Paolo Gubinelli e l’alchimia del suo segno nella mostra allo Spazio Ophen Virtual Art Gallery (fino al 13 febbraio)

di Silvana LAZZARINO

Curata da Sandro Bongiani, l’esposizione inaugura l’11 dicembre 2021 in occasione della 17 edizione di AMACI Giornata del Contemporaneo

Sandro Bongiani è il curatore dell’esposizione del Maestro Paolo GubinelliSegni, graffi e colore” che può essere percorsa online entrando virtualmente nello Spazio Ophen Virtual Art Gallery a patire dall’11 dicembre 2021 in occasione della Giornata del Contemporaneo AMACI giunta alla sua 17 edizione.

Organizzata dalla Collezione Bongiani Art Museum di Salerno la mostra propone 72 opere tra carte, ceramiche, vetri e progetti in plexiglass realizzate dal Maestro tra il 1977 e il 2021 che offrono un percorso visivo ed emozionale nei luoghi fisici e immaginari del pensiero dell’uomo a cogliere il suo  essere ancorato a dettami logico-razionali, ma allo stesso tempo desideroso di volgere lo sguardo oltre dando respiro a sogni e desideri per troppo tempo celati, dove la parte razionale cede il posto al sentimento all’intuizione.

P. Gubinelli, Graffi,colori in polvere su carta diam. 47

Entro questa dicotomia si muove il segno di Paolo Gubinelli nel suo attraversare ora la carta, ora il cartoncino, ora la ceramica e il vetro, ora il plexiglass per riportare l’attenzione su quella luce interiore che ognuno più o meno inconsapevolmente ha racchiusa in sé e che si collega a quella autenticità delle origini dimenticata da gran parte della società di oggi.

Protagonista di numerose e prestigiose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, Paolo Gubinelli attraverso la sua opera conduce verso una rinnovata visione della realtà dove forma e spazio unitamente al colore, aprono attraverso la forza espressiva del segno, alle transizioni del pensiero quale essenza del ritmo interiore legato alle emozioni.

Nato in provincia di Macerata (Matelica i1946) inizialmente attratto dalla musica, Paolo Gubinelli, ben presto si interessa all’arte di cui apprende tecniche e segreti grazie ad incontri con grandi maestri tra cui Bruno Munari, Enrico Castellani, Mario Nigro e poi Alberto Burri, Giuseppe Uncini, Enrico Castellani e Piero Dorazio, compreso Lucio Fontana dal quale apprende come determinante sia il concetto spaziale che resterà fondante nella sua ricerca. L’arte di Gubinelli, aperta alle varie sperimentazioni dopo diverse esperienze pittoriche su tela e altri materiali con l’uso di tecniche non tradizionali, si accosta alla carta inizialmente lavorando il cartoncino bianco morbido al tatto particolarmente ricettivo alla luce, poi utilizzando al suo posto la carta trasparente, entrambi incisi in modo più e meno intenso secondo strutture geometriche sensibili al gioco della luce.

P. Gubinelli, Incisioni su plexiglass, cm.30x40x13

Attraverso studi di progettazione architettonica e grafica egli ha restituito anche con la tecnica dell’incisione nuova vita alla carta e a diversi materiali da lui trattati. La carta diventa il mezzo di espressione artistica più adatto ad accogliere le trasformazioni lasciate dal segno appena accennato o più marcato nel raccontare stati d’animo lungo l’impalpabilità del tempo che sovrasta questa vita. Attraverso incisioni, tagli, piegature e sfumati di acquerelli con cui esplora lo spazio in divenire della carta, egli racconta aspetti dell’esistenza che spesso sfuggono in una società frenetica e sempre in corsa contro il tempo come quella attuale. Sono l’ascolto di sé e degli altri, la capacità di emozionarsi, il riconoscere le proprie fragilità, a non essere prese in considerazione, forse per la paura di lasciare andare il giudizio, il controllo su di sé e sull’altro, o forse perché i condizionamenti e le mode sono ormai radicate nel pensiero tale da offuscarlo.

 Il segno di Gubinelli rivela all’uomo molto di sé dando voce alle sue luci e alle sue ombre, alle sue aspirazioni e alle sue paure. Come scrive il curatore Sandro Bongiani:

Un segno inciso davvero l’unico come strumento per indagare l’esistenza e la vita oscura dell’uomo. Tracce minime, segnate da un insolito procedere permettono all’artista di rilevare una materia di umori sofferta e decantata, giocata insistentemente sulla presenza e sul filo teso della meditazione tra coscienza, desiderio  e aspirazione.”
P. Gubinelli, Graffi,colori in polvere e spray, cm77x112

Sono proprio i tagli, le incisioni ed i graffi a diventare occasioni per ripensare all’attesa, alla sospensione con cui mettersi in ascolto dei luoghi più silenziosi del pensiero a ritrovare quella leggerezza con cui guardare la vita. Leggerezza che viene espressa anche inserendo nelle opere incise l’uso del colore attraverso la morbidezza dei pastelli, per sottolineare accanto all’incognita sul destino dell’uomo, la magia del sogno quale formula per evadere dal “caos quotidiano”.

