Presentata la Stagione 2021-2022 di Santa Cecilia. Musicisti e interpreti di grande spessore per un programma tutto da seguire.

di Claudio LISTANTI

E’ stata presentata a Roma la Stagione concertistica 2021-2022 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Un programma, come di consueto, di grandi dimensioni con 28 concerti sinfonici e 18 cameristici che prevede la partecipazione di interpreti di primo piano che proporranno un repertorio di grande presa sul pubblico.

Fig. 1 Un momento della presentazione della stagione 2021-2022 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Porre in evidenza una stagione di questa portata, pone noi cronisti nella inevitabile difficoltà di sintetizzare degnamente quanto in essa contenuto ma tenteremo di esporre con chiarezza i momenti fondamentali che il cartellone presentato ci propone.

Fig. 2 Il direttore d’orchestra Jakub Hrusa © Accademia Nazionale di Santa Cecilia-Musacchio, Ianniello & Pasqualini

La stagione sinfonica sarà inaugurata il prossimo 7 ottobre (con repliche l’8 e 9 ottobre) con uno dei capolavori sinfonici più apprezzati dal grande pubblico: la Sinfonia n. 2 in do minore “Resurrezione” di Gustav Mahler. A dirigerla sarà il direttore ceco Jakub Hrůša, fresco di nomina a Direttore Ospite Principale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Un incarico ‘prestigioso’ dalla durata triennale che lo vedrà impegnato in almeno tre produzioni e alla guida di alcuni progetti speciali ed al quale sarà anche affidata tournée nazionale o internazionale.

Hrůša dirigerà l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia assieme al Coro istruito da Piero Monti avendo a disposizione per il capolavoro mahleriano anche due voci soliste specializzate in questo tipo di repertorio, quella di Rachel Willis-Sørensen soprano e Wiebke Lehmkuhl contralto.

Anche il secondo appuntamento di Hrůša con l’esigente pubblico ceciliano è di grande spessore. Previsto a giugno (9, 10 e 11) possiede un programma dedicato alla sua terra che comprende la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvořák e la Missa Glagolitica di Leoš Janacek brano di rara esecuzione se solo si pensa che manca dai concerti di Santa Cecilia da 25 anni. Assieme ad Orchestra e Coro di Santa Cecilia anche in questo caso una compagnia di canto di specialisti: Kateřina Kněžíková, Jarmila Balážová, Richard Samek e Jozef Benci.

Fig. 3 Il direttore d’orchestra Antonio Pappano

I concerti di Antonio Pappano.

Non si può parlare della Stagione Sinfonica di Santa Cecilia senza porre in evidenza i concerti che vedranno protagonista Antonio Pappano.

Sono otto gli appuntamenti con il Direttore Musicale dell’istituzione romana. Il primo è a fine novembre (25, 26 e 27) con il Concerto per pianoforte n. 1 di Johannes Brahms assieme a Daniil Trifonov e la Sinfonia n. 1 di Jean Sibelius. A gennaio (27, 28, 29) un concerto interamente dedicato a Gioacchino Rossini con l’esecuzione della Messa di Gloria che vedrà impegnati il soprano Eleonora Buratto, il contralto Teresa Iervolino, i tenori Javier Camarena e Michael Spyres e il basso Carlo Lepore. Nel concerto, inoltre, si potranno ascoltare le Arie “Quali accenti – Bella imago degli dèi” dalla Semiramide, “E a tanto giunger puote” da Otello, e la Sinfonia da Armida. Parallelamente a questa occasione sarà dedicata al ricordo all’ex Presidente di Santa Cecilia Bruno Cagli una giornata di studi rossiniani.

Nel mese di febbraio (3, 4 ,5) Pappano sarà protagonista della prima esecuzione italiana del Concerto per pianoforte e orchestra di Thomas Adès presentato assieme a L’apprenti sorcier di Paul Dukas e Also sprach Zarathustra di Richard Strauss.

A marzo due concerti di Antonio Pappano. Il 17, 18 e 19 Pappano dirigerà la Faust-Cantata del russo Alfred Schnittke alla quale contrapporrà la monumentale Sinfonia n. 9 di Anton Bruckner. Il 24, 25 e 26 marzo un programma composto da brani di autori inglesi del ‘900: i il Concerto per violino di Benjamin Britten, opera che manca da Santa Cecilia dal 1978 con la partecipazione della violinista Janine Jansen abbinato alle Enigma Variatios di Edward Elgar e alla Fantasia on a theme by Thomas Tallis di Ralph Vaughan Williams.

