Alberi abbattuti a Roma nel centro storico. La denuncia dell’associazione Curraa

di Silvana LAZZARINO

L‘ Associazione CURRAA denuncia la grave e drammatica situazione degli abbattimenti di alberi sani e ad alto fusto in tutto il centro storico di Roma dal Campidoglio, a Castel Sant’Angelo e nella zona Prati

Dai Fori Imperiali a Castel Sant’Angelo, dal Gianicolo a Viale Mazzini e Via Barletta non si ferma l’abbattimento degli alberi nella Capitale. Si tratta di alberi sani che vengono abbattuti e addirittura strappati con le ruspe come nel caso dell’albero centenario di Pawlonia insieme agli altri due alberi della stessa specie a Piazza della Chiesa Nuova (vedi foto) che sono stati mutilati con “capitozzature” vietate dalla legge (Decreto 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente CAM – Codice del Verde del Comune di Roma del 2021). Nessun rispetto neppure delle normative paesaggistiche che tutelano le alberature del centro storico all’interno delle mura Aureliane, in siti archeologici, in parchi di Ville storiche di zone sottoposte a vincolo paesaggistico (Art.734 c.p.)

A denunciare questo non rispetto delle norme paesaggistiche come anche il non rispetto del codice dei Beni Culturali e della Costituzione è l’Associazione CURAA (Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti).

La cosiddetta “riqualificazione delle alberature urbane” si è tradotta con “abbattimenti delle alberature urbane” in una vera e propria erosione del patrimonio verde di Roma, con la perdita graduale di alberi storici che da anni caratterizzano la città che ne configurano un serio danno ambientale oltre che erariale. Nonostante le crescenti proteste di cittadini e comitati di quartiere, l’amministrazione capitolina continua a ignorare legittime richieste di trasparenza. Più volte sono stati nascosti i dati relativi agli abbattimenti, tra cui quelli riguardanti i pini dei Fori Imperiali: qui più del 70% degli esemplari è stato eliminato, con criteri poco chiari e senza provvedere alla loro sostituzione. Desta particolare preoccupazione anche il taglio dei lecci che sembrano “strappati” tanto sono stati selvaggiamente mozzati a Castel Sant’Angelo e la rimozione dei platani centenari in Via Barletta. La gestione del verde pubblico sembra ormai nel caos, con molti alberi abbattuti senza che siano state effettuate le necessarie perizie agronomiche né adottate le opportune delibere ufficiali. In questo quadro di grave inefficienza amministrativa, le voci critiche vengono spesso messe a tacere come è accaduto con alcuni cittadini tra cui alcune figure di spicco della cultura, come la storica Annarosa Mattei Strinati e l’architetta Annamaria Affanni già Soprintendente dei Beni Architettonici del Lazio, che durante la commissione “Sostenibilità Ambientale” del Primo Municipio presieduta da Niccolo’ Camponi, non sono state fatte intervenire. E’ inaccettabile che a professionisti impegnati, da decenni, nella tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale romano vengano silenziate.

C’è inoltre il preoccupante incremento dell’inquinamento atmosferico e il rischio concreto di superare i limiti consentiti di polveri sottili (PM 10 e PM 2.5), come segnalato dall’ARPA che si collega con la deforestazione in corso, causata dalla costante e immotivata eliminazione degli alberi su tutto il territorio cittadino. L’allarme si estende anche ai Castelli Romani, dove, a seguito di una delibera comunale firmata dal Sindaco Roberto Gualtieri, saranno abbattuti ben 24 ettari di bosco. Nonostante la presenza di vincoli paesaggistici e le normative ambientali che dovrebbero tutelare il verde, l’amministrazione sembra piegare le leggi a scelte politiche e ideologiche, trascurando le esigenze di salute pubblica e il rispetto del patrimonio naturale.

Jacopa Stinchelli, storica dell’arte e presidente di CURAA così afferma:

“Roma sta affrontando un’emergenza ambientale, ma le risposte della politica sono confuse e contraddittorie”, e prosegue “Le operazioni di ‘riqualificazione’ sono solo il pretesto per abbattimenti di alberi e che favoriscono interessi privati, a danno del bene comune e della qualità della vita dei cittadini.”  

L’associazione CURAA chiede insieme alla LIPU un immediato stop agli abbattimenti in questo periodo di nidificazioni e l’avvio di un’indagine pubblica al fine di fare luce su queste scelte distruttive per il patrimonio verde e storico di Roma.

Silvana LAZZARINO Roma, 15 Marzo 2026