A Milano la mostra “Testimone del mondo” dedicata a Folco Quilici (fino al 26 novembre)

di Eleonora PERSICHETTI

I reportage in bianconero del grande regista e documentarista saranno visionabili dal 22 ottobre al 26 novembre presso la sede dell’Associazione Interessi Metropolitani

Una grande mostra fotografica, intitolata Testimone del mondo, dedicata a Folco Quilici, noto regista, scrittore e documentarista ferrarese scomparso pochi mesi fa, a Milano.

Tutte le opere, che rimarranno esposte fino al 26 novembre, appartengono all’archivio di Fondazione 3M, istituzione culturale permanente di ricerca e formazione (e proprietaria di uno storico archivio fotografico di oltre 110 mila immagini). A ospitare i reportage sarà l’Associazione Interessi Metropolitani, Associazione culturale no profit che dal 1987 promuove Milano e le sue trasformazioni sociali, economiche e culturali.

L’esposizione, curata dal critico fotografico Roberto Mutti, raccoglie i preziosi reportage in bianconero realizzati negli anni Sessanta in diverse parti del mondo dal pioniere della documentazione e della divulgazione naturalistica Folco Quilici. Con le sue fotografie è stato in grado di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta, ancora incorrotti da quell’antica purezza che l’avanzare della modernità già cominciava a contaminare in modo irrimediabile. Quilici descriveva infatti così la sua passione: “Tutta la mia attività di documentarista è sempre stata guidata dal sogno di bambino: scoprire, meravigliarsi, fantasticare”.

Folco Quilici; Caccia allo struzzo Un gaucho sta per lanciare le boleadazas sulle zampe dellanimale inseguito
Folco Quilici; Polinesia Sosta di una goletta in un approdo in un’isola sotto vento

Le opere sono la riproduzione del suo autentico giro del mondo, tema che lega le sue fotografie e si ritrova nei suoi viaggi: a Bangkok, di cui coglie la brulicante e sfuggente vitalità, nelle isole della Polinesia francese, piene di antiche tradizioni e riti suggestivi, nella Pampa argentina, con le sue forti contraddizioni fra passato e presente, e nei servizi sul Congo e sul Ciad, da cui emerge una cura della quotidianità, osservata in maniera attenta ma distaccata. Folco Quilici modifica spesso il suo approccio fotografico, passando dal primo piano di un volto alla ripresa dell’insieme delle scene di gruppo, mantenendo però sempre uno stile caratterizzato da una grande eleganza.

Folco Quilici. Il volto di Bangogk

Roberto Mutti onora con queste parole il grande documentarista: “È difficile dire se Folco Quilici sia stato più grande come regista con i suoi straordinari lungometraggi da “Sesto continente” del 1954 a “Cacciatore di navi” del 1990 o come divulgatore capace, con documentari come “L’Italia vista dal cielo” e con innumerevoli programmi televisivi, di raggiungere un pubblico vastissimo. Tutto ciò non dovrebbe però oscurarne la fama di eccellente fotografo dotato di uno stile asciutto, essenziale, diretto e mai banale”.

L’esposizione viene presentata nell’ambito della Settimana ‘Archivi Aperti’, che nella sua quarta edizione è intitolata “La Fotografia in Italia negli anni Sessanta”.

Sarà possibile visitare liberamente la mostra “Testimone del mondo” fino al 26 novembre 2018.

Eleonora PERSICHETTI     Milano  ottobre 2018