La mostra “Marina Ortona, Ceramiche & Sculture” spiegata opera per opera – VASI

Marina Ortona 02-09-2026

Vasi 

I vasi sono nati in un periodo in cui mi ero dedicata allo studio degli smalti ceramici di alta temperatura. Tra i molteplici ossidi usati, ho voluto sperimentare l’ossido di ferro giallo che aveva la peculiarità di cambiare intensità di marrone e grado di lucidità e opacità, se posto su una superficie in rilievo. E così ho pensato di creare un vaso sulla cui superficie ho inserito lettere in rilievo, alcune specchiate, messe qua e là, senza un ordine logico, ma a una giusta distanza e altezza tra di loro, giusta almeno secondo il mio occhio. E poi ho inserito anche linee verticali e orizzontali a riempire i vuoti. Ricordo che cercai di disegnare su carta millimetrata rilievi che avessero dello spazio intorno, magari una cornice doppia, per poter ricreare un saliscendi di gradini. La forma dei vasi è oblunga e stretta, quasi in equilibrio precario. Ma così la volevo. L’interruzione del bordo continuo sull’apertura superiore, creata dalla presenza di due denti stretti, è una delle ennesime sfide che mi sono posta nella vita. La doppia riduzione dell’argilla, che avviene durante l’asciugatura e la cottura, può avere degli effetti inaspettati e non sempre felici perché la creta subisce delle trazioni diverse a seconda degli spessori presenti nell’opera. Ma a volte si osa troppo e si perde tutto, a volte si osa troppo poco e ci si annoia. Bisogna trovare il giusto equilibrio. Il gres bianco di questi due vasi è stato scelto perché presenta al suo interno della chamotte, argilla cotta e tritata, che aiuta a sopportare sbalzi di temperatura e trazioni eccessive. Inoltre, si tratta di un’argilla che può arrivare anche a 1280°C, che è la temperatura necessaria ad ottenere quello smalto in particolare. Ho ottenuto l’esito voluto: il marrone è diventato più intenso sulle spigolature, sui bordi, sugli incavi; il tortora ha coperto, invece, le superfici più lisce. Ma la cosa più affascinante è che lo smalto è uno solo.
I vasi sono in coppia per poter godere nello stesso momento delle due diverse superfici.