Pillole di speculazione intellettuale: il “principio di emancipazione” della materia.

di Franco LUCCICHENTI

Considerazioni generali di un agnostico sul senso delle cose del mondo

L’universo osservato è emerso da un esplosione di materia in assenza di segnali relativi ad alcunché di preesistente. Fig.1

La materia emersa sembra obbedire a un “principio generale di aggregazione”. L’aggregazione che forma nel tempo complessità prima inorganiche poi organiche appare sottoposta ad una azione convulsa e senza scopo se non la pura esplorazione di “possibilità” formali poi esistenziali.

Nel dispiegarsi degli eventi e del tempo relativo, una serie di impedimenti naturali ha escluso  gran parte delle ”possibilità “di appartenere con continuità allo spazio e al tempo. La materia organica, nello sviluppo dei fenomeni, possiede grande capacità di esplorare possibilità e diversità, ma scarsa resistenza a permanere nel tempo.Fig.2

I fenomeni appaiono sottoposti  tutti a vincoli ferrei ( leggi della fisica ). I vincoli della fisica e le criticità ambientali hanno lasciato FILTRARE dopo un tempo, in scala umana molto lungo, la vita cosciente nel nostro pianeta. E’ presumibile che il fenomeno non sia rarissimo nell’universo.

La coscienza emersa dalla materia permette al mondo di essere osservato e di “rivelarsi” alla vita animale e all’uomo attraverso un complesso sistema sensoriale. Definisco il fenomeno “autorivelazione del mondo o principio narcisista”. Fig. 3

L’interazione tra coscienza umana e universo osservato ha consentito all’uomo mediante la speculazione intellettuale  di dilatare la sua esperienza spaziale e temporale fino  alle origini del mondo e proiettarsi nel futuro remoto. La coscienza appare così come una possibilità o addirittura come strumento di emancipazione dagli stretti vincoli materiali e spazio temporali dell’essere. La selezione esercitata dai vincoli ambientali e dalle leggi della fisica ha permesso  al mondo materiale di dotarsi, con la vita cosciente, di una “possibilità di trascendere” la mera materialità .

Ritengo che la materia che forma l’universo obbedisca a un “principio di emancipazione” dai suoi vincoli strutturali  e che abbia  un destino finalizzato ad accedere a possibilità esistenziali ulteriori nascoste e imprevedibili. La selezione naturale ”sottostà” al principio di emancipazione.Fig. 4

La vita individuale contribuisce al processo in atto lasciando comunque un “orma” nello spazio e nel tempo fisico. Questa “orma” apparterrà per sempre all’eternità delle cose che sono entrate nel tempo per partecipare e dare impulso al processo “evolutivo”. Forse un “grande attrattore” nel caos cosmico originale ha favorito tra miliardi di possibilità l’emergere della coscienza dall’universo per permettere alla vita  di superare la fase strettamente fisica che la supporta per aprire alla “possibilità” di accedere  a dimensioni trascendenti e ulteriori.

Il senso della vita è nella partecipazione al processo descritto.

DIO è una proiezione della coscienza verso l’infinito, pura possibilità che si perde in lontananze remote e inaccessibili. E’ in questi luoghi fuori dal tempo che  il desiderio di trascendenza degli uomini sostanzia dio nella bellezza del mondo. Dio è un “precipitato” spirituale tra desiderio e possibilità. Fig. 5

Franco LUCCICHENTI  Roma 4 Dicembre 2022

Bibliografia: Da Platone a Pierre Teilhard de Chardin