Il Mausoleo di Sant’Elena e le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. Il nuovo progetto di valorizzazione, restauro e accessibilità al complesso archeologico di Tor Pignattara

di Nica FIORI

Tra i mausolei romani più noti, subito dopo quelli di Augusto e di Adriano, ne troviamo tre intitolati a donne: Cecilia Metella, Costantina e Sant’Elena.

Questi ultimi due sono legati entrambi all’imperatore Costantino e sono pertanto relativi alla fase di passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Mentre il mausoleo di Costantina (figlia dell’imperatore), noto come basilica di Santa Costanza, ha sempre avuto una visibilità per via dei suoi altissimi pregi artistici, non è stato lo stesso per quello di Sant’Elena (madre dell’imperatore), che è stato a lungo trascurato dagli itinerari turistici (soprattutto perché tutt’altro che integro), ma che ora diventa finalmente accessibile a tutti, insieme alle annesse catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, grazie a un intervento di restauro e valorizzazione che riapre anche l’antico passaggio sotterraneo tra i due siti.

1 Mausoleo di Sant’Elena

Il progetto è stato curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, nell’ambito del PNRR Caput Mundi, e dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, competente per le Catacombe Cristiane di Roma e d’Italia. Nel corso della presentazione del 17 novembre 2025 la Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro ha dichiarato:

«Il Mausoleo di Sant’Elena è un luogo simbolo del V Municipio e del quartiere di Tor Pignattara, oltre a essere meta di pellegrinaggio religioso. Con questo intervento lo rendiamo più fruibile a tutti i romani e ai visitatori italiani e stranieri. Inoltre, sono stati potenziati i sistemi di sicurezza per valutare la stabilità dell’edificio dove venne sepolta la madre dell’imperatore Costantino, probabilmente la vera ispiratrice dell’editto di Milano del 313 che garantiva la libertà di culto ai cristiani».

Della vita di Elena non sappiamo molto, ma si potrebbe ipotizzare che fosse nata intorno al 250 a Drepanum (in Bitinia, nell’attuale Turchia), perché questa città venne ribattezzata da Costantino col nome di Helenopolis. Con tutta probabilità era di umili origini, ma, avendo dato un figlio a un uomo come Costanzo Cloro, che sarebbe poi diventato tetrarca, avrebbe acquistato prestigio e potere, anche se Costanzo Cloro la ripudiò per sposare Teodora, figlia naturale dell’imperatore Massimiano. Costantino crebbe con la madre e, una volta divenuto imperatore, la colmò di onori ed Elena venne a vivere a Roma.

2 Testa di Elena nell’Antiquarium

Ad Elena, che era una fervente cristiana, è stato attribuito, diversi anni dopo la sua morte, il rinvenimento della Santa Croce nel corso del suo viaggio in Terrasanta, che compì quando era già anziana. Racconta Eusebio di Cesarea che, poco dopo il ritorno dal suo viaggio in Oriente, Elena morì alla presenza del figlio Costantino.

L’improvvisa interruzione nel conio di monete di Elena Augusta nella primavera del 329 sembrerebbe indicare che lei morì o alla fine del 328 o all’inizio del 329. Fu sepolta entro un grandioso sarcofago di porfido (conservato nei Musei Vaticani) nel mausoleo imperiale, nella località Ad duas lauros (ai due allori), corrispondente ora al primo tratto della Casilina, in quella che era la tenuta labicana di Elena, compresa tra il palazzo del Sessorium (presso Santa Croce in Gerusalemme) e Centocelle. Nella tenuta si trovava il cimitero degli Equites Singulares, la guardia del corpo degli imperatori romani, che, nella battaglia finale di Ponte Milvio per la supremazia su Roma tra Massenzio e Costantino, ebbe la “colpa” di schierarsi con Massenzio, che sarebbe uscito sconfitto dallo scontro. Era il 312 d.C. quando Costantino rimase unico imperatore della città. Tutti i possedimenti dei soldati “traditori” vennero donati alla Chiesa per la realizzazione della Cattedrale di Roma in Laterano, sul luogo della caserma, e del complesso della Basilica circiforme (completamente perduta), dedicata ai Santi Marcellino e Pietro, e del Mausoleo di Elena. Mausoleo che inizialmente doveva essere destinato presumibilmente allo stesso Costantino (che verrà sepolto invece nell’Apostoleion a Costantinopoli), visto che il sarcofago in porfido ritrovato nella tomba raffigura una scena di battaglia.

