di Marco FIORAMANTI
Laura Francesca Di Trapani
FRAMMENTAZIONI – (R)ESISTENZA FOTOGRAFICA DI DODO VENEZIANO
Serradifalco editore, 2024
Ă lâora in cui le cose perdono la consistenza dâombra che le ha accompagnate nella notte / e riacquistano poco ma poco i colori, ma intanto attraversano come un limbo incerto, / appena sfiorate e quasi alonate dalla luce: lâora in cui meno si è sicuri dellâesistenza del mondo.
Italo Calvino (da Il cavaliere inesistente)
Entrambi palermitani, entrambi profondamente legati allâarte della fotografia vista da due sponde opposte – lâautrice/storica dellâarte che ascolta, osserva e deduce; lâautore/fotografo che scatta e crea – offrono al lettore un viaggio intimo sullâimmagine e sulle sue varianti identitarie. Esplorazione estetica e conoscitiva quella di Laura Francesca di Trapani nei confronti di Dodo Veneziano. Un saggio allâinterno del quale il virgolettato della voce dellâartista prende corpo e narrazione diaristica lungo un processo dialettico scandito in nove capitoli/frammenti.Â
Scrive la Di Trapani nella prima parte del libro:
La prima immagine che riemerge dalla sua memoria è quella pubblicata in prima pagina sul Giornale di Sicilia. LĂŹ, stagliato al centro del âpaginoneâ iniziale, la notizia di una brutale uccisione ai danni di un giovane ragazzo. [âŚ] Dodo aveva 16 anni, la vittima 18. Era il suo compagno di banco. [âŚ] Lâimmagine di quel barbaro assassinio catapulterĂ il sedicenne verso una nuova visione che lo influenzerĂ negli anni a venire.
Accadimenti simili hanno conseguenze comuni. Una storia analoga accadde al fotografo Joel-Peter Witkin. Da bambino, mentre andava a messa con sua madre e suo fratello si trovò improvvisamente da solo e vide qualcosa rotolare verso di lui. Era la testa di una giovanetta. Il piccolo Joel si chinò per accarezzarle il viso e rasserenarla, ma subito qualcuno lo portò via. Quello shock gli apri le porte percettive delle sue ossessioni tematiche.
In Dodo Veneziano la fotografia è inizialmente frutto di unâosservazione attiva per conoscere il mondo, poter mescolare visibile e invisibile, raccontare storie lungo i suoi flussi emozionali. In seguito lâattenzione si sposta sul corpo femminile e sui suoi dettagli. Ne scopre le imperfezioni che lentamente diventano il suo grado stilistico: lâalterazione della realtĂ vista nella sua frammentazione.


Cominciano gli esperimenti in camera oscura, le finestre chimiche, il deterioramento delle immagini. Sâimpossessa dello strumento, dei codici, delle regole e delle infrazioni consapevoli, il recupero dello scarto. Studia Deleuze e interiorizza la captazione delle forze, attraverso forme archetipali come mani, gesti, alberi, animali, il nudo come paesaggio immaginario. Analizza il concetto freudiano di Perturbante e approda alle ereditĂ delle sperimentazioni formali di Moholy-Nagy e a quelle dadaiste di Man Ray. La libertĂ assoluta dâespressione della fotografia senza la macchina fotografica, ponendo lâoggetto tra fonte luminosa e carta sensibile ed esaltando cosĂŹ lâestetica del difetto.
Ogni capitolo presenta una serie di scatti autografi, tutti rigorosamente in bianco e nero. Dopo una breve intervista a Veneziano sulla tecnica, lâediting, il digitale, lâattrezzatura e la camera oscura, il libro chiude con un illuminante contributo critico di Sandro Iovine dal titolo âLo scarto interioreâ. Qui viene analizzato sia il processo generativo di ogni singola immagine in relazione alle scelte e agli obiettivi dellâartista sia lâimportanza del rapporto tra scarto ed errore attraverso il lavoro di ClĂŠment ChĂŠroux (Fautographie: petite histoire de lâerreur photographique).

Laura Francesca Di Trapani è nata a Palermo, dove vive. Storica dellâarte e curatrice
indipendente, si è formata presso lâUniversitĂ di Roma âLa Sapienzaâ. Ha curato mostre in spazi sia privati che istituzionali e ha pubblicato due volumi: ESSENZA. La vita come lâarte. Ritratti di donne in Sicilia (Dario Flaccovio editore, 2014) e âMax Ferrigno. Mise en scene di un artista dispettosoâ (Serradifalco editore Arte, 2022). Nutre da sempre un profondo interesse per la relazione feconda tra arte e psicoanalisi/psichiatria, concretizzatosi in una collaborazione con lâAssociazione Onlus Stupendamente, per cui ha curato diversi progetti. Da dicembre 2023 ha dato vita a Interno65 Spazio Contemporaneo, un salotto culturale nel cuore della cittĂ di Palermo, dove porta avanti la sua ricerca curatoriale allâinsegna della divulgazione e narrazione (soprattutto per ciò che concerne pittura e fotografia contemporanea), ospitando mostre e talk di approfondimento.
Dodo Veneziano è nato a Palermo nel 1970.Ha coltivato la passione della fotografia giĂ in tenera etĂ . A 12 anni ha iniziato ad utilizzare la fotografia come mezzo espressivo personale cercando da subito, attraverso le prime semplici manipolazioni, come i collage fotografici, di completare e di arricchire il proprio universo, fatto ancora di giochi e di scoperte. AllâetĂ di 14 anni, dopo aver sperimentato e demolito tutti i formati amatoriali di pellicole allora esistenti, ha scoperto la luce fioce e rossa della sua grande passione: la camera oscura.
Marco FIORAMANTIÂ Roma 11 Maggio 2025

