 2014.
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Maddalena_(Vicenza)
https://maddalenenotizie.com/

https://parrocchiacarmignano.it/profilo-artistico/

[1] M. Saccardo, 1985.

[2] Esisteva una primitiva chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena con annesso un convento di monache convertite, le quali abbandonarono il luogo intorno al 1300 a causa dell’insicurezza di quell’area emarginata dal centro cittadino; al suo posto ne venne costruita un’altra dai frati Girolimini a partire dal 1437. Quest’ultima chiesa di forme tardo-gotiche corrisponde pressappoco a quella attuale, alla quale era annesso un convento, di cui vi restano attualmente solo due porzioni del chiostro formate da arcate a sesto acuto poggianti su esili colonnine di pietra. I Girolimini, appartenenti alla comunità di frati fondata dal beato Pietro Gambacorta da Pisa, dovettero abbandonare Vicenza nel 1772 e ritirarsi quindi nel convento sul Monte Summano, a Santorso.