Al Palazzo delle Esposizioni “Giorgio Morandi nella Collezione ENI” (Sala Fontana, fino all’11 gennaio)

di Marco FIORAMANTI

Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei

I MORANDI DELL’ENI

Promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzata da Azienda Speciale Palaexpo e ideata e prodotta da Eni, questa mostra intende mostrare la Collezione Eni avviata da Enrico Mattei a cavallo tra gli anni 40 e 50.

Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo, ha inaugurato la mostra ricordando che la Sala Fontana è un ambiente pensato per accogliere mostre e progetti concentrati di grande spessore capaci di generare riflessioni profonde.

Presentare qui alcune opere di Giorgio Morandi provenienti dalla Collezione Eni è per noi motivo di grande soddisfazione. La collaborazione con Eni rappresenta un esempio virtuoso di come istituzioni pubbliche e realtà private possano lavorare insieme per rendere accessibile un patrimonio culturale altrimenti non visibile. Siamo felici di offrire al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino questi capolavori, che raccontano una parte importante della storia dell’arte italiana e del rapporto tra impresa e cultura.
Giorgio Morandi, Natura morta, 1919

Vengono presentate in mostra due opere originali di Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964), una Natura morta del 1919 e una Natura morta con bottiglie del 1941. Pur distanti tra loro nel tempo, da questi lavori risulta chiara la scelta del pittore bolognese – pur nell’attraversamento dei vari stili delle avanguardie – di concentrarsi su un linguaggio formale, rigoroso e riflessivo, nella sintesi dei volumi e della luce. Alle due opere citate fanno da accompagnamento foto dell’intera Collezione Eni con firme prestigiose, tra le quali figurano quelle di Casorati, Sironi, De Pisis, Accadi, Boetti, Dine, Rotella.

L’intenzione di Mattei non era soltanto quella di acquisire un patrimonio di opere finalizzate a un investimento economico, ma soprattutto quella di creare nei futuri uffici un clima culturale e un’atmosfera stimolante di alto livello. La proprietà aziendale costituita dal corpus dei quadri viene spesso messa a disposizione, in forma gratuita, per esposizioni in giro per il mondo. I due “Morandi” qui presenti nella Sala Fontana per esempio sono stati esposti in Giappone, Russia, America e Spagna.

Giorgio Morandi, Natura morta con bottiglie, 1941
“Il patrimonio artistico di Eni, diviso tra le sedi di Roma e Milano, racconta prima di tutto una grande curiosità artistica dell’azienda. Nella collezione convivono artisti classici e artisti d’avanguardia, opere figurative e astratte. Alla base delle scelte c’è sempre però la consapevolezza del valore dell’arte in sé e della sua capacità di attivare il pensiero e la creatività. Le opere di Eni arredano gli spazi comuni e gli uffici e sono lì a ricordarci che cultura e industria, arte e tecnica non sono concetti opposti ma complementari”,

spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni.

La riuscita di questa iniziativa conferma l’importanza del rapporto dell’Eni con le istituzioni, la storia dell’arte italiana e il pubblico fruitore e inoltre la possibilità di poter raccontare il proprio percorso identitario anche nell’ambito della cultura e dell’arte.

Marco FIORAMANTI Roma 14 Dicembre 2025