Marina Ortona 09-09-2026
Sassi sagomati bianchi
Sassi sagomati marroni slavati
Sassi sagomati marroni dorati
Sassi sagomati con coperchio
Nel 2023 ho avuto la fortuna di seguire un workshop, uno degli innumerevoli, sugli smalti. Quello che caratterizzava questo in particolare, oltre al fatto che mi trovavo in una zona etrusca, il che mi affascinava senz’altro, era l’utilizzo della cenere dell’albero.
In Cina vennero trovate delle ciotole su cui avevano applicato sopra uno smalto con una composizione anomala. Esso presentava un eccesso di elementi non giustificabili dalle ricette usuali. Si è scoperto, così, che la cenere di legno in cui erano presenti questi elementi, veniva aggiunta allo smalto e si è scoperto, altresì, che ad alte temperature vetrificava.
Da questo è nato uno studio ulteriore in tempi recenti, in Occidente, che ha messo in luce le diversità di alberi e quindi le diversità delle ceneri. Ogni albero ha, tra l’altro, elementi differenti se proviene dal fusto o dai rami.
La cenere è un potente fluidificante: è per questo che è necessario mescolarla in poca quantità per evitare che lo smalto si sciolga completamente e inondi le lastre del forno, compromettendo tutto il lavoro.
La cenere va mescolata in proporzioni determinate alle polveri di argilla e quello che io ho fatto è proprio questo. Un lavoro meticoloso e rigoroso. Si possono ottenere risultati diversi a seconda se la cenere venga lavata per decantazione e per più giorni, oppure no. Io preferisco lavarla per evitare i puntini bianchi sulla superficie, che indicano la presenza di alcali e che disturbano il risultato finale.
I sassi sagomati sono delle sperimentazioni di questo processo complicato. Una parte li ho divisi in due per ottenere dei sassi scoperchiabili. La cottura è avvenuta in un forno elettrico, anche se sembra invece uno a legna, che è arrivato a 1280°C.
Per i sassi con coperchio ho messo su un gres bianco, della cenere mescolata a polvere di gres rosso; su un gres nero della cenere mescolata a polvere di gres rosso.
Per i sassi senza coperchio ho messo su porcellana della cenere mescolata a porcellana; sul gres nero della cenere mescolata alla polvere di gres rosso. Insomma, ho fatto un po’ di miscugli per sperimentare “e vedere di nascosto l’effetto che fa”, come direbbe il grande Enzo Jannacci.
Questo lavoro è durato qualche mese e una parte di questi sassi è stato presentato nel 2024 al Museo Civico Archeologico di Tolfa nell’ambito della mostra “Ispirati (d)alla foresta”.
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