“Arte, immaginario e linguaggi nella costruzione del Sé”. Un progetto che ‘mette in gioco’ il corpo; tra identità e simbolo nelle Arti (III edizione)

redazione

“Arte, immaginario e linguaggi nella costruzione del Sé” a cura di Carla Guidi

FOTO 1 – Autore del Logo del Progetto lo StreetArtist Maupal

Ospite dell’Associazione culturale “La Caverna di Platone” (via degli Scipioni 175/A) nella Settimana RAW, la Mostra è visitabile dal 18 al 23 ottobre 2026 ed il titolo – IL CORPO/GIOCO – allude ad una tematica antica e “prodigiosa”, il potere delle immagini nella costruzione del Sé.

L’Associazione culturale che ospita questa nuova edizione è “La Caverna di Platone”, un luogo dove le più innovative risorse della multimedialità collaborano alla ricerca tra scienza del simbolo, musica, arte e teatro, per approfondire la comprensione della Coscienza, dove le modalità di comunicazione contemporanee convivono con l’espressione umana archetipale. La psicanalista junghiana Katriona Munthe, che dirige attualmente il Centro, scrive sul catalogo

La Caverna di Platone si apre per accogliere eccezionalmente questa mostra, interpretazione artistica molto particolare sul senso della nostra fisicità e la sua espressione attraverso il “giocattolo”. Il luogo è adatto in quanto da più di quarant’anni ci dedichiamo all’insegnamento delle inesplorate capacità del corpo; proponendo esercizi non verbali, corsi e seminari sul gesto, sul movimento, sulle interazioni emotive, che escludendo la parola, prepara, attraverso lo studio del carattere e la costruzione del personaggio, accesso al mondo sotterraneo dei nostri veri bisogni umani.
Foto 2 Locandina invito

Dopo le due precedenti edizioni la curatrice e ideatrice del Progetto Carla Guidi rinnova il coinvolgimento degli artisti sulla rappresentazione del corpo come oggetto di identificazione fondamentale. In particolare l’immagine del corpo assume diverse sembianze, artistiche o semplicemente immaginarie e proiettive; tra queste il “giocattolo” – desiderato e amato oppure odiato, perduto o temuto e terrificante come il feticcio.

Tutti questi approfondimenti sono infatti materia di studio da parte degli artisti che ben sanno che la nostra identità non è puramente biologica, ma strettamente legata alla formazione culturale. Sui perché questa magia delle immagini ci attragga, ci ipnotizzi o ci disgusti, l’autrice cita i recenti studi dei neuro/scienziati che ci spiegano il meccanismo dell’Empatia, non solo tra le persone ma attivato dalle semplici immagini.

3 – 4 FOTO – Interno della Caverna di Platone una mostra e durante una performance teatrale

FOTO 3 Una mostra
FOTO 4 Teatro

“La Caverna di Platone” – via degli Scipioni 175/A – Roma tel +39 334 370 4913 (fermata Metro Ottaviano o Lepanto) – https://www.cavernadiplatone.it/chi-siamo/ –

Durata della mostra dal 18 al 23 ottobre (orario: 10-13 – 16-20)

Vernissage Domenica 18 Ott 2026 | 18:00-20:30

Presentazione degli artisti da parte della curatrice Carla Guidi e l’occasione di assistere alla performance “Sonorità armoniche” – così la tematica del suono armonico completa questa inaugurazione, facendo percepire al pubblico quanto il suono dolce e profondo, possa indurre uno stato di quiete e rilassamento. Poiché tutto vibra nell’universo ed anche le nostre cellule, tessuti ed organi composti da atomi, vibrano in distinte frequenze, è possibile armonizzare il nostro corpo fisico ed energetico per raggiungere i più profondi livelli di consapevolezza. La performance sarà condotta da Patrizia Pelosi – (Naturopata, Operatrice di benessere armonico specializzata in massaggio sonoro e campane tibetane armoniche – Formazione in massaggio Sonoro con Albert Rabestein del Centro de terapia Sonido di Buenos Aires) e Silvia Ghislotti (Gong master, training e suonatrice di campane armoniche tibetane . Conduce sessioni di bagni di gong per ritrovare equilibrio armonia e benessere per il corpo lo spirito e la mente.)

Finissage – Venerdì 23 Ott 2026 | 18:00-20:30 – Presentazione del libro fotografico di Valter Sambucini “Diventare poeta fotografando le ossessioni del Postmoderno” Ne parleranno Carla Guidi e Massimo De Simoni, con intervento dell’artista e autore del libro Valter Sambucini 

5 FOTO – Copertina del libro di Valter Sambucini

Gli artisti invitati in questa nuova edizione sono: Abdul Samad Azim, Maria Grazia Capitelli, Antonella Cappuccio, Mauro Molinari, Valter Sambucini.

