Chiude Tefaf (Maastricht 2024) con numeri da record. Tra i capolavori un “Ambulante” della Galleria Canesso (Italian ‘n english text)

redazione

L’edizione Tefaf (The european fine art fair) 2024 certamente resterà tra gli annali delle Fiere mondiali dell’antiquariato come una delle maggiormente significative, per la straordinaria partecipazione di pubblico, il grande numero di espositori, e soprattutto per le realizzazioni in termini economici verificatesi nei sei giorni di frenetiche trattative. Considerato il vetting che precede l’esposizione la qualità delle offerte non poteva che essere assai spesso di eccezionale valore, tanto commerciale quanto artistico.

Maestro dell’Ambulante Canesso, Il Venditore di risme, fine XVII sec. olio su tela 171.5 x 103.5 cm

In questo senso un dipinto particolarmente significatico è apparso nello stand dell’antiquario Maurizio Canesso che ha messo in mostra, tra varie opere di rilievo, un capolavoro che oltre che per il valore antiquariale, proprio dal punto di vista  storico artistico ha attirato l’attenzione degli studiosi e degli appassionati.

Si tratta della raffigurazione di un “ambulante” il cui autore ora prende non per caso il nome di “Maestro dell’Ambulante Canesso“; ma del dipinto vale la pena ripercorrere la vicenda inserendolo naturalmente in quella serie di opere che hanno inteso immortalare i cosidetti poveri di strada tenendo presente che già altri grandi nomi di artisti soprattutto seicenteschi ma anche dei primi del Settecento, ne avevano fatto il soggetto delle loro raffigurazioni: i Carracci, Velàzquez, Georges de La Tour, Michael Sweerts, Murillo, seppure in modo sporadico; poi erano arrivati i contadini dei tre fratelli Le Nain, francesi di Lorena e adesso, prima che questo tipo di pittura diventasse un soggetto di genere, Pietro Bellotti, Giacomo Francesco Cipper, detto il Todeschini, Antonio Cifrondi, Giacomo Ceruti.

Chi è insomma l’autore del Ritratto del venditore ambulante sub judice?

Da quando Maurizio Canesso l’ha scoperto in una collezione parigina, questo intrigante quanto importante dipinto è divenuto una sorta di sfida che vari storici dell’arte hanno ingaggiato per delinearne la figura.

Va detto che il piccolo ambulante piaceva molto all’aristocrazia britannica. Vestito di stracci, con un grembiule da massaia in vita, zoccoli fuori taglia ai piedi e un enorme cappello nero in testa, girava per le strade assolate, o umide di pioggia, offrendo stampe e libri da risma. Erano brochures di pochi fogli non rilegati, edizioni popolari di poesia triviale o moraleggiante che il venditore custodiva in un paniere di vimini.

A metà del XVIII secolo il dipinto che lo ritrae si trovava nella collezione di Patrick Home of Billie and Wedderburn e ancora nel 1925 era appeso a una parete di Paxton House, grande e prestigiosa dimora palladiana nel Berwickshire, al confine con la Scozia.

Della sua nobile provenienza e dei successivi passaggi di proprietà si conosce quasi tutto, ma non il nome di chi lo ritrasse. Attribuito dapprima a Giovanni Mannozzi detto Giovanni da San Giovanni, un pittore fiorentino della corte medicea, ritenuto poi opera della scuola di Murillo per gli effetti di chiaro scuro e per una certa sensibilità pauperistica, il dipinto venne quindi attribuito a Giacomo Ceruti per il soggetto tratto dal mondo dei poveri pitocchi. Recentemente è stato riferito alla mano del Maestro dell’ambulante Canesso – dal nome della galleria che lo ha ritrovato e lo ha promosso tra i vari filoni della sua specialità. Fin dall’inizio la Galleria Canesso si occupa, tra l’altro, di pittura del realismo e di dipinti di genere.