I segni del Maestro Gubinelli lasciano spazio all’immaginazione, a ciò che si desideri accada, ma anche all’incertezza per un destino precario dove l’individuo avverte la sua fragilità innanzi all’infinito della natura, della stessa esistenza il cui senso sfugge. Tra cadenze accennate, accarezzate o incise, il segno nel suo vibrare porta con sé pensieri di orizzonti visti e da immaginare tra quel che prima eravamo e ciò che potremmo essere. Volo di farfalla o libellula, di gabbiano o rondine, quel vibrare di un segno come musica sullo spartito, rimanda anche al movimento delle nuvole che attraversano il cielo, o delle onde che si susseguono verso la riva nel ritmo di un pensiero che volge a ricontattare quella parte più autentica con cui tornare ad essere in armonia con sé e gli altri, compreso ogni aspetto dell’universo

P. Gubinelli, Incisioni su plexiglass, cm.22x124x3,5

E’ la presenza di un colore tenue sfumato dei pastelli a sottolineare l’occasione per staccarsi anche per un attimo dalla caotica routine, lasciando spazio alla possibilità di dare voce al cambiamento per rinascere in una nuova consapevolezza.

Il nome di Gubinelli, o meglio la sua arte è associata a nomi importanti del panorama poetico italiano e internazionale. Diversi infatti sono i cataloghi in cui le sue opere sono accostate a poesie inedite di autori tra i quali citiamo: Alberto Bevilacqua, Libero Bigiaretti, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Tonino Guerra, Emilio Isgrò, Clara Janés, Mario Luzi, Alda Merini, Giampiero Neri, e poi Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Tiziano Rossi, Roberto Roversi, Paolo Ruffilli, Mario Santagostini e Maria Luisa Spaziani.

P. Gubinelli, Graffi in rilievo su carta, cm. 70

Le sue opere sono esposte in permanenza nei maggiori musei in Italia e all’estero. Tra le esposizioni citiamo la 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L’Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, con l’installazione di n. 28 carte cm. 102×72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra.

Di lui hanno scritto importanti storici dell’arte e critici tra cui: Giulio Carlo Argan, Giovanni Maria Accame, Cristina Acidini, Paolo Bolpagni, Mirella Branca, Bruno Corà, Roberto Cresti, Francesco Gallo, Mario Luzi, Lara Vinca Masini, Elena Pontiggia, Carmelo Strano, Claudio Strinati, Toni Toniato, Tommaso Trini, Marcello Venturoli, Cesare Vivaldi. Citiamo il commento di Claudio Strinati del 2009:

La carta, con la sua delicatezza, la sua flessibilità, la sua attitudine a lasciarsi modellare diventa per Gubinelli un “medium” estremamente importante che gli permette di esprimersi ai massimi livelli della sua creatività. Non è arbitrario vedere Gubinelli, come molti hanno notato e come è giusto notare, come un vero e proprio “poeta” della pittura. Il suo gesto, in tutti questi lavori, è ridotto a una essenzialità che potrebbe sorprendere ma è invece il frutto di una sorta di distillazione del pensiero che assume concretezza in una personalissima tendenza verso la riduzione al fattore minimo ma, forse proprio per questo, carico di un significato intenso e coinvolgente. Nulla di più lontano da quella moda “minimalistica” che ha dilagato negli anni stessi della maturità di un artista come Gubinelli, in Italia e fuori d’Italia. Gubinelli, in verità, non è artista che possa essere ingabbiato in una formula definitoria tale da inquadrarlo una volta per tutte. Il suo lirismo, più volte richiamato dalla critica attenta e consapevole, è profondamente venato di “concettualismo” ma la sua è una ricerca di forza comunicativa, non di un ripiegamento tale da risultare alla fine inconcludente e deludente”.

Silvana LAZZARINO   Roma 10 novembre 2021

Spazio Ophen Virtual Art Gallery

Mostra Antologica di Paolo Gubinelli

“Segni, graffi e colore”

(Carte, ceramiche, vetri e progetti in plexiglass)

 Opere dal 1977- 2021

a cura di Sandro Bongiani

11 dicembre 2021 – 13 febbraio 2022

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY   http://www.collezionebongianiartmuseum.it