“Luigi Russolo. Rumorcolori” a Portogruaro (VE) presso il Palazzo Vescovile, mostra aperta dal 18 ottobre.

di Silvana LAZZARINO

Luigi Russolo l’alchimista dell’arte che coniuga colore, suono, energia per una visione sinestetica. La mostra restituisce l’originalità della sua ricerca in campo artistico e rumorista, rivelando oltre ad interessi scientifici e culturali anche attenzione per l’esoterismo e il misticismo

Per vivere un’un’esperienza sensoriale entro la vibrazione di colore, spazialità e suono, basta contemplare l’opera di Luigi Russoloo (Portogruaro, 1885 – Cerro di Laveno, 1947) tra i fondatori della corrente del Futurismo che ha scelto di abbracciare l’interdisciplinarità artistica, creando una sinergia tra pittura, musica e rumore.

Questa interazione dimostra come i nostri sensi non agiscano compartimentati, ma si fondano in un unico flusso percettivo, dove colore, suono e luce si integrano e si traspongono continuamente l’uno nell’altro.

A questo artista che è stato pittore capace di puntare sulla materializzazione dello spazio e del movimento, ma anche musicista, compositore e inventore degli Intonarumori, oltre che filosofo, affascinato dall’esoterismo e dal misticismo, è dedicata la mostra “Luigi Russolo. Rumorcolori” allestita negli spazi del Palazzo Vescovile a Portogruaro (VE) dal 18 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.

Promossa, sostenuta e organizzata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con delega anche agli Anniversari di Interesse Nazionale, dalla Città di Portogruaro – Assessorato alla Cultura, l’esposizione vede il contributo di Interreg Italia-Slovenija BEroots (Cofinanziato dall’Unione europea), della Regione del Veneto e della Città Metropolitana di Venezia.

Curata da Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, essa ripercorre attraverso un’ottantina di opere- tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre ad una fondamentale serie di documenti-   l’intero cammino artistico del grande futurista nato proprio a Portogruaro. La sua città natale così rende omaggio al suo figlio più illustre in campo artistico, con questa importante esposizione che è stata ideata per il 140° anniversario della sua nascita (1885) e che preannuncia le celebrazioni per l’ottantesimo della sua scomparsa (1947).

Il percorso espositivo visitabile fino al 28 febbraio 2027, vuole restituire grandezza e centralità a Luigi Russolo, dando spazio ai suoi inizi di tendenza simbolista e divisionista testimoniati da alcune acqueforti come “Donna pipistrello” del 1907 e “Maschere” del 1909, per poi entrare nel vivo dell’esperienza futurista sigillata dalla sua firma del Manifesto dei pittori futuristi nel 1910.

In mostra immancabile il suo capolavoro più magnetico e misterioso: “La Musica” (1911) opera iconica dello stesso Futurismo che torna temporaneamente in Italia dopo vent’anni grazie alla straordinaria disponibilità della Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra.

Luigi Russolo, La musica, 1911, olio su tela, 224×145 cm, Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra

Riguardo “La Musica” che incarna il senso di arte sinestetica attraverso cui si vive  la sovrapposizione dei sensi, citiamo le parole di Guido Andrea Pautasso:

” dipinto che contiene in sé tutta la sua poetica visionaria ed esprime il concetto di arte sinestetica, coniugando assieme pittura, esoterismo, musica e movimento, alludendo all’esistenza di un suono visivo, come se si potesse vedere e disegnare la musica seguendo la traccia di una scomposizione dinamica di un’eterea chiave di violino avvolta in una nebulosa.”.

Colore, luce e forma si intrecciano e si combinano nella sua opera descrivendo l’energia e la vibrazione del mondo. Così la superficie pittorica diventa lo spazio in cui si manifesta una realtà in trasformazione; tensioni, ritmi e sovrapposizioni attraversano le immagini a suggerire una percezione sempre più complessa e dinamica. In questa ottica allora il colore oltre ad essere materia visiva, acquista una propria intensità sonora, come il rumore – in linea con il titolo dell’esposizione “Rumorcolori” –che può essere percepito come una forma di colore, di movimento e di energia.

2 Luigi Russolo. Le Colline, titolo originale in frabcese noto anche come la Collina, 1942, olio su tavola, 48×58 cm, Collezione del Comune di Portogruaro, Foto di Paolo Toffoli

Il passaggio dalla pittura alla rappresentazione sonora, come sottolinea il curatore Simongini, segna un momento fondamentale nel percorso di Russolo, incarnando quello più multiforme nell’ambito del movimento marinettiano, e aggiunge: “Russolo è forse il più sperimentatore in senso ampio, polifonico, avendo creato una sorta di personale intercodice che abbatte i confini fra discipline diverse e che nasce dall’osmosi fra pittura, musica, filosofia, invenzione tecnica. Se una delle qualità più importanti del Futurismo fu quella di creare una osmosi fra i vari linguaggi artistici in modo tale da abbattere le barriere disciplinari, proprio Russolo è uno dei massimi protagonisti di questa compenetrazione non solo fra musica e pittura ma anche con la letteratura, visto che nel suo manifesto ‘L’arte dei rumori’ (1913) stabilisce uno stretto legame fra il suo ‘suono-rumore’ e le parole in libertà marinettiane […]. Ė il futurista che meglio ha incarnato l’assunto marinettiano secondo cui il principio assoluto del Futurismo è il divenire continuo.”

