Al via il 30 Aprile a Reggio Emilia la XXI edizione di Fotografia Europea (fino al 14 Giugno)

di Riccardo VARINI

Ritorna a Reggio Emilia il Festival internazionale Fotografia Europea alla sua ventunesima edizione, dal 30 Aprile al 14 Giugno 2026. Promosso sempre da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Il tema di quest’anno “ Fantasmi del Quotidiano”, che indaga sempre sulla complessità della quotidianità, invita i fotografi a cercare fra le cose non viste o invisibili, fra lo scorrere del tempo e la nostra memoria. Ecco che il passato diventa presente per poi aprire all’immaginazione e a nuove visioni.

“Non sono solo spettri ma ricordi, paure, presenze e assenze che possono essere cacciati con la luce di una idea”,

ricordano gli organizzatori e curatori Luce Lebart, Tim Clark, Walter Guadagnini e Arianna Catania.

In questo senso credo che la nuova fotografia si muova oramai verso progetti lontani dalla mera funzione descrittiva della realtĂ , spronata sempre piĂą dalle nuove innovazioni tecnologiche. Vedremo infatti, intelligenza artificiale a parte, nuove forme di comunicazione interdisciplinare, fotografie ma anche immagini e filmati che interagiscono con suoni e musiche. Molti i giovani che fanno ricerca in questa direzione, slegati dalla fotografia incorniciata.

Il fulcro di questa edizione saranno sempre i bellissimi Chiostri di San Pietro (in attesa del restauro di Palazzo Magnani) che ospiteranno ben dieci mostre, mentre altre saranno allestite a Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Palazzo Scaruffi, nella Chiesa dei Santi Carlo e Agata, Spazio Gerra, Teatro Valli, Collezione Maramotti e in altri spazi istituzionali.

Alle mostre si affianca un ricco calendario di eventi, conferenze, proiezioni, spettacoli, workshop, presentazioni di libri, laboratori per bambini, incontri e letture portfolio che sono poi il sale della manifestazione perché, come ad Arles, sono importanti per la crescita di tutti, i dibattiti, i confronti, in un clima di festa.

Come è anche importante l’apporto non indifferente delle numerose esposizioni del circuito non ufficiale OFF che sembra crescere oltre che di quantità anche in qualità. Mostre sparse in tutta la provincia in gallerie, abitazioni, ristoranti, associazioni e perfino scuole.

In altre manifestazioni forse potremmo trovare alcuni nomi più conosciuti o blasonati però la caratteristica di Fotografia Europea credo sia, e lo penso un merito, quella di cercare autori che facciano ricerca e sperimentazione, questo andando incontro magari anche a qualche critica o a un minor successo “popolare”. Altri sono i luoghi e le fiere commerciali dove possiamo trovare stereotipi a iosa.

Partendo dai Chiostri di San Pietro troviamo Felipe Romero Beltran con la mostra “Bravo”, un racconto nelle aree ci confine del Rio Bravo, territorio di migrazioni con tutte le precarietà connesse.

Felipe Romero Beltran

Moahmed Hassan in “Oud Hidden Room” racconta la storia un po’ drammatica del rapporto con il padre bipolare ma anche della capacità dell’arte nel superare queste difficoltà.

2 Moahmed Hassan

“Automated Refusal” è invece un film di Salvatore Vitale che esamina come l’automazione trasforma il lavoro e l’ambiente sociale. “La Stagione” di Giulia Vanelli è quella estiva che riemerge e rimane sospesa nel presente. “Milk Wood” è il lavoro con tecniche miste che presenta Simona Ghizzoni intervistando un gruppo di donne che si trovano sempre in un circolo, il Binario 49.

Ola Rindal con “Stains and ashes” gioca partendo da macchie e ceneri per arrivare ad uno sfocato che esprime distanza e inquietudine. Marine Lanier con “Le jardine d’Hannibal” ci presenta con grandi fotografie un erbario onirico e notturno, piante che emergono dall’inverno, uno studio sul cambiamento climatico e sulla resistenza.

Marine Lanier

Uno studio antropologico singolare è invece quello di Tania Franco Klein ( Studi tematici capitolo 1) la quale posiziona soggetti diversi negli stessi contesti, creando emozioni diverse.

Tania Franco-Klein

“Vestiges of the Future” è una installazione invece audiovisiva di Frédéric D. Oberland con foto sgranate (come quella in copertina di FE), sovraesposte, tracce cromatiche effimere,  qui ci parla di movimenti e memorie che di li a poco se ne andranno.

Frédéric D. Oberland

Sempre ai Chiostri di San Pietro troviamo poi ”Mantieni il fuoco acceso” una carellata da fotolibri che ci parlano di rituali, figure mitiche, credenze spirituali. Da non perdere lo speciale “diciottoventicinque” con la fantasia dei più giovani.

Zoe Aubry

A Palazzo Da Mosto troviamo “Ghostland”, una collettiva in cui l’immagine funge da specchio e da barriera, un luogo ambiguo in cui la realtà si disgrega e diventa ibrida e finzione.

Emilia Martin con “il filo del serpente” ci racconta di documenti e leggende popolari legate a sorelle che lavoravano tessuti al posto di un linguaggio a loro negato. Poi Federica Mambrini che con “l’albergo della lontananza” cerca di costruire un ponte fra due persone che vivono in due emisferi diversi.

Alla Chiesa dei Santi Carlo ed Agata Elena Bellantoni con “Ghostwriter” presenta una mostra multidisciplinare su rievocazione di eventi attraverso figure simboliche e sul perturbante.

Se volete guardare “Due secoli di fotografia e società” e rilassarvi con grandi maestri potete recarvi a Palazzo Scaruffi. Se invece volete immergervi nelle fotografie più inconsuete del grande Luigi Ghirri vi aspettano i suoi “ Paesaggi Sonori e Paesaggi Visivi” al Palazzo dei Musei dove è ospitato anche il “Premio Ghirri” per la Giovane Fotografia Italiana. Allo Spazio Gerra c’è anche una mostra su Francesco Guccini fino ad Ottobre.

Queste le mostre principali che potrete trovare in centro. Per informazioni sugli orari e sugli eventi andate nel sito che è più completo.

Reggio, ora orfana di maestri come Farri, Ghirri e Ascolini cerca di darsi da fare per diventare una città della fotografia.  Auspico che oltre a Fotografia Europea ci sia in futuro continuità tutto l’anno per mostre ed incontri, nonostante i tempi che corrono.

Riccardo VARINI  Reggio Emilia 19 Aprile 2026

Crediti: Fotografia Europea 2026