Presentata l’opera site-specific permanente di Arianna Pace “Avere fame di vento”.

di Silvana LAZZARINO

“Avere fame di vento” l’opera site-specific permanente di Arianna Pace è stata presentata presso la sede dell’azienda EMC FIME (Gruppo Elica) a Castelfidardo (AN) a sigillare quel nesso tra azienda e territorio, industria e artigianato. L’opera, collocata in modo permanente nel giardino che circonda gli stabilimenti di EMC FIME a Castelfidardo, invita alla sosta, alla relazione e condivisione entro un ambiente lavorativo

AriannaPace AVERE FAME DI VENTO_Ph. Culto Production_installation view

Arte, impresa, territorio e identità trovano un dialogo nuovo nell’opera site specific realizzata dall’artista Arianna Pace (Pesaro, 1995) per l’azienda EMC FIME del Gruppo Elica fondato da Ermanno Casoli, Gruppo tra i principali produttori mondiali di motori elettrici per elettrodomestici e sistemi di ventilazione.

Marcello Smarrelli e Arianna Pace_Ph. Culto Production

Vincitrice della XXIV edizione del Premio Ermanno Casoli, a cura di Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli, l’artista indaga la dimensione culturale e percettiva del paesaggio e le connessioni tra storia naturale e presenza umana, offrendo, all’interno dell’ambiente aziendale, un’occasione per fermarsi, ritrovare l’ascolto di sé e riscoprire il valore del respiro.

Il progetto che ha reso possibile la realizzazione dell’installazione di Arianna Pace, dal titolo evocativo “Avere fame di vento”, nasce dall’incontro tra l’identità dell’azienda, specializzata nei sistemi di ventilazione e aspirazione dell’aria, e quella di Castelfidardo territorio noto per la tradizione nella produzione di fisarmoniche. A fare da filo conduttore è l’aria, elemento immateriale ma essenziale, che diventa il fulcro concettuale dell’installazione.

AriannaPace AVERE FAME DI VENTO_Ph. Culto Production_installation view

La stessa opera, situata nel giardino che circonda gli stabilimenti di EMC FIME, si configura come una vera e propria “stanza” all’aperto, pensata come spazio di sosta, ascolto e relazione. Due pareti metalliche decorate racchiudono l’ambiente: all’interno la superficie di color azzurro presenta elementi vegetali e corpi celesti che appaiono sospesi, mentre le superfici esterne sono rivestite di materiale terroso simile a una corteccia che radica lo spazio etereo dell’interno alla concretezza della terra. Al centro trova posto una scultura in ceramica di foggia antropomorfa che alla presenza del visitatore si attiva emettendo un suono, elemento da cui prende vita l’intera installazione. Per la realizzazione dell’opera in un percorso partecipativo l’artista ha interpellato 32 dipendenti di Elica sulla domanda: Qual è il tuo essere vento? in un workshop dedicato all’argilla.

AriannaPace AVERE FAME DI VENTO_Ph. Culto Production, particolare interno

In collaborazione con il sound designer Lorenzo Mandolesi, il respiro dei partecipanti è stato successivamente registrato all’interno di una camera semi-anecoica, utilizzata quotidianamente dall’azienda per testare i propri prodotti. Il respiro dei partecipanti è stato rielaborato e sovrapposto ai suoni prodotti dai macchinari industriali, trasformandoli in un paesaggio sonoro ispirato ai rumori della natura- Questo ha fatto sì che l’opera divenisse uno spazio di connessione e condivisione, capace di intrecciare corpo, ambiente, memoria e identità, mettendo in relazione arte, impresa, territorio e comunità.

Così sottolinea l’artista Arianna Pace:

“Parlare di respiro significa rievocare il corpo nella sua dimensione più impalpabile e sfuggente, ma allo stesso tempo straordinariamente materica. Per comprenderlo davvero è necessario entrare in sintonia con il suo movimento continuo, cogliendone il ritmo e la profondità, per decifrarne le regole, le relazioni, gli spazi, le risonanze”.

