di Francesco CARACCIOLO
Cà Beregana a Vicenza
Si configura come il complesso rurale di maggior pregio sito nel rione “Maddalene”, nei pressi del Monte Crocetta, a nord-ovest di Vicenza: scampato ai numerosi stravolgimenti storici che hanno interessato il luogo, esso si presenta come un ottimo compromesso tra la villa suburbana e un complesso agricolo.
Il quartiere in cui sorge, ovvero quello delle Maddalene, è stato attraversato da numerosi eventi storici ed è contrassegnato dalla presenza (un tempo) di numerosi ordini religiosi, che si sono insediati nella zona nel corso dei secoli, lasciando numerose tracce nell’insediamento urbano di suddetto quartiere che, nonostante la marginalità rispetto al centro storico di Vicenza, offre numerosi scorci dal punto di vista paesaggistico e numerose testimonianze del passato. Nel punto in cui sorge ancora oggi la bella chiesa di Santa Maria Maddalena dalle forme tardo-gotiche, detta anche delle “Maddalene Vecchie”, si insediarono diversi ordini religiosi appartenenti dapprima al ramo delle monache converse, poi ai Benedettini di San Felice e Fortunato e infine, a partire dal 1437, ai Gerolimini del beato Pietro Gambacorta da Pisa, quest’ultimi fondamentali per il risanamento della zona attraverso la bonifica delle paludi circostanti e della coltura praticata nei campi che divennero vieppiù fertili grazie alla grande cura che i monaci dedicarono al luogo. Oltre al suddetto eremo dei Gerolimini (soppresso nel 1772), sappiamo dalle fonti storiche che in cima al Monte Crocetta si insediarono finanche i Cappuccini a partire dal 1540 ma rimarranno per poco in quanto essi furono trasferiti nei pressi di Santa Croce.
Ancora oggi si coglie il passaggio dei Cappuccini sul Monte Crocetta nell’attuale complesso residenziale, detto “Case Dal Martello”, il quale conserva avanzi dell’antico convento, quali la cisterna per la raccolta dell’acqua e altro materiale decorativo, capitelli e pilastri, pertinente quasi sicuramente all’antico insediamento dei frati cappuccini di passaggio in questa zona. Cà Beregana ha anch’essa una storia molto intrigante, legata ai suoi antichi proprietari, appartenenti all’antica casata dei Beregan, quali Baldissera e il nipote Nicola. In particolare, il secondo personaggio appena citato, ossia Nicola Beregan, è stato un artefice molto originale per quanto riguarda la realizzazione di un giardino decorato da statue di soggetto allegorico, assecondando la sua passione per i significati allegorici e filosofici. Del giardino, approntato nella seconda metà del Seicento, non resta alcuna traccia: vi lavorò lo scultore veronese Giovanni Battista Bendazzoli (1739-1812) che eseguì in loco almeno una ventina di statue mitologiche, oltreché un cospicuo gruppo scultoreo di soggetto allegorico.
Anche se il giardino filosofico di Nicola è sparito per sempre, possiamo, tuttavia, cogliere ancora oggi la bellezza e l’armonia del complesso architettonico i cui corpi di fabbrica principali (complessivamente tre) sorgono attorno ad un ampio cortile rettangolare (fig. 1): in fondo si apre un porticato cinquecentesco con sette archi a tutto sesto, dominato da un’alta torre colombara.

Ai lati dell’ingresso sorgono due corpi di fabbrica seicenteschi, mentre in continuità con il corpo a destra dell’ingresso vi era la cappella gentilizia di cui resta solamente il portale d’ingresso (fig. 2) in pietra locale con frontone triangolare (probabilmente cinquecentesco).

Oggi la villa è stata riconvertita in un hotel e in uffici.
Francesco CARACCIOLO Vicenza 14 Dicembre 2025
