Fra gotico e Pasolini: l’inquietante benvenuto di Ella Walker alla Courtauld Gallery.

di Adolfo SANSOLINI

Dal 2025, la Courtauld Gallery ha deciso di arricchire la sua collezione commissionando nuove opere ad artisti contemporanei.

Quest’anno è stata scelta Ella Walker, che ha realizzato due grandi tele presentate al pubblico nei giorni scorsi.

Originaria di Manchester dove è nata nel 1993, negli ultimi anni Walker ha esposto in mostre personali a Aubenas, Hannover e New York. Questi nuovi quadri sono stati dipinti a Londra, visitando ripetutamente la Courtauld per trarre ispirazione diretta dall’edificio e dagli spazi a cui erano stati destinati.

Esterno della Courtauld Gallery. Somerset House-Strand

Le due opere, realizzate nel corso di quest’anno, sono protagoniste in aree prominenti della Galleria. In esse si combinano richiami a iconografia, costumi e pose della scultura gotica, con echi della pittura rinascimentale e della cultura popolare, anche contemporanea. Vi si percepiscono tracce dello stile di Timothy Hyman, di cui è stata allieva.

Verdaccio Wall

I viaggi di Walker in Italia hanno lasciato il segno, non solo nel contatto con l’arte classica ma anche con riferimenti alla cultura italiana più recente.

Il primo quadro è Verdaccio Wall, che accoglie i visitatori all’ingresso, incastonato fra le due finestre ad arco che si affacciano sul cortile di Somerset House, prima di giungere alla scalinata del tardo XVIII secolo che si snoda in verticale per condurre agli spazi espositivi.

Il “Muro Verdaccio” si riferisce alla tonalità di verde utilizzata come sfondo, che era popolare nella pittura italiana del XV secolo. Vi è raffigurato un muro di mattoni, di fronte al quale un animato gruppo di donne è disposto intorno a una scala pieghevole di legno.

The Studio è invece appeso sulla parete laterale del negozio della Galleria, dominandone lo spazio. Qui veniamo trasportati nello studio di Walker, in cui si riuniscono immagini e figure femminili tratte dalla memoria personale o collettiva.

Anche qui appare una scala, assieme al retro di grandi tele che dividono lo spazio in quattro parti, connesse ma al tempo stesso indipendenti.

In questa opera viene reinterpretata una scena dell’Oedipus Rex di Pier Paolo Pasolini. Nel film del 1967, la Giocasta interpretata da Silvana Mangano allatta al seno il figlio, come riferimento al complesso di Edipo freudiano. La scena è stata girata a Casarsa, nel Friuli dove Pasolini era nato, aggiungendo così un tratto autobiografico a quella sequenza che prevedibilmente scandalizzò alcuni, incontrando invece l’approvazione dei censori che ne riconobbero il valore simbolico e artistico.

The Studio

Un altro riferimento esplicito all’arte del XX secolo si trova nel richiamo a una delle donne ritratte dalle polaroid di Carlo Mollino, eclettico architetto, designer e fotografo torinese morto nel 1973. Arte e cultura italiane permeano così entrambe le opere attraversando epoche, tecniche, stili e mezzi espressivi.

L’obiettivo di Ella Walker era di realizzare figure che interagissero con l’ambiente circostante e con il pubblico, invitando i visitatori a rispondere alla sua interpretazione attraverso volti enigmatici o sorridenti, spesso inquietanti. Alcuni riferimenti sono stati ispirati direttamente da quadri presenti nella collezione permanente della Courtauld.

Ingresso della Courtauld Gallery

Inizia così, sin dal momento dell’acquisto del biglietto, il viaggio del visitatore attraverso un dialogo eclettico con le opere presenti nella Galleria. Non va dimenticato che accanto alle mostre temporanee di artisti contemporanei, la collezione permanente vanta opere di grande valore come il Bar delle Folies-Bergère di Manet e l’Autoritratto con l’orecchio bendato di Van Gogh.

Adolfo SANSOLINI  Londra 6 Settembre 2026