Apre il museo del Contemporaneo “Fanny Usellini” ad Arona ; una grande collezione donata alla città.

di Marco FIORAMANTI

SUL LAGO MAGGIORE, DAL RECUPERO DELL’EX MACELLO COMUNALE. UNA GRANDE COLLEZIONE PRIVATA DONATA ALLA CITTÀ, POLO DEDICATO ALL’INCLUSIONE SOCIALE

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RIMETTERE L’ARTE AL CENTRO DELL’UMANO SENTIRE

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Arona (Lago Maggiore). Si è inaugurato sabato 26 settembre il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Fanny Usellini” – Polo di inclusione sociale. Primo passo di un grande programma formativo, punto di riferimento culturale e sociale per l’intera cittadinanza.

La meraviglia della riuscita di questo progetto che dopo otto lunghi anni ha visto finalmente compiere il suo sogno è dovuta al totale impegno e al legame profondo tra Fanny Usellini e Luigi Sansone, suo marito, storico e critico d’arte. Operazione sui generis, quella di questa coppia di collezionisti che da sempre ha scelto, raccolto e difeso il lavoro di artisti secondo un’attenta traccia di percorso relativo ad ogni singola opera esposta.

Sopra: Famiglia Usellini Sansone (Giuseppe Sansone, Gianfilippo Sansone Usellini, Laura Sansone, Renata Gasparetti Sansone, Fanny Usellini, Luigi Sansone, Roma 2000) Sotto: Daniele Usellini, Fanny Usellini, Luigi Sansone, Gillo Dorfles, Arona 2008

In primis la scelta del luogo, Arona, grazie alla preziosa eredità artistica del pittore Gianfilippo Usellini (Milano 1903 – Arona 1971) – all’epoca docente della cattedra di Composizione all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano – la cui pittura, scrive Vittorio Sgarbi in apertura del catalogo

lascia affiorare una forma personalissima di realismo magico applicato alla vita quotidiana. La realtà per lui non è mai soltanto documento o cronaca. È il luogo in cui qualcosa improvvisamente si incrina, si apre, lascia intravedere una regione inattesa. Ciò che è familiare diventa ambiguo; ciò che sembra pacificato si carica di turbamento; ciò che appare domestico si trasforma in teatro.
A sx: Articolo Sgarbi (Il Giornale 20/9/2026); a dx: Luigi Sansone

La settecentesca Casa Usellini ad Arona è stata scenario di gran parte delle opere dell’artista e luogo di incontro (insieme alla casa milanese di Via Francesco Redi 31, ndr) di centinaia di artisti nei decenni. In questo ambiente sua figlia Fanny trascorse l’infanzia, l’adolescenza e molti anni della maturità e dove ha coltivato la storia dei suoi antenati vissuti in quella casa.

Taglio del nastro del sindaco on. Alberto Gusmeroli Pubblico partecipante

Poi, all’interno della città, la scelta dello spazio dove posizionare il Museo, opportunamente individuata negli ambienti del vecchio macello di Via Trieste, un vecchio complesso edilizio edificato tra il 1906 e il 1908 in un’area di circa 1770 mq tra edifici e cortile esterno, funzionante fino alla fine degli anni Settanta, poi usato come magazzino, e col tempo, finito per deteriorarsi. Nel 2019 pur mantenendo, nell’operazione di restauro i suoi segni caratteristici, l’edificio perde la sua originaria funzione d’uso per essere trasformato in un Museo d’arte contemporanea, nuovo polo culturale e sociale destinato ad accogliere la collezione permanente, esposizioni temporanee e attività capaci di coniugare arte, partecipazione e inclusione.

L’idea primigenia nasce da Luigi Sansone, fortemente legato alla realtà del luogo e a mantenere viva la promessa fatta a sua moglie, venuta a mancare nel 2018. Sansone ha proposto al Comune di Arona, nella persona del sindaco Alberto Gusmeroli, di donare alla cittadinanza 556 opere, tra dipinti e sculture, disegni, libri d’artista (oltre a una collezione di arte africana) tutte di altissimo valore storico-artistico per un valore complessivo superiore a un milione di euro.

Sala Novecento e Sala Futurismo

La collezione copre un arco temporale cronologico diviso per sezioni (alcune delle quali proposte nelle foto) che va dagli anni Dieci del secolo scorso (con Adriana Bisi Fabbri, Anselmo Bucci, Carlo Erba, Francesco Cangiullo, Aroldo Bonzagni e Ugo Giannattasio) fino ai nostri giorni passando dai protagonisti del secondo futurismo (tra i quali Cesare Andreoni, Alessandro Bruschetti, Mario Guido Dal Monte, Renato Di Bosso, Farfa, Leo Lionni, Sante Monachesi, Pippo Oriani e Regina), per proseguire con gli astrattisti lombardi (Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi).  Seguono gli artisti che gravitavano intorno al MAC – Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 (Enrico Bordoni, Nino Di Salvatore, Ferdinando Chevrier, Gillo Dorfles, Lucio Fontana, Augusto Garau, Gianni Monnet e Bruno Munari). Una campionatura di artisti italiani che hanno seguito la via della figurazione (Carlo Bertè, Luigi Bracchi, Nino Caffè, Fabrizio Clerici, Giorgio de Chirico, Federica Galli, Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Mario Mafai, Giuseppe Migneco, Enzo Morelli, Gianfranco Motton, Alessandro Nastasio, Guido Pajetta, Luigi Regianini, Mario Rossello, Aligi Sassu, Orfeo Tamburi e Amedeo Trivisonno).

