di Silvana LAZZARINO
La mostra “Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare”, un viaggio dove perdersi per poi ritrovarsi tra memoria e tempo presente nell’equilibrio delle contraddizioni tra luce e oscurità. L’esposizione a cura di Giuseppe Appella è al Mattatoio di Roma dall’11 settembre 2026

L’occasione di scoprire come ogni aspetto dell’esistenza, da quella umana a quella legata al mondo animale e vegetale, compreso quanto appartiene ad ogni essere sia animato, sia inanimato, si esprima anche con dinamiche contrastanti che aprono ad una complementarità, è restituita dall’opera contradittoria e complessa, ma ad un tempo rigorosa e analitica di Giuseppe Modica (Mazara del Vallo, 1953) artista di richiamo internazionale, attivo a Roma dove vive e lavora dal 1987.
Tra i più significativi rappresentanti della Nuova Metafisica, come ha sottolineato il noto studioso e critico d’arte Maurizio Fagiolo dell’Arco, Modica vanta un’attività di ricerca di oltre cinquant’anni e un percorso espositivo di grande rilievo in gallerie private, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero: alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, al Zhejiang Art Museum di Hang Zhou, o all’Accademia Nazionale Cinese di Pittura di Pechino e alla Galleria Sifrein a Parigi.
Attraverso il suo linguaggio invita ad un nuovo sguardo su come accogliere la contraddittorietà sia in termini di distanza, sia di diversità, allargando la visione al concetto di spazio e tempo. Se da una parte vi è lo spazio misurato e fenomenico, dall’altro vi è quello immaginario e illusorio,, come il tempo che conduce nei suoi slittamenti e contaminazioni a coinvolgere la memoria nelle varie accezioni tra individuale, collettiva e antropologica

A condurre lo spettatore/visitatore entro questa concezione del tempo in cui si inserisce l’idea del viaggio che riguarda non solo il singolo, ma anche la collettività, è il percorso espositivo a lui dedicato che è allestito al Mattatoio di Roma presso il Padiglione 9° dall’11 settembre 2026. In questo percorso si è invitati a riscoprire accanto alla contraddittorietà nella sua accezione migliore, il senso del mistero e dell’enigmatico che risiedono in questa luce tipica del mare mediterraneo che caratterizza molte elle sue tele dalle geometrie misurate e lineari che vanno a esaltare gli azzurri e i blu richiamando l’idea di lontananza, di infinito.
Promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, la mostra “Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare” curata da Giuseppe Appella, direzione artistica di Carla Cerati Modica, propone quaranta opere di grandi dimensioni, realizzate tra il 1997 e il 2026. Non si tratta di un’antologica, bensì di un attraversamento nell’opera dell’artista: un viaggio in una pittura sul crinale della presentazione e della rappresentazione che insegue la luce, la geometria, il ritmo e l’armonia.

Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Modica, essa nasce da un’idea di Ivana Della Portella vicepresidente Azienda Speciale Palaexpo con delega al Mattatoio di Roma, e in particolare si focalizza sul paradosso tra i due elementi fuoco acqua che coesistono, un po’ come accade per gli altri aspetti che si ritrovano nella sua pittura quali la luce e il buio, l ‘alba e il tramonto, la luce natura le e quella artificiale. Oltre a questi da non tralasciare sono la superficie e la profondità, il dentro e il fuori che coabitano e reciprocamente si sostengono in un’impasse che diventa forza vitale e che viene sostenuto da uno stile preciso attento, unitamente ad una pittura analitica e sintetica dove la semplicità è chiarezza.