Il Mausoleo, costruito tra il 315 e il 326, presenta una pianta circolare con diametro di oltre 20 metri e un basamento articolato internamente con nicchie circolari e rettangolari. In origine era arricchito da decorazioni e sovrastato da un’imponente cupola alla base della quale, per alleggerire il peso della struttura, furono inserite delle anfore vuote (popolarmente dette pignatte), oggi restaurate e ancora visibili. Motivo per cui è conosciuto a Roma col nome di Tor Pignattara.

3 Il Mausoleo visto dall’alto

Proprio accanto al Mausoleo dinastico, Costantino fece realizzare intorno al 329 la basilica in onore dei Santi Marcellino e Pietro, periti durante la persecuzione dioclezianea, proprio sopra l’omonima catacomba in cui erano sepolti i due martiri. La catacomba è ricca di notevoli testimonianze del tempo di papa Damaso (366-384) e altomedievali. Dei santi titolari non sappiamo quasi nulla, ma le Passiones ce li indicano come un presbitero e un esorcista, decapitati dopo essere stati costretti a scavare la propria fossa. Ricchissimo di affreschi, il complesso catacombale è una vera e propria pinacoteca dell’epoca: sono celebri in particolare le scene di agape (banchetto dei primi cristiani) e le raffigurazioni di fossores, gli operai addetti allo scavo delle catacombe. Entrando in questo luogo ci si rende conto che i dipinti che vi sono conservati rispecchiano gli scambi culturali di una società romana multietnica e multireligiosa, quale doveva essere al tempo di Costantino.

4 Catacombe Ss. Marcellino e Pietro, Cripta dei Martiri
5 Catacombe Ss. Marcellino e Pietro, Cubicolo con agapi

Gli affreschi riproducono scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, ma anche miti pagani reinterpretati in chiave cristiana, come nel caso del cantore Orfeo, che affascina le creature viventi con la sua musica, così come Cristo lo fa con la parola. È questo un tema molto diffuso in ambito funerario, perché il cantore è immerso in un ambiente bucolico che richiama sia i Campi Elisi, sia il Paradiso cristiano.

6 Catacombe Ss. Marcellino e Pietro, Orfeo

L’area catacombale si estende per circa 18.000 metri quadrati. Si presume che solo nel III secolo vi furono sepolte circa 15.000 persone, in gran parte provenienti dai ceti operai dell’Esquilino e dintorni, ma anche con una notevole presenza di famiglie più abbienti, alle quali si deve la realizzazione di ampi cubicoli affrescati.

La distruzione del Mausoleo avvenne in un periodo tra l’XI e il XII secolo, quando il prezioso sarcofago di porfido venne trasportato in Laterano. All’interno del Mausoleo, nel XVII secolo, furono costruite la chiesetta, pure dedicata ai Santi Marcellino e Pietro, e l’annessa canonica, ampliata nel XVIII secolo, in concomitanza con la chiusura della nicchia dove era posto il sarcofago in porfido di Sant’Elena. Seguirà un periodo di forte abbandono del sepolcro: solo nel 1836 Giuseppe Valadier realizza il contrafforte di nord-est, mentre il secondo contrafforte e la cornice di coronamento sono stati consolidati e integrati solo nei recenti restauri della Soprintendenza.

I lavori di restauro, intrapresi a partire dal 1993, hanno puntato al ripristino della sicurezza strutturale e conservativa degli antichi apparati. Il consolidamento strutturale è stato realizzato in modo diffuso, prima stabilizzando la parete nord-ovest del secondo ordine, poi consolidando i solai settecenteschi della canonica e le tamponature tarde della nicchia del sarcofago, infine sostituendo tutte le coperture.

È stato poi ripreso il lavoro di Giuseppe Valadier, con la costruzione di un nuovo contrafforte all’estremità nord-ovest del secondo ordine. Negli ambienti della canonica a contatto con il muro del Mausoleo si è provveduto a demolire i solai intermedi, al fine di liberare la vista della nicchia in tutta la sua altezza. I nuovi spazi creati, illuminati da un lucernario, sono stati interessati dalla realizzazione di due ballatoi alle quote dei rispettivi livelli della canonica, che consentono la visione della muratura antica.

Negli spazi della piccola chiesa rurale e dell’annessa canonica è stato collocato un piccolo Antiquarium, i cui reperti illustrano le vicende storiche dell’area, con un allestimento pensato per non risultare in contrasto con il contenitore antico.