Proprio con la pubblicazione di questo Manifesto “L’Arte dei rumori” Russolo elabora una nuova concezione della musica fondata sull’idea che il mondo moderno abbia prodotto una ricchezza di suoni destinata a trasformare radicalmente l’esperienza estetica. Se il rumore delle città esprime la modernità, Rusolo oltre a registrare i rumori, li organizza, trasforma e utilizza come elementi di una nuova composizione musicale. Per far questo crea gli Intonarumori. Proprio a questi strumenti musicali da lui ideati, in mostra viene presentata una loro ricostruzione ad opera dello storico della musica e maestro artigiano Pietro Verardo dopo che gli strumenti originali di Russolo erano andati distrutti nel 1943 sotto le bombe del conflitto: “l’Ululatore”,” il Gracidatore”,” il Ronzatore”, “il Rombatore”,” il Crepitatore”, “l’Urlatore”. 

1 Luigi Russolo, Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate), 1926, olio su tela, 102×136 cm, Collezione del Comune di Portogruaro, Foto di Paolo Toffoli

Gli Intonarumori progettati da Russolo e con i quali tiene i suoi concerti, sono strumenti destinati a produrre diverse tipologie di rumore e allo stesso tempo veri e propri dispositivi di ricerca. Queste macchine sonore infatti permettono di generare suoni continui o variabili dai rombi ai crepitii, dagli scoppi ai sibili. Essi non sono solo semplici strumenti per imitare la realtà, ma veri e propri dispositivi di ricerca il cui fine è costruire un nuovo linguaggio musicale, capace di accogliere la complessità acustica del mondo contemporaneo.

Con la sua ultima partecipazione alla Biennale nel 1930 Russolo stabilisce il passaggio dalla fase futurista ad una nuova maniera caratterizzata da un “simbolismo spirituale” debitore di ricerche filosofiche.

Sono presenti anche le opere appartenenti al periodo “classico-moderno” della fine degli anni Trenta del Novecento i cui soggetti riguardano prettamente i paesaggi naturali, tramonti, montagne e alberi. A riguardo citiamo le parole di G. A. Pautasso: “I dipinti ‘classici-moderni’ custodiscono immagini criptiche, raffigurazioni della natura segreta dell’animo umano traslato in forme di alberi, in arbusti piegati dal vento in maniera quasi innaturale, in creature aliene fatte di fronde e frasche. I titoli parlano da soli e inquadrano l’occhio irregolare dell’artista che coglie il mistero della Natura e lo fissa sulla tela dando ai paesaggi una nuova luce: la luminosità ignota di un altro mondo.”

Fra i prestiti di notevole importanza museale si segnalano anche: “Autoritratto con teschi” del 1908, dal Museo del Novecento di Milano, e “Lampi” del 1910 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Inoltre per l’occasione tornano insieme, dopo decenni, la parte centrale di “Linee-forza della folgore “ (1912), conservata a Portogruaro, e il frammento posto in alto a sinistra nella composizione originaria, proveniente da una collezione privata romana, esposto ora per la prima volta da quando è stato ritrovato all’inizio degli anni Duemila.

Singolare testimonianza proposta in mostra è la ricostruzione della camera da letto di Luigi Russolo con mobili che potrebbero essere stati disegnati dall’artista stesso attraverso una serie di decorazioni che rispondono alla sua predisposizione verso la ricerca di stati d’animo e dell’essere per l’accrescimento interiore della ricchezza spirituale, come dimostra la scelta del colore azzurro.

 Ad accompagnare il percorso espositivo è il catalogo pubblicato da Moebius con al suo interno saggi dei curatori Gabriele Simongini e Guido Andrea Pautasso, e i testi di Christopher Adams, Roberta Cremoncini, Diego A. Collovini, Emanuela Ortis, Pietro Verardo, Federico Zanoner, oltre alle riproduzioni delle opere esposte.

Main sponsor della mostra è Generali con Valore Cultura, progetto che da dieci anni sostiene le migliori iniziative artistiche e culturali del Paese. La mostra è promossa grazie anche a San Biagio Prealpi Banca di Credito Cooperativo Gruppo Cassa Centrale, Zignago Holding, Fondazione di Venezia, Dal Ben Leading Vision, VRC Costruzioni, Sponsor tecnico ARTE Generali, e con la collaborazione di Casa Russolo, VEgal, della Fondazione Musicale Santa Cecilia e dell’Associazione culturale Accordi.

Silvana Lazzarino

Roma, sabato 17 ottobre 2026

“Luigi Russolo. Rumorcolori”

a cura di: Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso

Palazzo Vescovile, Via Seminario, 19 (30026) – Portogruaro (VE)

Orario: dal martedì̀ al giovedì̀ dalle ore 14.30 alle ore 18.30;

venerdì̀ dalle ore 14.30 alle ore 19.30;

sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 19.00;

lunedì̀ chiuso. Natale, 1° gennaio chiuso

 18 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027

Catalogo: Moebius

Per informazioni: tel.0421 564136

info@palazzovescovile.it