Il “Ritratto di Leone XIV”; la genesi e il valore del dipinto di Rodolfo Papa per il mosaico che continua la tradizione delle effigi di tutti i Pontefici, da Pietro ai nostri giorni

di Sara SANNA

Sara Sanna è nata ad Alatri nel 1995. Laureata in Storia dell’Arte, si occupa prevalentemente di iconografia e iconologia cristiana. Lavora come guida turistica presso i Musei Vaticani. Frequenta l’Accademia Urbana delle Arti e attualmente collabora con la rivista Theriakè. Con questo articolo inizia la sua collaborazione con About Art.

Rodolfo Papa e il ritratto di Leone XIV

Domenica 25 gennaio, nella memoria della Conversione di San Paolo, papa Leone XIV ha celebrato i Vespri Solenni nella Basilica di San Paolo fuori le Mura e per la prima volta nella sequenza dei ritratti musivi della cronotassi dei Pontefici, è stato illuminato anche il ritratto di Leone XIV.

Rodolfo Papa con il ritratto di Leone XIV

Pochi giorni prima, il 14 gennaio, il mosaico era stato presentato al medesimo Pontefice, dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro e dal cardinal James Michael Harvey, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura e dagli straordinari artigiani dello Studio del Mosaico Vaticano, diretto da Paolo Di Buono, che nella sua lunga attività al servizio della Chiesa, ha potuto partecipare alla realizzazione dei ritratti di Benedetto XVI, Francesco e appunto Leone XIV. Era presente anche Rodolfo Papa, ovvero il pittore che ha realizzato il quadro da cui il mosaico è stato tratto.

Presentazione del mosaico a Leone XIV

Infatti, tradizionalmente i mosaici riproducono immagini pittoriche, e in particolare i 267 ritratti dei Pontefici esposti a San Paolo a partire dal rovinossimo incendio della basilica nel 1823, dopo la ricostruzione e sotto il pontificato di Pio IX,  sono tutti tratti da opere d’arte pittoriche, conservate nella Galleria dei Ritratti presso la Fabbrica di San Pietro, opere che hanno esattamente le stesse dimensioni del mosaico, ovvero circonferenze con diametro pari a 137 cm, realizzati a olio su tela di lino.

Incontro con Leone XIV

Si tratta di un lungo lavoro di collaborazione tra le arti. Rodolfo Papa è stato scelto tra un numero selezionato di artisti internazionali ritenuti autorevoli, ed è stato giudicato il più meritevole di tale incarico.

Questo ha implicato per l’artista innanzitutto un percorso di elaborazione di alcuni bozzetti, tra i quali il Santo Padre ha poi prescelto quello che ha ritenuto il migliore.

I diversi bozzetti hanno proposto diverse modalità di rappresentazione del Pontefice: dalla banalità di porre  o meno gli occhiali, fino alla più impegnativa selezione dei paramenti.

Rodolfo Papa al cavalletto

Se infatti si guarda la sequenza dei tondi in San Paolo, si nota come i diversi Pontefici sono rappresentati con paramenti diversi: se guardiamo agli ultimi Pontefici, san Giovanni Paolo II con mozzetta rossa e stola, come Paolo VI, ma senza ermellino, Benedetto con il pallio a sciarpa in continuità con ritratti di altri pontefici nel corso dei secoli e Francesco con il pallio tradizionale ma con le croci rosse come quelle di Benedetto XVI.

Nell’opera realizzata, papa Leone indossa il pallio con le spine sulle croci nere e la casula rossa e l’amitto che copre il collo, come nel ritratto di papa Francesco, che consente anche un notevole effetto cromatico con il panneggio di diverse consistenze e di colore rosso e bianco, e anche una straordinaria resa delle due spine visibili, creando un effetto tridimensionale che le fa realmente sporgere dal dipinto.

Un elemento individuale caratterizzante è ovviamente l’espressione del volto.

Nelle numerose interviste date in questi giorni da Rodolfo Papa, egli ha più volte sottolineato come egli abbia studiato Leone XIV in numerose fotografie e soprattutto filmati, per cogliere la specificità delle sue espressioni, finendo per concentrarsi su un aspetto che lo aveva colpito fin dal giorno dell’elezione, quando Leone XIV per la prima volta si è affacciato a piazza San Pietro: l’affabilità del sorriso. Infatti nel ritratto, Leone XIV esprime con gli occhi, le labbra e tutto il volto quella gentilezza che caratterizza il tratto più evidente del suo relazionarsi.

Un elemento molto importante nei ritratti è la scelta della posizione: vediamo in San Paolo nella lunga sequenza che copre ben due millenni, volti di tre quarti, rivolti a destra o a sinistra, o anche frontali.

Il ritratto a mosaico di Papa Leone XIV
Rodolfo Papa, Ritratto di Leone XIV

Rodolfo Papa ha studiato il contesto in cui il tondo è stato collocato che è molto peculiare: si tratta infatti dell’ultimo clipeo sulla parete esterna della navata destra, dunque in angolo, con alla sinistra il ritratto di Francesco, e alla destra la parete posta ortogonalmente, con i tondi ancora vuoti per i Pontefici del futuro. Dunque, ha dovuto studiare una posizione adeguata, che soprattutto evitasse di soffocare il ritratto verso l’angolo, e ha scelto la soluzione del ritratto frontale, che gli studiosi e gli artisti sanno bene che è il più difficile da realizzare, ma che in questo caso consente al volto di emergere nella sequenza della parete.