Le opere in questo percorso si legano l’una all’altra grazie a quella contraddittorietà tra luce e buio, pieno e vuoto che diventa coesistere e cooperare nelle diversità. Così l’acqua, quella del mare, accoglie il fuoco, quello dell’Etna che dialoga con la profondità del mare, e qui il riferimento è alla leggenda di Colapesce e le colonne di fuoco sotto il vulcano descritte da Leonardo Sciascia nel suo racconto siciliano pubblicato nel 1975 in un libretto per bambini. Il racconto narra che Colapesce, sceso nella profondità degli abissi scoprì che la Sicilia era sorretta da tre colonne, una delle quali sotto l’Etna, era consumata dal fuoco del vulcano. È al titolo della raccolta postuma di racconti “Il fuoco nel mare. Racconti dispersi (1947-1975)” edita da Adelphi nel 2010, infatti che si richiama il titolo della mostra a sottolineare come i due elementi mare e fuoco pur contrapponendosi, insieme definiscono un equilibrio straordinario.
Come sottolinea il curatore Giuseppe Appella:
“L’unità espressiva della pittura di Modica è nella profondità della sorpresa che le sue apparizioni ci riservano non lasciando nulla di vago, non cedendo mai a un contorno impreciso che ci distolga dalla convinzione che quella piazza noi l’abbiamo attraversata più volte, che quegli interminabili pavimenti colorati sono stati calpestati dai nostri piedi diretti verso il mare aperto, nel regno di fuoco che non fa cenere, lì dove anche oggi il sangue lascia tracce indelebili. Infatti, alle nostre immagini quotidiane risponde un’immagine mitica, noi ci specchiamo in essa ed inattesa e silenziosa questa scivola negli angoli inesplorati della nostra coscienza, sveglia memorie sepolte, sogni dimenticati, miti senza tempo, simboli ancestrali, l’infinito e la fatalità.”
Numerose e di prestigio le esposizioni tra personali e collettive che restituiscono la forza della dialettica tra vita e forma, realtà e rappresentazione entro il divenire di un tempo che va e torna come le onde del mare ora lontane, ora vicine nel loro movimento continuo.
Tra le molteplici rassegne di Giuseppe Modica segnaliamo: Secondo Novecento in Sicilia, Galleria d’Arte Moderna di Palermo (2025), Rocco Scotellaro e la mia patria è dove l’erba trema, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2023), Schema and Trascendence al Zhejiang Art Museum di Hang Zhou (2022), Giuseppe Modica Atelier 1990-2021, Museo Hendrik Christian Andersen, Roma (2021), e poi Light of memory, Accademia Nazionale Cinese di Pittura, Pechino (2018) con acquisizione nel 2019 dell’opera “La via della seta”( 2017). E ancora La mélancolie onirique de Giuseppe Modica, Galleria Sifrein, Parigi (2015), La luce di Roma, Galleria La Nuova Pesa, Roma (2014), Inseguire la pittura, Galleria Civica, Potenza 2010, e Roma e la città riflessa, Palazzo di Venezia, Roma; senza dimenticare Piero ed altri enigmi, Galleria Civica, Arezzo (2004) e Riflessione come metafora della pittura, Vittoriano, Roma (2004).
Tra i premi a lui conferiti segnaliamo: il Premio PAC del Ministero della Cultura la cui vittoria gli è valsa l’esposizione Roma, Giuseppe Modica. Rotte mediterranee – visione circolare, il Premio Festival Internazionale delle Arti, Nanchino, con acquisizione dell’opera Grande specchio (la luce il giorno dopo) e nel 2013 il primo posto al LXIV Premio Michetti La bellezza necessaria. Ad accompagnare la mostra è il Catalogo edito da Silvana editoriale, a cura di Giuseppe Appella, con testi in italiano ed inglese di Giuseppe Appella, Antonello Tolve, Ilaria Schiaffini. L’esposizione è aperta fino al 25 ottobre 2026.
Silvana LAZZARINO Roma 12 Settembre 2026
Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare
Mattatoio di Roma, Padiglione 9a Piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma
dal’11 settembre al 25 ottobre 2026
ingresso gratuito
per informazioni: www.mattatoioroma.it
Facebook: @mattatoioroma
Instagram: @mattatoio #MattatoioRoma
