Emilia Persu “L’impurità del bianco”, un connubio tra pittura e scultura per un corpo a corpo con la materia (Spazio Kryptos, Porta Venezia, Milano, fino al 9 Novembre)

redazione

Lo Spazio Kryptos in Porta Venezia a Milano è lieto di presentare la personale di Emilia Persu L’impurità del bianco, a cura di Vera Agosti, dal 28 ottobre al 9 novembre 2026.

Esposte una decina di opere dell’artista romena che da anni conduce una ricerca sulla pittura informale. Per l’occasione, compaiono dipinti, collage e alcuni rotoli dipinti su carta pergamena che sconfinano nell’installazione, in un connubio tra pittura e scultura, così come 35 elementi aerei e sospesi. Completa l’esposizione un filmato schermato da una tela trasparente.

Il titolo della mostra è particolarmente significativo. In fisica, il bianco è la somma di tutti i colori. Nell’arte informale, l’impurità del bianco diventa la somma di tutti i conflitti. Non è un bianco assoluto, ma contiene tracce di altre cromie. Non è un colore piatto, ma un campo di battaglia. Un bianco “impuro” proietta ombre su se stesso attraverso rilievi e pieghe, evidenti in particolar modo nei collage. È una luce che ha smesso di essere divina e ha iniziato a essere umana, drammatica, imperfetta.

La mostra offre un corpo a corpo con la materia. Il bianco della Persu non è assenza di colore, ma presenza ingombrante, ferita, sporcata dal collante del mondo. È il silenzio che ha deciso di gridare. Non a caso un intero ciclo di dipinti è intitolato The new white, per un bianco nuovo, contaminato dalle sottili e rapide pennellate di altre sfumature.

Nella storia dell’arte occidentale, il bianco è sempre stato un simbolo della purezza. È la tela immacolata prima del colore, è il Quadrato bianco su fondo bianco di Malevič che cerca l’iperuranio dello spirito. L’Informale compie l’atto opposto: attacca questa purezza. Parlare di “impurità del bianco” significa annunciare che l’Assoluto è tradito e caduto. Il bianco non è più un’idea astratta, ma diventa un corpo che invecchia, si sporca, resiste. Parliamo di carne, di materia, di pura visione.

L’Informale non descrive il mondo, lo tocca. Si vede e si sente immediatamente la consistenza della superficie. Il bianco grumoso, cretoso e spaccato del cretto di Alberto Burri, dove la materia si spacca sotto il peso del tempo. Il bianco violato dai graffi, dal gesso e dai sedimenti terrosi di Antoni Tàpies. Il bianco latte denso, quasi biologico, di Jean Fautrier, che emerge dal fondo come una carne ferita.

Emilia Persu The new white

L’impurità è la vita che entra nella tela. È la polvere, la terra, la cenere, il sangue, il catrame, l’impronta dell’artista che dice: “Io sono stato qui e ho contaminato il vuoto“.

In chimica, la purezza assoluta non esiste nella realtà pratica, ma rimane un concetto puramente teorico. Nel mondo reale, qualsiasi sostanza chimica, per quanto sofisticata sia la tecnologia utilizzata per purificarla, conterrà sempre una minima traccia di atomi o molecole estranee.

Con le sue opere la Persu ci parla della vita e del mondo, di segreti, conoscenza e intuizione, svelati tramite la forza delle pennellate. È l’epifania del suo bianco “impuro”.

Come spiega l’artista stessa:

“Si tratta della luce e della sua percezione attraverso le diverse fasi artistiche: un viaggio che spazia dal primo sguardo rivolto al sole fino a un eterno presente, la cui luminosità appare resa più tenue dalle immagini del passato; un percorso che ha attraversato la dimensione terrena, i moti interiori e nuove forme, pur facendo costantemente ritorno alle immagini di momenti specifici e ai loro dettagli.”

Biografia:

Emilia Persu è un’artista visiva, laureatasi nel 1998 presso l’Istituto di Belle Arti “Nicolae Grigorescu” di Bucarest con specializzazione in pittura sotto la guida di Florin Mitroi. Vive e lavora a Bucarest. Membro dell’Unione degli Artisti Rumeni dal 1998, ha fatto parte del Consiglio Direttivo dell’Unione dal 2012 al 2016 e ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione di Arti Grafiche dal 2010 al 2012. Nel 2023 ha ricevuto il premio del Consiglio Direttivo dell’Unione degli Artisti Rumeni e, nel 2018, è stata nominata curatrice responsabile dell’organizzazione delle mostre legate alla Presidenza rumena del Consiglio dell’UE. Ha tenuto numerose mostre personali sia in Romania che all’estero; tra le più recenti figura *UNPACKED* (2026) presso il Museo d’Arte di Costanza. Dal 1998 partecipa a mostre collettive, saloni d’arte, laboratori creativi, simposi, festival e fiere d’arte. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private; l’artista svolge inoltre un’intensa attività curatoriale e organizzativa. Il suo percorso espositivo comprende, tra gli altri, eventi quali “Gallery Night” e “Open Studios” (quest’ultimo svoltosi durante il Festival Enescu in collaborazione con l’Associazione Contemporanii). www.emiliapersu.com

25 Ottobre 2026

Emilia Persu

L’impurità del bianco

A cura di Vera Agosti

Spazio Kryptos – Via Panfilo Castaldi, 26 – 20124 Milano

www.spaziokryptos.com; info@spaziokryptos.com; tel. 02 9170508

Apertura mercoledì 28 ottobre 2026 ore 19-22

Fino al 9 novembre 2026

Presentazione di Vera Agosti

Dal lunedì al venerdì ore 16-20;

sabato su appuntamento tel: 338.2733248