L’esercizio dello sguardo: la fotografia come strumento di conoscenza (il ‘caso’ di “Pontormo” alle Scuderie).

di Marco BALDASSARI

Isolare un particolare non è una mera operazione di campionatura, ma l’atto fondativo di un metodo conoscitivo.

Questo approccio affonda le sue radici nella grande stagione critica di Roberto Longhi e Francesco Arcangeli, maestri che hanno dettato le condizioni per un’indagine filologica dell’opera d’arte fondata sulla lettura ravvicinata della materia, dove il dettaglio fotografico diventa il grimaldello per scardinare la poetica e la paternità di un dipinto.

Si tratta di una disciplina che mi è stata tramandata direttamente da Andrea Emiliani: nei primi anni di lavoro, durante le esercitazioni dal vero davanti ai capolavori, era lui a suggerire le traiettorie e i tagli analitici con cui affrontare la superficie dipinta. Quell’insegnamento è diventato negli anni la mia consuetudine operativa, guidandomi in oltre quarant’anni di attività come fotografo d’arte nella selezione autonoma delle immagini per innumerevoli mostre d’arte antica e contemporanea, promosse sia dal Ministero per i Beni Culturali sia da prestigiosi contesti istituzionali.

Questa pratica risponde a una necessità viscerale che Federico Zeri mi ricordava: per mantenere la mente vigile, reattiva e costantemente allenata alla scoperta, è indispensabile osservare e studiare con attenzione almeno cento quadri al giorno. Una vera e propria ginnastica dell’occhio, imperniata sulla visualizzazione diretta e sul confronto serrato con la forma dipinta; una postura critica che oggi rischia di perdersi a favore di una storia dell’arte spesso troppo sbilanciata sul piano teorico e concettuale, iconografico e prettamente documentale, distante dalla concretezza del fatto pittorico.

I venti particolari qui presentati, suddivisi tra dieci studi di mani e dieci di volti o mezze figure di Jacopo Pontormo, nascono da questo principio di scomposizione: isolare le articolazioni nodose delle dita, la tensione delle prese, lo sgomento degli sguardi o la postura dei busti significa entrare nel meccanismo più intimo e febbrile dell’invenzione manierista.

La riuscita di una simile lettura analitica, tuttavia, dipende in modo ineludibile dalla luce. Chi progetta l’illuminazione di una mostra d’arte dovrebbe assumere la medesima postura e la stessa meticolosa sensibilità di un fotografo quando riproduce un dipinto: comprendere la rifrazione, rispettare la saturazione cromatica ed evitare zone d’ombra o riflessi parassiti che distorcano la visione. Se la luce è errata, l’opera semplicemente non esiste.

Nella rassegna romana dedicata a Pontormo, la qualità dell’illuminotecnica ha garantito una leggibilità ottimale, consentendo perfino con uno smartphone di ultima generazione a mano libera di cogliere passaggi chiaroscurali e dettagli millimetrici; esattamente l’opposto di quanto riscontrato in recenti mostre capitoline , valga per tutte la rassegna Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini, dove la visione delle opere era un percorso ad ostacoli in mezzo ai riflessi, particolarmente fastidiosi sui dipinti più  grandi, rendendo impossibile realizzare un percorso di immagini come questo su Pontormo.