E prosegue:

“Entrare in relazione con le persone di EMC FIME è stata un’esperienza sorprendente. Ogni partecipante ha condiviso una parte di sé che difficilmente emerge in ambienti professionali. Lavorare su un concetto apparentemente invisibile come quello del vento e dell’aria ci ha permesso di uscire dalla ‘classica’ rappresentazione, rivolgendo lo sguardo all’interno per generare nuove connessioni. Spero che ’Avere fame di vento’ diventi un luogo per la comunità aziendale e uno spazio di cura verso l’altro”.

L’installazione, richiamando l’aria come elemento indispensabile alla vita e citando nel titolo un arazzo di Alighiero Boetti realizzato tra il 1988 e il 1989 e presente nella Collezione di Francesco Casoli, apre a un nuovo modo di guardare al legame tra ambiente di lavoro, persone e natura. A riguardo citiamo le parole del General Manager Andrea Marabini e della Head of HR di EMC FIME Emanuela De Santo in riferimento al giardino degli stabilimenti di EMC FIME:

“…. È un nuovo e suggestivo luogo che invita alla sosta, alla condivisione e alla relazione, portando il paesaggio dentro gli spazi dell’azienda e creando un dialogo profondo tra natura, persone e luogo di lavoro. Un’esperienza di sconfinamento che offre l’opportunità di riflettere sul senso di appartenenza e sull’identità, non come qualcosa di definito, ma come un processo vivo, aperto e in continua trasformazione, costruito attraverso le relazioni e la partecipazione di chi ogni giorno abita questi spazi”.
Arianna Pace AVERE FAME DI VENTO_Ph. Culto Production_esterno

Alla creazione dell’opera hanno collaborato diverse imprese e istituzioni del territorio marchigiano e non solo: dall’ l’Accademia di Belle Arti di Urbino al Liceo Artistico F. Mengaroni di Pesaro, dall’azienda LTP di San Giovanni in Marignano (RM) all’azienda Fiorentini di Pesaro, compresa l’azienda Saver di Tavullia e l’azienda Verzolini. Anche grazie a queste partecipazioni, l’opera testimonia un processo diffuso e condiviso, nel quale la pratica artistica diventa uno strumento capace di attivare relazioni e conoscenze e l’augurio è di proseguire nel tempo.

Istituito nel 1998, il Premio Ermanno Casoli, diretto e curato artisticamente da Marcello Smarrelli, riconosce gli artisti che, attraverso la propria ricerca, dimostrano una particolare sensibilità verso i temi sociali e la dimensione condivisa del lavoro.

Riportiamo anche le parole dello stesso Marcello Smarrelli curatore e storico dell’arte e direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli:

“Arianna Pace colpisce per la sua sensibilità nell’indagare il rapporto tra ambiente, comunità e spazio, trasformando elementi della quotidianità difficili da percepire, in esperienze condivise. Per il modo spontaneo con cui si cala nei contesti e si confronta con le persone la sua ricerca si è rivelata particolarmente in linea con gli obiettivi del Premio Ermanno Casoli, in sintonia con l’identità di EMC FIME, che produce motori e sistemi destinati all’assorbimento e all’emissione dell’aria, ma anche con Castelfidardo, famosa nel mondo per la produzione delle fisarmoniche, strumenti musicali che trasformano l’aria in suono”.      

L’evento di presentazione dell’installazione “Avere fame di vento”, organizzato dalla Fondazione Ermanno Casoli, si è svolto lo scorso 10 ottobre nell’ambito della programmazione della XXII Giornata del Contemporaneo 2026, promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani).

Silvana LAZZARINO, Roma, 25 Ottobre 2026

Avere fame di vento

opera d’arte site-specific permanente di Arianna Pace, vincitrice della XXIV edizione del Premio Ermanno Casoli

a cura di Marcello Smarrelli

si trova presso l’azienda EMC FIME S.r.l. via Jesina 56, Castelfidardo (AN)

Arianna Pace
Città Pesaro