di Silvana LAZZARINO
Raffaela Mariniello. “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” dal 22 ottobre 2026 presso l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma (Via di San Michele, 18)
Dalle immagini di Bagnoli, una fabbrica, dedicate alla trasformazione di uno dei luoghi simbolo dell’archeologia industriale napoletana, alle visioni di Napoli veduta immaginaria e Souvenirs d’Italie, lontane dai cliché turistici, fino al video Still in life e al lungometraggio ZioRiz, Raffaela Mariniello esplora da oltre quarant’anni il paesaggio e i suoi mutamenti. Attraverso fotografia, video e installazioni, il suo sguardo mette in relazione memoria, identità dei luoghi e tracce lasciate dall’intervento umano. Questa ricerca trova un nuovo approdo nella mostra “Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi” dedicata ai territori attraversati dal Volturno e alle loro profonde contraddizioni.
La mostra che sarà presentata a Roma giovedì 22 ottobre 2026 presso l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione alle ore 11.00 vedrà gli interventi dell’arch. Carlo Birrozzi, direttore dell’ICCD, di Francesca Fabiani, responsabile dell’Area Fotografia Contemporanea dell’ICCD e della fotografa Raffaela Mariniello.
Curata da Francesca Fabiani, da quarant’anni figura di rilievo internazionale nel mondo della promozione culturale, specializzata in ambito fotografico, l’esposizione nasce da un progetto di committenza fotografica affidato dall’ICCD a Raffaela Mariniello (Napoli, 1961), dedicato ai territori attraversati dal Volturno. Stampe di grande formato, light box, video e wall paper, compongono un allestimento immersivo che conclude la programmazione espositiva annuale. Il progetto rinnova inoltre l’impegno dell’Istituto nella valorizzazione della fotografia contemporanea, accogliendo le opere della Mariniello in una delle più importanti collezioni fotografiche pubbliche italiane.

È un viaggio lungo il Volturno, il maggiore fiume dell’Italia meridionale, attraverso paesaggi e comunità, ricchezza e contraddizioni. Non a caso il titolo Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi racchiude le molte identità di questi luoghi come spiega la fotografa napoletana:
“Oltre a essere una delle aree agricole più fertili del Mediterraneo, grazie alla presenza dell’acqua e alla natura vulcanica dei terreni, questa terra è storicamente caratterizzata da una notevole produttività, soprattutto intorno alla Reggia di Caserta, con quelli che furono gli opifici borbonici e la seta di San Leucio. Ma per queste aree si parla anche di ‘Terra dei fuochi’, per indicare quell’ampia zona tra Napoli e Caserta segnata dai roghi di rifiuti tossici e dalle conseguenti emergenze ambientali.”.
Un paesaggio che, dalla natura incontaminata della sorgente in Molise, attraversa i centri della piana casertana – Santa Maria Capua Vetere, Capua, poi Casal di Principe, Aversa, Caivano, Giugliano – e arriva all’abusivismo edilizio e al degrado della foce, a Castel Volturno.

Ad accompagnare l’esposizione, visibile fino al 12 febbraio 2027, è il volume edito da Artem, con testi di Carlo Birrozzi, Francesca Fabiani, Raffaela Mariniello, Antonio Pascale e Angela Tecce e il progetto grafico dello studio CH RO MO. Non si tratta di un semplice catalogo, ma di un autentico racconto di viaggio: un itinerario di parole e immagini che segue il corso del Volturno.
Citiamo le parole della curatrice Francesca Fabiani:
“Con queste fotografie visionarie e sottilmente inquietanti, le collezioni dell’ICCD si arricchiscono di uno sguardo autoriale straordinario e fortemente connotato che, nel corso della sua pluriennale ricerca, ha reso Raffaela Mariniello una tra le più riconosciute e riconoscibili fotografe della scena italiana.”
Tra le fotografe italiane più note della sua generazione, Raffaela Mariniello si avvicina alla fotografia all’inizio degli anni Ottanta. Dopo aver documentato la nascita del Centro Direzionale di Napoli, tra il 1992 e il 1995 presenta a Napoli, Milano, Nantes, Calais e Parigi il progetto Bagnoli, una fabbrica.

La sua ricerca si apre presto a nuovi linguaggi, includendo video e installazioni: nel 2001 realizza la serie Napoli veduta immaginaria, mentre con Souvenirs d’Italie (2006-2011) osserva alcuni dei luoghi più iconici del Paese, segnati dalla presenza di elementi artificiali e kitsch. In questi anni riceve importanti incarichi istituzionali che ne consolidano la presenza sulla scena contemporanea: Atlante italiano 003, prima committenza sul paesaggio della DARC (Ministero della Cultura); Cantiere d’autore, realizzato nel 2006 per documentare la costruzione del MAXXI di Zaha Hadid; e, nel 2009 il progetto UN:IT UNESCOItalia del MiC, per il quale è invitata a ritrarre il sito archeologico di Paestum. Nel 2013-2014 torna a Bagnoli con un lavoro fotografico e con il video Still in life, nato dalle ceneri del complesso di Città della Scienza, distrutto da un incendio doloso l’anno precedente. Nel 2022 realizza il suo primo lungometraggio, ZioRiz: una narrazione che segue il Volturno dalla sorgente alla foce, attraversando i territori del Molise e della Campania. Le opere di Raffaela Mariniello sono conservate in importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Museo MADRE e il Museo di Capodimonte a Napoli; la Fondazione per l’Arte Contemporanea Sandretto Re Rebaudengo a Torino; l’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma; la Bibliothèque nationale de France, la Maison Européenne de la Photographie e il Fonds National d’Art Contemporain a Parigi.
Silvana LAZZARINO, Roma, 18 Ottobre 2026
Raffaela Mariniello.
“Terra Fertile, Terra di Lavoro, Terra dei Fuochi”
a cura di Francesca Fabiani
presso l’ICCD- Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione Via di San Michele, 18- Roma
Orari apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00
(escluso festivi)
22 ottobre 2026 – 12 febbraio 2027
Ingresso libero. Per informazioni: tel. 06 585521