Marco BALDASSARI

I VOLTI DI PONTORMO 

1. Mezzobusto con libretto aperto 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo (1494–1557)
Titolo: Ritratto di monsignor Niccolò Ardinghelli
Datazione: 1541–1544 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Washington, National Gallery of Art (Samuel H. Kress Collection). Soggetto: Mezzobusto del prelato fiorentino con berretta ecclesiastica scura, barba
rossiccia e sguardo assorto, colto mentre solleva con la mano destra un piccolo libro di preghiere aperto.
2. Gentiluomo con libro in veste azzurra 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo: Ritratto di gentiluomo con libro (o Ritratto virile in veste azzurra). Datazione: 1525–1528 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Collezione privata. Soggetto: Figura maschile con lunga barba castana e fronte spaziosa, abbigliata con un ampio robone di panno turchino intenso e camicia bianca dal profilo rosato, mentre tiene il segno tra le pagine del libretto con la mano sinistra.
3. Profilo con berretta scura e abito rosso (201574.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo Titolo: Ritratto di Cosimo il Vecchio (Cosimo de’ Medici, Pater Patriae) Datazione: 1519–1520 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Firenze, Gallerie degli Uffizi (Galleria delle Statue e delle Pitture). Soggetto: Il celebre profilo severo di Cosimo il Vecchio rivolto verso destra: la
calotta scura aderente al capo, il naso aquilino e il lucco magistrale rosso carminio abbottonato al collo (la parte inferiore con le mani conserte in grembo e il ramo
d’alloro fa parte della stessa opera).
4. Volti dei due giovani amici (201578.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo: Ritratto di due amici (o Doppio ritratto). Datazione: 1523–1524 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Venezia, Fondazione Giorgio Cini (Palazzo Cini). Soggetto: I due volti a confronto in una stretta affinità psicologica: a sinistra il giovane visto di tre quarti che guarda verso l’esterno, a destra l’amico dai capelli biondi e ampia berretta nera che fissa intensamente lo spettatore (nella parte inferiore indicano il passo del De amicitia di Cicerone).
5. Giovane accovacciato in primo piano (201583.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Trasporto di Cristo al sepolcro (o Deposizione). Dettaglio del giovane portatore. Datazione: 1525–1528 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Firenze, Chiesa di Santa Felicita (Cappella Capponi). Soggetto: Il portatore accovacciato in primo piano che bilancia sulle punte dei piedi il peso delle gambe del Salvatore: indossa una calzamaglia aderente rosa-violetto cangiante con drappeggio giallo-arancio e nodo
azzurro al collo, mentre ruota la testa interrogando lo spettatore con occhi
dilatati.
6. Giovane con mantello rosa e capelli ramati 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo (o cerchia di Rosso Fiorentino). Titolo: Ritratto di giovane con mantello rosa (o Ritratto di giovinetto). Datazione: 1520–1525 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Collezione privata / Raccolta museale. Soggetto: Mezzobusto di giovinetto dai folti capelli castano-ramati e sguardo malinconico, vestito con berretta nera inclinata, farsetto grigio-ardesia con colletto bianco increspato e un vistoso mantello drappeggiato in panno rosa ciclamino.
7. Disegno a sanguigna dell’Autoritratto 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo: Autoritratto (Studio di testa giovanile / Autoritratto). Datazione: 1522–1525 circa. Tecnica e supporto: Sanguigna su carta vergata. Collocazione: Firenze, Gallerie degli Uffizi (Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, inv. 6667 F r). Soggetto: Studio grafico a pietra rossa raffigurante il volto dell’artista con barba corta, capelli mossi e grandi occhi sgranati, considerato tra i vertici dell’introspezione psicologica nel disegno del Cinquecento fiorentino.
8. Autoritratto nel Trasporto di Cristo
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Trasporto di Cristo al sepolcro (o Deposizione). Dettaglio del presunto Autoritratto del Pontormo. Datazione: 1525–1528 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Firenze, Chiesa di Santa Felicita (Cappella Capponi). Soggetto: Particolare della figura collocata all’estrema destra della pala d’altare: l’uomo barbuto con berretta verde e mantello bruno (nelle vesti di Nicodemo o Giuseppe d’Arimatea) che volge lo sguardo all’indietro, identificato tradizionalmente da Giorgio Vasari come l’autoritratto di Pontormo all’età di 33 anni.
9. Testa di giovane ricciuto in arancio e azzurro 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: San Michele Arcangelo (dalla coppia con San Giovanni Battista). Datazione: 1519 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola centinata. Collocazione: Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea (proveniente dalla Chiesa di San Michele a Pontormo). Soggetto: Primo piano dell’Arcangelo Michele con riccioli dorati e volto giovanile girato di tre quarti verso sinistra, vestito con una tunica color arancio-corallo e manto ceruleo, entro il profilo centinato della tavola originaria.
10. Gesù Bambino benedicente 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Madonna col Bambino, san Giovannino e sant’Anna (o santa Elisabetta). Datazione: 1527–1529 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Roma, Galleria Borghese (inv. 75). Soggetto: Dettaglio del Bambino Gesù in piedi, cinto da un panno bianco annodato sul ventre, mentre compie il gesto della benedizione sorretto dalle mani della Vergine, con nimbo crucesignato e scorcio di paesaggio toscano con casale sullo sfondo.

