“L’arte multimediale” di Gian Carlo Riccardi in mostra a Ceprano. Una retrospettiva a 10 anni dalla scomparsa

redazione

La Retrospettiva su Gian Carlo Riccardi a Ceprano

All’interno della severa e affascinante verticalità della Torre Medievale di Ceprano, si sta svolgendo un evento espositivo che restituisce al panorama critico contemporaneo la complessità di una delle figure più singolari del secondo Novecento italiano: Gian Carlo Riccardi (1933-2015).

La mostra, intitolata “L’arte Multimediale di Gian Carlo Riccardi: Mostra retrospettiva”, non è soltanto un omaggio nel decimo anniversario della sua scomparsa, ma un’esposizione antologica volta a ricucire i fili tra il territorio d’origine e l’avanguardia internazionale.

L’esposizione, promossa dall’Ecomuseo Argil, nell’ambito della rassegna “Stelle della Cultura 2025, è stata inaugurata lo scorso 28 dicembre con una straordinaria partecipazione di pubblico e autoritĂ .

L’evento gode dei patrocini della Regione Lazio, della Provincia Creativa, dei Comuni di Ceprano e Falvaterra, dell’Associazione culturale Fabrateria e dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Associazione Diffondere Arte Aps, mira a garantire all’ereditĂ  di Riccardi il prestigio internazionale che merita.

L’arte multimediale di Gian Carlo Riccardi

G . C. Riccardi, Adamo, 1986, Tecnica mista su tela, 70×100

La statura artistica di Riccardi affonda le proprie radici in un terreno fertile di stimoli intellettuali e tradizioni nobiliari. Figlio di Armando Riccardi, illustre avvocato penalista e già sindaco di Frosinone, e della nobildonna Rosa Amati, talentuosa pianista appartenente alla storica famiglia di Falvaterra, Gian Carlo assorbì fin dalla giovinezza una sensibilità estetica che lo avrebbe portato a diventare un protagonista della scena teatrale e visiva romana. Fu proprio la madre a trasmettergli quella tensione creativa che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Definito dal celebre critico Enrico Crispolti come un “artista multimediale”, Riccardi ha saputo abitare simultaneamente territori espressivi diversi. La sua produzione, approfondita da noti critici e studiosi, si configura come un’indagine incessante sulla natura umana e le sue contraddizioni.

La cifra stilistica di Riccardi risiede nella sua natura “centrifuga”, una capacitĂ  rara di muoversi tra pittura, scultura, teatro, scrittura e musica. Per il Maestro, ogni linguaggio non era che un frammento speculare di una medesima urgenza creativa. In questo processo di “slabbramento” l’artista cercava costantemente di superare i confini della forma per approdare a un’arte profondamente introspettiva.

Il teatro rappresenta il fulcro della sua ricerca sulla “doppiezza umana”, magistralmente sintetizzata dall’uso di maschere che interrogano il pubblico. Questa ricerca affonda le sue radici nelle iconiche “Stanze”, installazioni site-specific che istituiscono un dialogo reciproco con l’osservatore, il quale prende parte attiva nella costruzione del significato dell’opera d’arte.

Il percorso espositivo

G. C. Riccardi, La stanza delle meraviglie, installazione, 1989

L’allestimento, curato da Valentina Coccarelli e Francesco Spilabotte, con il contributo di Massimo Roma, trasforma le sale della Torre in un organismo vivente. Il visitatore viene accolto dalla viva voce di Riccardi attraverso una video-intervista che funge da soglia d’accesso al suo mondo visionario. Procedendo nelle sale, il pavimento smette di essere una superficie neutra per diventare parte integrante della narrazione: è solcato da corde annodate e sfilacciate, frammezzate da fragili barchette di carta. Questi strumenti, costantemente presenti nelle sue opere, sono rimandi diretti al gioco e alle origini, simboli di un legame indissolubile con la propria terra e l’infanzia.

L’esposizione offre una selezione accurata di disegni, vignette, opere pittoriche e scultoree, suddivise in aree tematiche per facilitarne la fruizione. L’esperienza visiva è potenziata da apparati multimediali che permettono di visionare le performance teatrali più significative dell’artista, accompagnate dalle musiche originali composte dal figlio Francesco Riccardi.

L’esposizione rimarrĂ  aperta presso la Torre Medievale fino al 24 gennaio 2026. L’ingresso è gratuito nelle giornate di sabato e domenica (dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00), mentre dal lunedì al venerdì la visita è possibile su prenotazione.

Roma 18 Gennaio 2026