Nel catalogo della mostra, dopo un brano introduttivo, ogni artista è stato presentato evidenziando la sua particolare poetica da Carla Guidi, qui riassunti con brevi note.

 ABDUL SAMAD AZIM

6 – FOTO – Vibrazioni 2026- Scultura alluminio, rame e pietre dure.

E’ scultore e lavora con i metalli e le pietre, con i quali crea anche gioielli. Nato in Siria ad A’zaz (o Azaz) vive ad Anzio (…) espone in mostra due sue creazioni che palesemente evocano l’emergenza di un’alleanza dell’umanità con la Natura ed i suoi valori fondamentali, un riferimento valoriale ma anche poetico per un cambio di paradigma che ci riguardi come esseri responsabili. (…) La prima opera è una figura umana realizzata con filo ritorto di metallo (ottone ed alluminio) su base in marmo, dal titolo “Vibrazioni”. Rappresenta l’unione di maschile e femminile in un’unica installazione che allude ad esseri umani che hanno la loro “radice” nella Terra, da dove si origina la vita. Questo movimento incessante del filo, che si avvolge come su di un rocchetto, fa pensare alla circolazione del sangue come una linfa che prende energia dalla base ma ci ricorda, e lo fa attraverso una metafora, che si tratta anche di una vibrazione più intensa che ci collega all’ambiente dal quale siamo originati attraverso la pelle, le ossa, il pensiero. (…) La seconda scultura è un veliero stilizzato di ferro brunito. Il titolo è “la nave dei sogni” e con quest’opera l’artista fa riferimento a quando viaggiava come marinaio e gli capitava di assistere, con sgomento ma anche meraviglia (nel buio totale della nave avvolta da un mare nero come l’inchiostro nelle notti di luna nuova) allo spettacolo delle stelle. (…)

MARIA GRAZIA CAPITELLI

7 – FOTO – Ragazzo con maschera Bàuta, 1984 – olio su tavola di legno – cm 50×60

Nata a Santa Maria Capua Vetere, ha seguito un classico iter di studi e universitario completato a Roma in Scienze Politiche. In realtà, come molte donne artiste, ha lavorato in un’azienda e si è occupata della sua famiglia, però ha coltivato la sua passione per le arti, con una discreta determinazione, studiando le antiche tecniche di pittura ad olio guidata direttamente da accreditati maestri del Contemporaneo, con modalità possiamo dire, simili a quella usata nelle botteghe rinascimentali. (…) Mino Maccari, Franco Angeli, Tano Festa, Ugo Attardi, Mario Schifano, solo per citarne alcuni … Tra gli insegnanti del laboratorio fa esperienze dirette e segue i consigli di Giacomo Cattaneo, Franco Mulas, Renzo Vespignani. L’amicizia con pittori internazionali, come il cinese Zhou Zwei e l’argentino Claudio Bogino, ha determinato inoltre una continua ricerca di una propria personale vocazione, registrata in lavori del tutto privati che l’autrice infine ha deciso di mostrare al pubblico in questa occasione.(…)

Tra le sue opere personali esposte utilizza frammenti di un quadro famoso inserendo parti estranee e significative che evocano interrogativi e sentimenti contrastanti, come in questo caravaggesco “Ragazzo con cesto di frutta” che indossa una maschera Bàuta. (…) Altre significative produzioni dell’artista sono le Nature morte, alla maniera dei maestri del Seicento, il periodo storico in cui questo genere di pittura con oggetti inanimati ma soprattutto frutta e piante, diventa finalmente un’arte autonoma e importante in tutta Europa. (…)

ANTONELLA CAPPUCCIO  

8 – FOTO – “Dar corpo ai sogni, Passeggiata sulla città” – da Chagall, mixed media, cm 100×75 – foto @Corrado de Grazia