LE MANI

1. Particolare della mano con i guanti e libro
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo (1494–1557). Titolo dell’opera: Ritratto di monsignor Niccolò Ardinghelli. Datazione: 1541–1544 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Washington, National Gallery of Art (Samuel H. Kress Collection). Dettaglio: La mano sinistra del prelato che scende distesa lungo il fianco trattenendo un paio di guanti in morbida pelle, con il polsino grigio-azzurro e la manica scanalata dalle fitte pieghe orizzontali (fa parte dello stesso dipinto della foto 3).
2. Particolare delle mani e del libro su abito blu (200335.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto di gentiluomo con libro (o Ritratto di giovane in veste azzurra). Datazione: 1525–1528 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Collezione privata. Dettaglio: La mano sinistra che stringe sul petto un piccolo volume tenendo il segno tra le pagine con le dita, la raffinata camicia bianca con profilo rosato che fuoriesce dall’ampio robone di panno turchino intenso e la mano destra morbidamente adagiata.
3. Particolare con San Giovanni Evangelista (201516.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo (1494–1557). Titolo dell’opera: Madonna col Bambino e santi (nota storicamente come Madonna di San Ruffillo) – Dettaglio di san Giovanni Evangelista (e scorcio del Bambino e della santa martire). Datazione: 1514 circa (fase giovanile). Tecnica e supporto: Affresco staccato (riportato su supporto). Misure dell’opera intera: 223 × 196 cm circa. Provenienza originaria: Firenze, Chiesa di San Ruffillo (in origine collocato su un altare dell’antica chiesa fiorentina, sconsacrata e demolita nel 1823). Collocazione abituale: Firenze, Basilica della Santissima Annunziata, Cappella di San Luca (detta anche Cappella dei Pittori o dell’Accademia delle Arti del Disegno)
4. Particolare delle mani sul libro e sull’elsa della spada 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto di Carlo Neroni. Datazione: 1525 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Collezione privata (riscoperto ed esposto al pubblico per la mostra). Dettaglio: Le mani del giovane patrizio fiorentino che emergono dai polsini bianchi arricciati: la mano destra sfoglia delicatamente un libretto, mentre la sinistra riposa con naturale eleganza sul pomo cesellato della spada, contro il fondo scuro della boiserie lignea.
5. Cristo morto sorretto dall’angelo (201585.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Trasporto di Cristo al sepolcro (o Deposizione). Dettaglio del Cristo e del portatore. Datazione: 1525–1528 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Firenze, Chiesa di Santa Felicita (Cappella Capponi). Soggetto: Primo piano del corpo esanime di Cristo, con la testa reclinata all’indietro, la barba biondo-rossiccia e le labbra dischiuse, sostenuto sotto le ascelle dal giovane efebico dai capelli ricciuti e veste celeste, che volge lo sguardo angosciato verso l’alto.
6. Particolare delle mani con il foglio latino
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto di due amici (o Doppio ritratto). Datazione: 1523–1524 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Venezia, Fondazione Giorgio Cini (Palazzo Cini). Dettaglio: Il punto focale del dipinto in cui le mani dei due compagni convergono per sorreggere e indicare il foglio vergato con il passo ciceroniano sul valore universale dell’amicizia (De amicitia).
7. Particolare della mano con il bulino (201216.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto d’incisore di gemme (tradizionalmente identificato con Giovanni delle Corniole o Valerio Belli). Datazione: 1517–1518 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Parigi, Musée du Louvre (Département des Peintures). Dettaglio: La mano destra dell’artigiano che impugna il bulino (lo strumento metallico per l’intaglio delle pietre dure) tra le dita
8. Particolare della mozzetta rossa e rocchetto
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo (o Rosso Fiorentino). Titolo dell’opera: Ritratto di prelato / cardinale (tradizionalmente accostato alla cerchia del cardinale Niccolò Ridolfi). Datazione: 1525–1535 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Collezione privata. Dettaglio: Lo straordinario virtuosismo nel panneggio ecclesiastico: la mozzetta scarlatta in panno di lana con asole gemelle di chiusura, portata sopra il rocchetto bianco caratterizzato dalla finissima pieghettatura a cannoncini.
9. Particolare delle mani giunte in grembo (201214.jpg)
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto di Cosimo il Vecchio (Cosimo de’ Medici, Pater
Patriae). Datazione: 1519–1520 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola. Collocazione: Firenze, Gallerie degli Uffizi (Galleria delle Statue e delle Pitture). Dettaglio: Il busto di Cosimo de’ Medici visto di profilo con le mani nodose compostamente intrecciate in grembo sopra l’ampio lucco magistrale rosso carminio, la seduta a volute e a sinistra il celebre “broncone” d’alloro germogliante, simbolo della rinascita della dinastia medicea.
10. Particolare del torso con farsetto e impugnature 
Autore: Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Titolo dell’opera: Ritratto di alabardiere (tradizionalmente identificato con
Francesco Guardi o con il giovane Cosimo I de’ Medici). Datazione: 1529–1530 circa. Tecnica e supporto: Olio su tavola trasportato su tela. Collocazione: Los Angeles, The J. Paul Getty Museum. Dettaglio: Il torso del giovane difensore della Repubblica di Firenze: il farsetto candido di seta serica stretta dalla cintura con la mano sinistra appoggiata al fianco sopra i calzoni rossi con brachetta, l’elsa scura della spada e nella mano destra l’asta in legno dell’alabarda.

Marco BALDASSARI,  Roma 1 Novembre 2026

Fondazione Miras Arte ETS