di Martha PAINE
LE NUVOLE SOPRA MANHATTAN
Col nostro occhio / lasciamo una traccia / dell’esistenza
Marco Fioramanti (hai-K.O.)
Un’analisi sulla carriera quarantennale di un artista atemporale come Marco Fioramanti, coinvolto emotivamente dal culto dell’archetipo fin dai primordi della sua attività , ci porta subito ad analizzare la prospettiva con cui lui guarda il mondo, ricreandolo.
Nelle trentatrĂ© foto riprodotte nel libro ritroviamo i segni distintivi del suo autore che ci riportano all’autenticitĂ immediata del suo esperire, come nelle sue azioni performative originarie, immediate, di pittura o scultura sotto gli occhi del pubblico nella Roma di Ponte Sisto, nella Berlino del Muro (1984), al Covent Garden di Londra (1985), nella gelida Stoccolma (1987) o dalla Brooklyn Promenade di New York (1989). Ed è proprio a Manhattan che l’autore torna, venti anni dopo. Sceglie la Fifth Avenue per rappresentare – comme d’habitude – uno dei simboli/impronta nell’immaginario collettivo, entra nella Public Library, ospitata all’interno dei quattro piani dello Schwarzman Building, e dall’interno ridefinisce lo sguardo al cielo su Manhattan attraverso le grate delle grandi finestre. In questo modo l’artista – attraverso l’obbiettivo della sua Fujifilm FinePix HS50 – sospende il tempo nell’attimo del suo farsi storia e memoria ampliando il corpus della sua giĂ affascinante produzione.

Scrive Andrea Gibellini in apertura del libro:
Se esiste un mito superstite degli Stati Uniti, un mito culturale con un suo preciso significato, lo è senz’altro quello della Library della città di New York. […] Riprendono queste fotografie scattate da un impulso documentario da un artista eclettico come Fioramanti, pittura, grafica, performance, scrittura, una certa essenza del fare artistico, come una sua essenza metafisica che sta in chi scrive versi e per chi si dedica per tutta la vita alle altre arti: il desiderio di solitudine, lo stare da solo nella propria stanza della creatività e, dall’altra parte, il desiderio di aspirare a una vita comune a tutti, senza differenze sociali.
In chiusura l’autore ha voluto inserire una nota di Michael Pergolani – amico fraterno di bevute e chiacchiere al baretto romano del Circolo Pickwick – sulla sua esperienza televisiva newyorkese.

Artista interdisciplinare, muove la sua ricerca tra diversi linguaggi e forme espressive dai riferimenti archetipici. Ha operato a lungo tra Europa, Asia e Nord Africa. Esponente del Movimento Trattista, integra pittura, performance art e opere di scena allargando il suo campo d’azione anche all’editoria come autore e curatore di cataloghi, libri e riviste d’arte. Fondatore e direttore della rivista Night Italia, ha partecipato a festival internazionali di teatro e rassegne di arte contemporanea.
Martha PAINEÂ Roma 4 Gennaio 2026