Il volto di Leone XIV ritratto frontalmente, consente di porlo in continuità sia con il ritratti dei pontefici precedenti, sia con quelli che in futuro verranno realizzati, divenendo un clipeo di cerniera permettendo di creare un allineamento e far scorrere lo sguardo agevolmente nello scorrere dei ritratti, trasformando l’angolo da punto di crisi a snodo determinante per la rappresentazione della continuità petrina rappresentata nella cronotassi dei pontefici nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Inoltre, costituisce una peculiarità storica interessante; infatti, tra i ritratti frontali dei Pontefici in San Paolo, emerge quello di Leone XIII, più o meno centrale sulla parete esterna della navata sinistra, dunque si crea una sorta di dialogo in continuità con il Pontefice a cui Leone XIV ha voluto fare riferimento, l’ultimo Pontefice dell’Ottocento e il primo del Novecento, pietra miliare nel Magistero per le sue numerose Encicliche e in particolare per il contributo nella Dottrina Sociale della Chiesa.

Rodolfo Papa ha anche sottolineato di avere studiato la resa finale considerando che il mosaico alla fine viene osservato dal basso e da lontano. Egli non è nuovo a questo tipo di ricerche per molti motivi.

Innanzitutto, ha già effettuato opere pittoriche da cui sono stati realizzati dei mosaici, come per esempio il ritratto di Benedetto XVI nella lunetta della porta laterale di destra della Cattedrale di San Panfilo a Sulmona, nel cui interno è presente anche un ciclo pittorico di ben sei grandi tele sempre di Rodolfo Papa, opere commissionate dall’allora vescovo Angelo Spina, in occasione della visita del Pontefice nel Benedetto XVI il 4 luglio 2010

Inoltre, ha una lunga esperienza di composizione di opere per edifici ecclesiastici, dunque è abituato a concepire la rappresentazione che viene fruita dal basso e da lontano, basti pensare alla intera decorazione pittorica della Cappella di Gesù Nazareno realizzata nella Basilica di San Crisogono a Roma negli anni 1996-1999

Rodolfo Papa, Cappella di Gesù Nazareno, Roma, Basilica di San Crisogono 1996-1999

e il grande ciclo pittorico (il più esteso della contemporaneità) nella Antica Cattedrale di Bojano in Molise, realizzata tra il 2000 e il 2010, o più recentemente la cappella del Perdono nella chiesa del SS. Sacramento a Tor de’ Schiavi a Roma.

Rodolfo Papa, Intera decorazione antica Cattedrale di Bojano, 2000-2010

In tutti questi casi, si tratta peraltro di straordinarie realizzazioni di pittura a olio su tela resa solidale con il muro, una tecnica innovativa, che si pone in continuità con le sperimentazioni di Leonardo, raggiungendo esiti di straordinaria bellezza, conciliando la morbidezza della pittura olio e la qualità della pittura murale a fresco.

Rodolfo Papa, Ritratto di P. Abelardo Lobato O.P. 2006

Rodolfo Papa ha anche una lunga consuetudine con i ritratti, eseguiti per gente comune o per personaggi di rilievo. Oltre al già citato ritratto di Benedetto XVI da cui è stato tratto il mosaico a Sulmona, ci piace ricordare il ritratto dell’archeologo Pino Chiarucci, fondatore e direttore per molti anni del Museo Civico di Albano realizzato nel 2005 e lo straordinario ritratto di Padre Abelardo Lobato OP, di cui gli sono state peraltro commissionate alcune repliche.

Rodolfo Papa è una figura di particolare complessità [1], essendo artista e teorico e storico dell’arte[2] e il suo lavoro artistico va sicuramente inserito nel più ampio quadro della grande arte figurativa italiana ed europea degli ultimi decenni, che gli è valsa la nomina da parte di Giovanni Paolo II ad Ordinario della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon nell’anno 2000 a soli trentacinque anni, divenendo, di fatto, il più giovane tra i nominati negli ultimi decenni. Le sue opere pittoriche sono in molti continenti, in chiese, cattedrali, santuari, conventi e collezioni private.

Sara SANNA  Roma 1 Febbraio 2026

NOTE

[1] La bibliografia su Rodolfo Papa è molto ampia, mi limito a fare riferimento agli articoli apparsi su “About Art” e alle relative ricche note: Giovan Battista Fidanza, A proposito di Rodolfo Papa incisore, dove un simbolismo mai edulcorato richiama al Rinascimento come base di riflessione in “About Art”, 14 aprile 2024; Tommaso Evangelista, Il “realismo moderato” di Rodolfo Papa; dalla ‘Pittura Colta’, all’Arte Sacra, alla ‘metapittura’: quando lo storico dell’arte diventa “pittore-filosofo”, in “AboutArt”, 7 aprile 2024; PdL, Rodolfo Papa: “La telepresenza apre nuove possibilità. Importante è portare sempre avanti la ricerca”, in “AboutArt”, 17 gennaio 2022; Stefano di Rienzo, Arte sacra contemporanea: il “realismo moderato” di Rodolfo Papa e le due tele nella Chiesa di San Giulio a Roma, in “AboutArt”, 24 agosto 2022; Flavia Sciortino, Il ciclo pittorico di Rodolfo Papa nella Cappella del Perdono nella chiesa del Ss. Sacramento a Tor de’ Schiavi, in “AboutArt”, 25 aprile 2021; Beatrice Riccardo, La correlazione tra arte e teologia nei due recenti dipinti sacri di Rodolfo Papa, in “AboutArt”, 25 aprile 2021;

[2] Per la ricca bibliografia di Rodolfo Papa, cfr www.rodolfopapa.it.