di Marco FIORAMANTI
GOLDONI E IL MESTIERE DELL’ATTORE: VIZI E VIRTÙ
Roma, Teatro Arcobaleno, via Francesco Redi, 1a
L’Impresario delle Smirne
di Carlo Goldoni
regia Carlo Emilio Lerici
con Gigi Savoia e Francesca Bianco
e con Fabrizio Bordignon, Francesca Buttarazzi, Giuseppe Cattani, Alessandro Laprovitera, Paolo Perinelli, Alessandra Santilli, Susy Sergiacomo, Roberto Tesconi
Costumi Annalisa Di Piero – Scene Marilena Maddonni – Musiche Francesco Verdinelli
Produzione TEATRO BELLI DI ANTONIO SALINES – ERGO SUM
Fino al 18 gennaio
L’INFALLIBILE TRUCCO DEL TURCO
Una sagace quanto impietosa rappresentazione del Potere in ambito artistico in generale, nello specifico in quello teatrale, viene messa in scena da Carlo Goldoni – inizialmente in versi, poi trasposta in prosa – nel lontano 1759, ma a tutt’oggi le cose non sono cambiate.

Gli attori restano vittime degli impresari e succubi, della vanità da un lato, dall’altro della loro dipendenza economica.

L’opera di stasera – L’impresario delle Smirne – adattata e diretta da Carlo Emilio Lerici, è concepita come una sorta di metateatro con lo scopo di mettere in piazza le problematiche frequenti sul palcoscenico. Il sipario è aperto. È tempo di prove per un nuovo spettacolo e lentamente si presenta all’appuntamento l’intera troupe. Dai costumi si direbbe che l’atmosfera è quella a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Le beghe interne tra gli attori, assetati di soldi, e le attrici in lite per il ruolo di primadonna stimolano il furbo Direttore, in combutta col suo segretario, a inventarsi l’arrivo di Alì, un ricco impresario turco giunto a Venezia deciso a finanziare lo spettacolo, organizzare i contratti con i teatranti e portare a Smirne l’intera compagnia. Riuscirà nell’impresa? Il finale esilarante vi aspetta seduti sulle rosse poltrone di velluto del teatro.

L’inflessione partenopea di Gigi Savoia riesce a portare in scena l’ilarità veneziana del teatro goldoniano, acuendola con la cazzimma che il grande attore – erede della tradizione che va da Eduardo a Mariano Rigillo – trasferisce nell’interpretazione dell’impresario turco (O’ sultano ‘nnammurato). L’alto profilo di Francesca Bianco, nell’indiscusso – tanto conteso – ruolo della primadonna, ci ricorda a un certo punto che Il teatro funziona in questo modo, si litiga si litiga si litiga, ma poi si fa finta di volersi bene!
Gli altri sei talentuosi personaggi, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari, concorrono alla riuscita di uno spettacolo comico dai perfetti tempi di battuta.
Due ore di spettacolo in una sala piena in ogni ordine di posti e un grande successo di pubblico.
Marco FIORAMANTI Roma 16 Gennaio 2026