Instancabile e geniale artista, è nota per la sua grande abilità tecnica ma soprattutto per la sua personale interpretazione del mondo, un procedere che lei stessa definisce “simbolismo polimorfo”. Impossibile riassumere le varie fasi della sua produzione artistica e le sue predilezioni poetiche nel tempo, nonché riportare in sintesi le osservazioni di critici, storici dell’arte, amici attori e registi, cineasti e del teatro. Attraverso una lunga carriera, prolifica di opere, anche di grandi dimensioni, e l’uso di svariate tecniche del linguaggio creativo di grande raffinatezza formale, si è sempre espressa attraverso sintesi visuali che ho chiamato narrazioni antropologiche, per sottolineare quanto le rappresentazioni di figure umane vi abbiano piena cittadinanza, viaggiando in più direzioni, ma ogni volta seguendo i fili di un complesso raccontare, dalla storia dell’arte (citando le opere dei grandi maestri rivisitati) a sequenze cinematografiche di inquadrature ora sovrapposte, ora sequenziali … (…) In questa occasione presenta alcune opere della serie “Dare corpo ai sogni”, teatrini in rilievo formati da stoffe cucite e ricamate, dentro cornici in forma di palcoscenico. Si tratta di sogni dei Maestri da lei reinterpretati spesso nelle sue tele (…) Antonella dichiara aver ricevuto ispirazione dai genitori artisti, ma anche e soprattutto dai suoi maestri rinascimentali ai quali ha dedicato persino un libro dal significativo titolo “Cari maestri” recensito da “aboutart online” dal prof Sergio Rossi, noto storico dell’atte. – https://www.aboutartonline.com/sergio-rossi-e-antonella-cappuccio-un-critico-unartista-e-i-loro-cari-maestri-del-passato/ (…)

MAURO MOLINARI

9 – FOTO – Crash3, 2026 – Pittura digitalizzata su tela – cm 70×100

E’ un autore molto conosciuto, molto attivo e la sua ricerca artistica è passata dai registri informali degli anni ’60 alla pittura scritta ed alle geometrie modulari del ventennio successivo. Negli anni ’90 si è dedicato alla rielaborazione pittorica dei motivi tessili, avviando un ciclo che durerà più di 15 anni. Nel 1995 nasce la collana di Orditi & Trame. Segni, di scrittura, frammenti di cose e di presenze naturali, vegetali e persino araldiche su superfici pittoriche, tele, carte e stoffe, persino oggetti, rendendo preziosi libri d’artista, teatrini, abiti di carta, scarpe, cravatte, paramenti liturgiche, paliotti e pianete. Infine dal 2008 Mauro Molinari sviluppa un ciclo pittorico dove torna centrale la figura umana, immersa in architetture urbane, per un percorso socio-narrativo denso di prospettive che affondano in tutte quelle problematiche alle quali il Postmoderno ci ha assuefatti. Il corpo si pone costituzionalmente come terra di mezzo tra il Sé ed il sociale. (…) In questa nuovo ciclo Mauro Molinari espone per la prima volta una serie di lavori dal titolo significativo “CRASH” (…) E’ quindi inevitabilmente prendere atto della coscienza dell’autore che parla ed espone la sua delusione e la sua ferita. Le immagini sembrano mostrare brani residuali di un’esplosione già avvenuta, recuperati ed incollati al contesto con cuciture ed orli, fettucce o pezzi di nastro adesivo, poiché tutto ricominci su nuove basi, salvando la memoria e la simbologia dell’atto di ciò che è stato, con grande onestà d’intenti, perché diventi esempio e linguaggio per il futuro.

VALTER SAMBUCINI 

10 – FOTO – Santa ExpressSanta Claus Express, 2019 – Fotografia digitale stampata su tela cm 75×50

Vive e lavora a Roma e si è dedicato alla fotografia iniziando con un piccolo laboratorio fotografico su foto di cronaca, per reportage giornalistici. Dagli anni ’70 si è occupato attivamente delle emergenti tecnologie multimediali, vivendo in prima persona una vera e propria rivoluzione culturale attraverso la fotografia. E’ stato direttore responsabile della rivista Effeuno e consulente per l’automazione dei processi di post-produzione, di controllo della qualità e di stampa, con i maggiori stabilimenti cinematografici italiani, quali: Cinecittà, Vittori, Telecolor. Laureatosi poi in ingegneria elettronica nel 1980, all’università della Sapienza di Roma, ha avuto al suo attivo numerose esperienze lavorative sempre nell’ambito della ricerca applicata. Le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste e quotidiani mentre le sue ricerche visive, in senso antropologico e sociologico, sono state esposte in varie occasioni.(…)

In questa mostra l’artista dedica una foto digitale proprio alla celebre bambola Barbie, mettendola in relazione ed in sovrapposizione ironica con rappresentazioni di celebri statue classiche dell’antichità. Mette poi in scena in un’altra opera, posizionando personaggi rigorosamente in plastica di eroi postmoderni come spettatori, un ingresso trionfale di Babbo Natale, addirittura rappresentato da un giocattolo degli anni Trenta in metallo. (…)

Roma 11 Ottobre 2026