Marina Ortona 28-08-2026
Shin bianca e Shin nera
Il 2023 è stato per me l’anno della scoperta della cenere e delle sue innumerevoli proprietĂ . Il 2024 è l’anno in cui ho applicato la ricerca degli smalti a base di cenere su lavori adatti a questo tipo di smalto.
Già , di per sé, parlare di cenere fa pensare a qualcosa di naturale, al ciclo della vita, alla distruzione da cui si può rinascere. Vedere con i miei occhi la bellezza della cenere, provare ogni volta la sorpresa di innumerevoli esperimenti, mi ha fatto investire tanto tempo in questo studio. La ricerca mi ha portato a ricercare ancora.
Tutto questo è molto pericoloso perché si rischia di perdere la ragione. Ma spero di essermi fermata in tempo, almeno per il momento.
Le due Shin sono due lettere stilizzate che hanno vari significati nel mondo ebraico. Sono l’iniziale del nome del Signore. Sono tre fiammelle che indicano il fuoco, e quindi l’ossigeno, e quindi la vita. Sono l’iniziale di una preghiera chiamata Shemà , che viene letta tre volte al giorno e che ricorda l’unicità del Signore e i precetti da tramandare di generazione in generazione. Sono la stessa lettera presente sulle mezuzoth, i contenitori delle pergamene affissi sulle porte della casa ebraica.
Il tre è comunque il numero perfetto.
Il contrasto tra il bianco e il nero è netto. La Shin bianca è in porcellana di Limoges ed è stata ricoperta con uno smalto a base di cenere e polvere di porcellana. La Shin nera è in gres nero ed è stata ricoperta con uno smalto a base di cenere e polvere di gres rosso.
La difficoltà di realizzazione è dovuta al fatto che la porcellana e il gres nero hanno in cottura, e non solo, una riduzione diversa. La mia volontà era quella di creare due forme più o meno uguali nella loro dimensione. Dato che la porcellana ritira molto di più del gres nero, ho dovuto fare in modo che la Shin bianca fosse sin dall’inizio, nella sua fase cruda, più grande della Shin nera. Tutto questo è stato possibile grazie ai calcoli ottenuti applicando la percentuale di riduzione dei due impasti alle misure finali desiderate.
La cottura per entrambe le Shin è avvenuta in un forno elettrico che è arrivato alla soglia di 1280°C.
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