7 Antiquarium

Sono presenti i busti degli appartenenti alla dinastia costantiniana, compreso Giuliano l’Apostata, noto per aver sconfessato la religione cristiana. Particolarmente affascinante è il plastico del Mausoleo, così come doveva essere ai tempi del suo splendore, del quale possiamo farci un’idea da una vetrina contenente frammenti di tutti i marmi pregiati, provenienti da diverse province imperiali, che lo decoravano. I ritrovamenti provenienti dal cimitero pagano, da quello degli equites singulares e dalla sottostante catacomba cristiana illustrano infatti la progressiva cristianizzazione del suburbio. Un affresco con un fossore introduce inoltre alla visione delle stesse catacombe.

8 Antiquarium, busti della dinastia di Costantino
9 Antiquarium, sala con il plastico del mausoleo

L’ultimo intervento sul Mausoleo di Sant’Elena della Soprintendenza Speciale di Roma ha accresciuto la fruibilità dell’area associata ad alcune attività di manutenzione, restauro e messa in sicurezza. In particolare, per l’accessibilità sono stati creati dei pannelli tattili per non vedenti con la storia del complesso e con funzione di guida all’interno dell’antiquarium, già progettato anche per i ciechi. Video guide in Lis e Is sono state realizzate assieme a una ricostruzione dell’edificio per visori 3D. Le barriere architettoniche sono state superate con rampe e con montascale per i piani superiori; la nuova cartellonistica all’ingresso e nei pressi del complesso è stata progettata anche per persone con disabilità. Nell’ambito della tutela è stato approntato un nuovo sistema di valutazione antisismica e sono stati eseguiti il consolidamento del Mausoleo e il restauro del portale.

10 Nuovo pannello tattile
11 Nuovo pannello tattile

Gli importanti lavori curati dalla Pontifica Commissione di Archeologia Sacra sono funzionali al miglioramento della fruizione e dell’accessibilità delle vaste catacombe dei Santi Marcellino e Pietro.

È stata realizzata una passerella in vetro sopraelevata all’interno della cripta, attribuita ai 40 Martiri di Sebaste (vittime delle persecuzioni di Licinio nel 320, quindi dopo l’editto di Milano), venuta alla luce nel corso di recenti scavi, al fine di rendere visibile l’intenso sistema di sepolture privilegiate nel suo piano pavimentale.

Al fine di migliorare il percorso di visita e i flussi di accesso è stato inoltre ripristinato l’antico passaggio, risalente al 1769, che riunisce l’attuale Antiquarium del Mausoleo alle sottostanti Catacombe in un unico circuito di visita con accesso e uscita distinti, migliorando così la sicurezza dei visitatori.

12 Nuovo passaggio alle catacombe
13 Nuovo percorso di visita

Oltre alla demolizione del muro divisorio, è stato realizzato un collegamento verticale con una struttura in acciaio per colmare il salto di quota tra gli ambienti, creando anche un accesso con illuminazione indiretta, che consente al visitatore di ambientare la vista ai colori e alle tonalità più tenui delle gallerie catacombali. Lungo il nuovo collegamento sono esposti interessanti reperti archeologici provenienti da recenti scavi nella catacomba, per la maggior parte lapidi di equites singulares Augusti. La revisione dell’illuminazione ha riguardato anche gli ambienti e le gallerie immediatamente prossime a quella d’accesso e nel cubicolo vicino alla discesa è stato realizzato uno spazio utile alla gestione dei flussi di visitatori e dare alle guide modo di illustrare i reperti esposti.

Nel corso della presentazione alla stampa dei lavori Mons. Pasquale Iacobone, Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, ha dichiarato:

«Con i suoi oltre 87 ambienti affrescati, la Catacomba dei SS. Marcellino e Pietro costituisce uno dei più preziosi depositi di arte paleocristiana. La Pontificia Commissione, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale di Roma, da molti anni si è impegnata a fondo per restaurare e valorizzare questo patrimonio archeologico, riuscendo ad attuare nel 2014 l’apertura al pubblico della Catacomba e, successivamente, un polo monumentale che comprende anche il Mausoleo. Un fiore all’occhiello per una realtà periferica quale Tor Pignattara, che, con i recenti lavori, è pronto ad accogliere i tanti pellegrini giunti a Roma nell’anno giubilare».

Nica FIORI  23 Novembre 2025

Mausoleo di Sant’Elena e Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, via Casilina 641

Apertura tutti i giorni tranne il giovedì.

Orario invernale, dal 1° novembre al 31 marzo: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00

Orario estivo, dal 1° aprile al 31 ottobre: 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

Visite guidate con prenotazione obbligatoria, e-mail: santimarcellinoepietro@gmail.com, 339.6528887 / 06.2419446

www.santimarcellinoepietro.it

www.soprintendenzaspecialeroma.it