Sala Surrealismo e Sale Astrattismo, MAC Movimento Arte Concreta

La  Pittura non oggettiva della seconda metà del Novecento, è rappresentata da lavori – dipinti, ceramiche, opere su carta e grafiche (Rodolfo Aricò, Gianni Asdrubali, Giuliana Balice, Giuliano Barbanti, Agostino Bonalumi, Giovanni Campus, Enrico Castellani, Carlo Ciussi, Miro Cusumano, Enrico Della Torre, Riccardo De Marchi, Piero Dorazio, Marco Fioramanti, Giovanna Fra, Riccardo Guarneri, Sandro Martini, Vittorio Matino, Galliano Mazzon, Mario Nigro, Claudio Olivieri, Gianfranco Pardi, Bruno Querci, Mario Raciti, Franco Ruaro, Angelo Savelli, Salvatore Scarpitta, Sergio Sermidi, Nelio Sonego, Valentino Vago, Claudio Verna e Giorgio Vicentini). Le ricerche degli anni Sessanta e Settanta vedono movimenti artistici quali l’Arte Concettuale, la Poesia Visiva e Sonora e Fluxus, movimento internazionale nato a New York, diffusosi in Germania e con aderenti anche italiani (Giuseppe Chiari, Gianni Emilio Simonetti, Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Emilio Isgrò, Arrigo Lora Totino, Lucia Marcucci, Giulio Paolini, Luigi Pasotelli, Roberto Sanesi, Franco Vaccari e William Xerra).

Sala Scuola Romana e Sala New York School e dintorni

Nel corso della sua vita Gianfilippo Usellini aveva messo insieme una piccola raccolta di opere d’arte, perlopiù frutto di regali o di scambi tra colleghi, tra i quali Cesare Breveglieri, Luigi Broggini, Antonio Calderara, Domenico Cantatore, Aldo Carpi, Andrea Cascella, Gino Colognese, Luca Crippa, Roberto Crippa, Pietro Diana, Umberto Faini, Vincenzo Ferrari, Piero Fornasetti, Piero Manzoni, Arturo Martini, Giuseppe Migneco, Sante Monachesi, Luigi Montanarini, Carlo Monti, Enzo Morelli, Domenico Purificato, Antonio Recalcati, Aligi Sassu, Francesco Speranza e Saul Steinberg.

A queste si aggiungono alcune sculture di arte africana che gli erano state donate agli inizi degli anni Cinquanta dal belga Léon Kochnitzky, musicologo, scrittore e studioso di arte etnica.

Sala Pittura non oggettiva e Sala Poesia Visiva

Molti altri appartenenti a varie correnti e movimenti – Surrealismo, Informale, Arte Cinetica, Transavanguardia (Attilio Alfieri, Ennio Morlotti, Massimo Cavalli, Lucio Del Pezzo, Enrico Baj, Carlo Berté, Marino Marini, Fausto Melotti). E ancora Gianfilippo Usellini che, tra suggestioni metafisiche, realismo magico e sottile ironia, elaborò un linguaggio personalissimo adottando e trasformando sovente stilemi quattrocenteschi nella classicità delle sue composizioni.

Sala arte africana

Per quando riguarda la scultura: Pietro Coletta, Pietro Consagra, Alberto Croce, Salvatore Cuschera, Pericle Fazzini, Eliseo Mattiacci, Henry Moore, Costantino Nivola, Arnaldo Pomodoro, Giuseppe Spagnulo e Leonard Streckfus. Tra gli artisti internazionali Joseph Beuys, Chagall, Jean-Michel Folon, Salvador Dalí, Asger Jorn, Oskar Kokoschka, Victor Vasarely Antoni Tàpies Michel Fingesten, Alina Kalczyńska-Scheiwiller, il cinese Hsiao Chin, Kengiro Azuma, Suzanne Van Damme, Richard Gorman, Natalia Dumitresco, Max Huber.

Sala Usellini

C’è poi un nucleo consistente di artisti americani, per la maggior parte legati all’Espressionismo astratto (Mark Tobey, Herbert Ferber, Philip Pavia, Theodoros Stamos, paul Jenkins, Michael Goldberg, Claire Falkenstein, Henri Goetz, Lawrence Fane). Chiude il percorso della mostra la doppia sala dedicata a Gianfilippo Usellini con tutte opere realizzate nel suo studio ad Arona.

Il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Fanny Usellini di Arona potrà quindi esporre e far conoscere al pubblico anche autori poco conosciuti in Italia ma che hanno dato un notevole contributo alla storia dell’arte.  La nascita di questo Museo rappresenta così per Arona non soltanto l’apertura di un nuovo spazio espositivo, ma la realizzazione di un progetto attraverso il quale il Comune recupera un importante patrimonio immobiliare cittadino, lo dota di una nuova funzione culturale e sociale e rende fruibile alla collettività una collezione di straordinaria ricchezza.

La realizzazione del nuovo Museo ha richiesto un investimento complessivo di 2.191.000 euro, la Fondazione Cariplo e Regione Piemonte hanno quindi garantito complessivamente 2/3 dell’intero investimento. Il progetto è stato portato avanti senza ricorrere a nuovo indebitamento da parte del Comune di Arona.

Tutte le opere della donazione sono riprodotte in un ampio catalogo edito da La Nave di Teseo (744 pp – € 60,00), con testi in italiano/inglese di Vittorio Sgarbi, Luigi Sansone, Luigi Ballerini, Elena Pontiggia e Gianfilippo Sansone Usellini, accompagnate da schede tecnico-descrittive e dalle biografie di ogni singolo artista, a cura di Angela Favarelli, Criseide e Selene Invernizzi, Vittoria Puppato.

Marco FIORAMANTI  Arona, 27 Settembre 2026