Gasparo Angiolini, danzatore e coreografo; vita e opere di un precursore della democrazia alla fine del ‘700, nel libro di L.Tozzi

di Claudio LISTANTI

Recentemente Zecchini Editore ha pubblicato un interessante libro dal titolo Gasparo Angiolini Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799-1801). Curato dal musicologo e musicista Lorenzo Tozzi, orienta i riflettori sulla personalità artistica e politica di Gasparo Angiolini, danzatore e coreografo fiorentino vissuto tra il 1731 e il 1803, proponendo alcuni suoi importanti scritti.

Fig. 1 La copertina del libro “Gasparo Angiolini Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799-1801)”.

Pur essendo una personalità artistica molto importante nel mondo della Danza, la figura di Gasparo Angiolini è conosciuta solamente da pochi addetti ai lavori così come i suoi ideali politici, di eguaglianza e democrazia, per i quali soffrì anche un lungo periodo di detenzione nelle carceri di Sant’Antonio a Milano ed il feroce e spietato esilio nelle montenegrine Bocche di Cattaro.

Grazie a Lorenzo Tozzi, giornalista, musicista, musicologo ed esperto di balletto, la figura di questo coreografo è stata posta in evidenza con questo libro di recente pubblicazione, Gasparo Angiolini Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799-1801), che contiene due scritti di Angiolini dai quali traspare l’idea politica del coreografo, deciso sostenitore degli ideali di democrazia e libertà ai quali oppone una netta contrarietà al clericalismo allora imperante e alla struttura dello stato monarchico, concause del poco rispetto per le persone e per la loro libertà di pensiero e di movimento.

Tutto ciò scaturisce dalle memorie e dalle riflessioni di Angiolini durante le sue esperienze di prigionia e di esilio con due documenti, con l’occasione messi a disposizione dei lettori e del pubblico ed intitolati Ingenua confessione d’un onesto cisalpino detenuto in S. Antonio nell’anno 1799 e Appendice alla paterna educazione ai sentimenti ed alla vita o sia Ragionamento sopra l’ingiusta sua prigionia ed il suo esilio a Cattaro scritta l’anno 1802 (nel mese di giugno).

Da queste memorie appaiono con chiarezza le sue idee rivoluzionarie e il suo pensiero sempre lineare e lucido nei contenuti, pronto anche a mostrare, nel secondo scritto, una certa dose di disillusione verso i francesi per aver tradito gli alti ideali rivoluzionari. Dopo aver letto queste pagine ci si rende conto che Angiolini, per la sua mentalità, è un individuo il cui pensiero precorre un po’ i tempi, soprattutto quelli relativi ai giorni che stiamo vivendo, con la democrazia che sembrava ormai radicata nelle fondamenta di una società come la nostra. Comprendiamo però, giorno dopo giorno, che non è bene scontato visti gli attacchi che riceve quotidianamente, soprattutto da coloro che facendo parte delle istituzioni dovrebbero difenderla a spada tratta, costringendo, invece, chi crede pienamente in questi ideali a difenderla strenuamente dai continui attacchi.

Fig. 2 Il musicista a musicologo Lorenzo Tozzi.
©Musacchio & Ianniello

Lorenzo Tozzi nel saggio introduttivo oltre ad indicare l’Angiolini come il più importante coreografo italiano del Settecento come attesta la sua attività coreutica presso i teatri imperiali di Pietroburgo, Vienna e Milano e fautore del ballo pantomimo (ballet d’action) che dà inizio al balletto narrativo moderno ci fornisce anche diverse gustose notizie. Oltre a collaborare tra gli altri con Gluck per le danze dell’Orfeo ed Euridice, per l’innovativo balletto Don Juan del 1761 e per Sémiramis del 1765, gli fu proposto anche di mettere in scena un dissacrante Ballo del Papa, su libretto del massone Franco Salfi. Offerta che rifiutò ritenendolo troppo ‘anticlericale’ per quanto accade al protagonista Pio VI che nel finale, addirittura, calza il berretto giacobino.

Tozzi ci illumina anche riguardo al contesto storico, culturale e politico nel quale Angioini ha agito, soprattutto per le sue idee che coraggiosamente furono la base di alcune sue produzioni coreografiche ricordando soprattutto i cinque, cosiddetti, balletti democratici nati sulla scia dell’egualitarismo proposto dalla Rivoluzione Francese che in quegli anni aveva scosso gli animi di gran parte dell’Europa

Nacquero così opere dai titoli illuminanti, Silvio o il vero patriota del 1797, Il Santissimo massacro o le vittime del Vaticano, ovvero la fuga da Roma dell’ambasciatore di Francia Bonaparte del 1798 basato su un fatto vero avvenuto a Roma, La Repubblicana sempre del 1798 e sempre con la cornice storica di Roma dove il popolo esibisce cartelli con su scritto “Non c’è patria sotto il dispotismo”. Poi (non è citato l’anno) Il sogno di un democratico con le idee repubblicane che si insinuano nella storia della Città Eterna da Giulio Cesare passando per Costantino, Totila, Gregorio VII e Pio VI Braschi e, poi Il Patan (Il tedesco) del 1798 per una azione comica ambientata a Milano all’interno del quale si dileggiano padroni e nobili.

I cinque Balletti Democratici furono prodotti in un periodo ristretto compreso tra il 1797 e il 1798 e, per i loro contenuti rivoluzionari, allarmarono la Commissione istituita dal barone Melas dopo la caduta della Repubblica Cisalpina nel luglio del 1799, che ordinò l’arresto di Angiolini. Le indagini ampliarono i sospetti verso l’attività politica del coreografo che subì così anche l’incarcerazione a Milano e a Cattaro.

Da quest’ultima uscì dopo la pace di Lunéville che fece riprendere quota alla Repubblica Cisalpina che, addirittura, nel periodo 1802-1805 divenne lo stato preunitario con il nome di Repubblica Italiana. A seguito della liberazione Angiolini tornò a Milano dove, nel 1802, scrisse le già citate memorie di prigionia e di esilio a Cattaro. Nel successivo 1803 terminò la sua vita terrena.

Questo libro, introdotto da una prefazione dello storico Alessandro Guerra, docente presso il Dipartimento di Studi Politici dell’Università la Sapienza di Roma, possiede un indiscutibile valore storico-culturale che emerge grazie alle qualità musicologiche e storiche di Lorenzo Tozzi, maturate in anni di insegnamento e di pubblicazioni, esperienze che consentono allo studioso una esposizione tanto chiara quanto esaustiva dell’argomento. Un libro di qualità che può arricchire anche le biblioteche più qualificate.

Claudio LISTANTI  Roma 7 Settembre 2025

Gasparo Angiolini

Memorie di prigionia di un coreografo democratico (1799-1801)

A cura di Lorenzo Tozzi

Zecchini Editore 2025