Fig. 4 La violinista Lisa Batiashvili

Ad aprile altri due concerti. Il 7, 8 e 9 un altro brano poco eseguito che manca da Santa Cecilia dal 1976, il Concerto per violino n. 3 di Camille Saint-Saëns assieme alla violinista Lisa Batiashvili. Nella stessa serata una prima esecuzione assoluta, Dosàna nóva, del compositore veneziano Claudio Ambrosini da poco nominato Accademico di Santa Cecilia e la Sinfonia n. 4 di Johannes Brahms.

Il 21, 22 e 23 aprile un programma tutto ‘italiano’ con Pappano che guiderà l’Orchestra e il Coro dell’Accademia assieme al tenore Saimir Pirgu e al baritono Mattia Olivieri. In programma la Messa di Gloria di Giacomo Puccini che manca a Santa Cecilia dal 1990 con accanto l’Elegia di Amilcare Ponchielli e il poema sinfonico di Victor De Sabata Juventus.

A completamento della partecipazione di Antonio Pappano alla stagione di Santa Cecilia c’è da segnalare il concerto del 12 marzo nel quale il direttore eseguirà Turandot di Giacomo Puccini. Certo l’evento non farà piacere agli abbonati in quanto ‘fuori abbonamento’ ed in unica recita coincidente con la registrazione discografica del capolavoro pucciniano ripetendo così l’esperienza di Aida di qualche anno fa.

Fig. 5 Sondra Radvanovsky, Jonas Kaufmann e Antonio Pappano protagonisti di Turandot

La compagnia di canto è formata da Jonas Kaufmann Calaf, Sondra Radvanovsky Turandot, Ermonela Jaho Liu, Michael Spyres Altum, Gregory Bonfatti Pang, Siyabonga Maqungo Pong, Mattia Olivieri Ping e Michele Pertusi Timur.

Fig. 6 Il direttore d’orchestra Kirill Petrenko

Altri grandi direttori per la stagione sinfonica.

Accanto ai concerti di Antonio Pappano ci saranno numerosi appuntamenti con altri grandi direttori. Ad iniziare dal secondo concerto in programma il 13 ottobre (repliche il 15 e il 16) affidato a Kirill Petrenko che presenterà l’Ouverture Calma di mare e viaggio felice di Mendelssohn al fianco del Concerto per pianoforte n. 2 di Brahms con il pianista Boris Giltburg e la conclusione della serata affidata La Mer di Debussy.

Fig. 7 Il direttore d’orchestra Philippe Herreweghe © Michiel Hendryckx

Il 28, 29 e 30 ottobre un importante debutto alla guida dell’Orchestra di Santa Cecilia, quello del direttore belga Philippe Herreweghe. Nel programma il Concerto per pianoforte di Schumann con il pianista Alexander Lonquich e assieme al Coro femminile dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, con l’attore e regista teatrale Walter Malosti che proporrà un proprio adattamento del capolavoro shakespeariano.

Il 13, 14 e 15 gennaio un altro direttore eccellente, l’inglese John Eliot Gardiner, con una interessante proposta di carattere musicologico: la prima ripresa in tempi moderni de La Creazione del mondo di Haydn nella versione in italiano su libretto di Giuseppe Carpani. Con l’Orchestra e Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, una compagnia di canto formata da Lenneke Ruiten soprano, Giovanni Sala tenore e Roberto Lorenzi baritono.

Fig. 8 Il direttore d’orchestra John Eliot Gardiner

Da segnalare anche la presenza di Daniel Harding che ritorna sul podio ceciliano il 16, 17 e 18 giugno per la chiusura della stagione affidata a Ein Heldenleben di Strauss e al Concerto per pianoforte di Grieg, eseguito assieme al pianista Paul Lewis.

Tra gli altri direttori da ricordare la presenza di Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Michele Mariotti recentemente nominato Direttore Principale dell’Opera di Roma, Tugan Sokhiev, Markus Stenz, Manfred Honeck e Tan Dun.

Per la Musica da Camera appuntamenti con i grandi del pianoforte.