Recentemente è stato esposto alla grande mostra Giacomo Ceruti nell’Europa del Settecento, Miseria & Nobiltà, presentata al Museo di Santa Giulia di Brescia nel 2023

English Text

Master of the Canesso Peddler (Maestro dell’Ambulante Canesso)
Active in Northern Italy in the late 17th century
A Book Peddler / Vendor of libri da risma
Oil on canvas, 67½ x 40¾ in (171.5 x 103.5 cm)
1670/1690
He wasn’t the only one to immortalize paupers: the Carraccis, Velázquez, Georges de La Tour, Michael Sweerts and Murillo had all done it before him, even if only sporadically, then came the peasants of the three Le Nain brothers, French painters from Lorraine, and after that, before this type of picture became a genre subject, Pietro Bellotti, Giacomo Francesco Cipper (“il Todeschini”), Antonio Cifrondi and Giacomo Ceruti. Who was the author of this Portrait of a Peddler? We have been wondering about this for some years, ever since Maurizio Canesso discovered it in a private collection in Paris. Meanwhile, his intriguing painting had become an attributional challenge for art historians.
Dressed in rags, with a household apron around his waist, oversized clogs on his feet and an enormous brown hat on his head, this itinerant vendor would have wandered through the streets, sunny or rain-soaked, offering prints and booklets by the ream – “libri da risma”.
These were brochures made of a few unbound sheets and consisted of popular editions of trivial or moralizing poetry, kept by the peddler in a wicker basket. The portrait was no doubt popular with the aristocracy in the United Kingdom. In the mid-18th century, it was in the collection of Patrick Home of Billie and Wedderburn and in 1925 it was still hanging in Paxton House, a prestigious neo-Palladian residence in Berwickshire, close to the Scots-English border. We know almost everything about its noble provenance and subsequent changes of ownership, but not its authorship.
First ascribed to Giovanni Mannozzi, known as Giovanni di San Giovanni, a Florentine painter at the court of the Medici, and later thought to be by the school of Murillo for its chiaroscuro effects and a certain pauper-themed sensibility, the painting was then given to Giacomo Ceruti because of the subject related to mendicants. The canvas has recently been attributed to the Master of the Canesso Peddler – echoing the name of our gallery, which rediscovered it and brought it to wider attention within our special field; ever since our foundation one of our interests has been the painting of reality and genre painting. In 2023 this Portrait of a Peddler was presented at Giacomo Ceruti nell’Europa del Settecento, Miseria & Nobiltà, a major exhibition held at the Museo di Santa Giulia in Brescia.
Provenance:
Patrick Home (1728-1808), Paxton House, near Berwick-upon-Tweed; Miss Jean Milne Home, Paxton House; Home Robertson family, Wedderburn Castle and Paxton House; Christie’s sale, London, 25 November 1960, lot 136 (as Giacomo Ceruti); Paris, Galerie Knoedler, 1969; Paris, collection of Maurice Rheims (1910-2003).
Literature:
– Christopher Hussey, “Paxton House, Berwickshire. A seat of Miss Milne Home”, Country Life, March 1925, p. 451, fig. 15, as Manozzi, Roman School, c. 1630 (i.e., Giovanni Mannozzi, called Giovanni da San Giovanni, 1592-1636);
– Magnolia Scudieri Maggi, in Capolavori & Restauri, exh. cat., Florence, Palazzo Vecchio, 14 December 1986 – 26 April 1987, pp. 299-300, under no. 9;
– Carlo Dumontet and Dennis E. Rhodes, “A bibliographical painting”, The Book Collector, vol. 61, no 2, Summer 2012, pp. 219-225;
– Roberta D’Adda, Francesco Frangi and Alessandro Morandotti, in eidem, eds., Giacomo Ceruti nell’Europa del Settecento, Miseria & Nobiltà, exh. cat., Brescia, Museo di Santa Giulia, 11 February – 28 May 2023, p. 138, pp. 160-161, cat. no. III.12.
Exhibitions:
– Maîtres Anciens, M. Knoedler et Cie, Paris, 1969, no. 4 (as Giacomo Ceruti);
– Giacomo Ceruti nell’Europa del Settecento, Miseria & Nobiltà, Brescia, Museo di Santa Giulia, 11 February – 28 May 2023, no. III.12.
Comparative work:
Painting: A copy of this composition appeared at the Biennale degli Antiquari in Florence in 1967 (see Mercanti, collezionisti e musei. Le ventiquattro Biennali di Firenze, Turin: Umberto Allemandi, 2007, p. 42, no. 26, as An Almanac Seller by Giacomo Ceruti, c. 1710).
Roma 14 Marzo 2024