Fig. 9 Il pianista Ivo Pogorelich © Malcolm Crowthers

Come accennato prima la Stagione di Musica da Camera prevede ben 18 concerti. Nell’insieme questa importante sezione della stagione concertistica sembra avere le sembianze di un festival del pianoforte con molti degli autori, e delle opere, appartenenti a questo genere di musica forse un po’ trascurati anche se, per essere giusti, ci sono comunque proposte di grande livello e di grande interesse.

Il pianista croato Ivo Pogorelich inaugurerà la stagione in 18 ottobre con un concerto principalmente dedicato a Chopin con la Fantasia op. 49, la Polonaise Fantasie op.61 e la Sonata n. 3 op. 58; capolavori ai quali saranno abbinati i Momenti Musicali D 780 di Schubert.

Fig. 10 Il pianista Arcadi Volodos © Marco-Borggreve

Nel successivo concerto, l’ 8 novembre, è prevista la partecipazione del pianista Seong-Jin Cho, ultimo vincitore del Concorso Chopin (2015) con un programma comprendente Gaspard de la nuit di Ravel e i 4 Scherzi di Chopin. Poi altri pianisti Jean-Yves Thibaudet (15 novembre) con, in una unica serata, i Préludes di Debussy (Livre I e II) e Arcadi Volodos (29 novembre) con Brahms e Schubert.

Fig. 11 La pianista Angela Hewitt © James Katz

Il 2022 si apre con la pianista britannica Angela Hewitt (19 gennaio) con il suo ‘preferito Bach abbinato a Couperin e Scarlatti. Il 7 febbraio il ritorno del nostro grande Maurizio Pollini che si esibirà per uno dei suoi pubblici preferiti con un programma, però, ancora da definire. Il 14 febbraio un eccezionale duo pianistico costituito da Daniil Trifonov e Sergei Babayan per un programma dedicato a Rachmaninov.

Il 16 marzo il pianista russo Nikolai Lugansky con due sonate di Beethoven, la 101 e l’“Appassionata”, il Preludio Corale e Fuga di Franck e gli Etudes tableaux di Rachmaninov. L’11 aprile Grigory Sokolov chiuderà questo ‘festival pianistico’ ricordando che, al suo interno, è previsto un ‘fuori abbonamento’, il 6 dicembre, con Lang Lang, per un concerto il cui programma è ancora da definire.

Fig. 12 Il direttore d’orchestra Federico Maria Sardelli © Michele Monasta

Le altre manifestazioni della musica da camera sono affidate, per lo più, a musicisti italiani. Infatti se si eccettua, il 23 marzo, un concerto con la violinista olandese Janine Jansen e il pianista russo Denis Khozhukin, saranno molti gli strumentisti italiani che potremo ascoltare all’Auditorium Parco della Musica. Ad iniziare dai due nostri violoncellisti Mario Brunello e Giovanni Sollima (25 ottobre) che proporranno un programma eclettico intitolato “Suite Italienne” che comprende pagine di autori italiani o ispirate all’Italia come la Suite di Stravinsky alla quale sarà abbinata la Bohemian Rhapsody dei Queen.

Il 24 novembre il ‘barocco’ di Antonio Vivaldi affidato ad uno dei più quotati interpreti del musicista veneziano: Federico Maria Sardelli. Assieme all’Accademia Barocca ed al Coro di Santa Cecilia eseguirà l’oratorio Juditha Triumphans.

Ci sarà anche un concerto per quartetto d’archi genere un po’ trascurato qui a Santa Cecilia, con un programma, però, molto attraente. Il 3 febbraio, infatti, sul palco ci sarà il Quartetto Adorno con l’op. 130 (con la Grande Fuga op. 133) di Beethoven e il Quartetto n. 14, op.142 di Šostakovič accanto alle miniature delle Sei Bagatelle op. 9 di Webern.

Il 22 febbraio un altro appuntamento con un grande della musica: Claudio Monteverdi. Protagonista il controtenore Raffaele Pe assieme all’ensemble La Lira d’Orfeo. Nel programma canzoni, arie e mottetti del musicista cremonese.

Per conoscere tutti i dettagli di questa ‘sostanziosa’, doppia stagione concertistica e per sanare le, purtroppo, inevitabili mancanze della nostra presentazione è necessario connettersi al sito www.santacecilia.it

Claudio LISTANTI Roma 11 luglio 2021