Paolo Gubinelli nella collettiva “Alpha Beta”a Rome Art Week presso la Alessandro Vitiello Home Gallery

di Silvana LAZZARINO

Paolo Gubinelli e altri importanti artisti nella collettiva “Alpha Beta” presentata a Rome Art Week presso la Alessandro Vitiello Home Gallery e visibile sul sito www.avhg.it

Entro un rinnovato ascolto delle emozioni a partire dalle infinite aspirazioni dell’uomo nel suo attendere e sperare, nel suo proiettarsi alla ricerca di risposte a al senso profondo di questa esistenza dove tutto trascorre e si ripete passando dal giorno alla notte, dal visibile all’invisibile, conduce l’arte del Maestro Paolo Gubinelli, il cui segno in divenire tra atmosfere e spazi di luce apre alle transizioni del pensiero a recuperare le origini del proprio tempo.

Tra i più affermati artisti contemporanei protagonista di numerose e prestigiose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, Paolo Gubinelli attraverso studi di progettazione architettonica e grafica ha restituito anche con la tecnica dell’incisione nuova vita ai diversi materiali da lui trattati, primi fra tutti la carta mezzo di espressione artistica più adatto ad accogliere le trasformazioni lasciate dal segno appena accennato o più marcato nel raccontare stati d’animo lungo l’impalpabilità del tempo che sovrasta questa vita.

Paolo-Gubinelli, Alphabeta,-1-2019-Colori-in-polvere-su-carta-cm-70×50

Le sue opere, nel restituire le armonie e inquietudini della vita, fanno del segno con la sua essenza e chiarezza, quel simbolo privilegiato con cui cogliere  la consapevolezza  dell’ascolto interiore, il proprio punto iniziale dove complessità e semplicità si incontrano, un segno che rinvita ad accogliere anche ogni aspetto più semplice della stessa esistenza portatore di nuova bellezza e rinascita.

La Bellezza del segno rigoroso, ma anche sinuoso e sfuggente, dal tratto continuo ed interrotto talora attraversato da tenui sfumature di colore, restituisce la magia del sogno possibile quale evasione dalle ombre della sera. Le sue composizioni su carta attraversate da segni linee, sfumati di colore, sono protagoniste, insieme ad opere di altri artisti, della mostra collettiva Alpha Beta” a cura del critico e storico dell’arte Francesco Gallo Mazzeo, presentata lo scorso 29 ottobre a Roma nell’ambito della Rassegna Rome Art Week presso la Alessandro Vitiello Home Gallery (Via delle Tre Cannelle 22 – 00187 Roma,  www.avhg.it ). Con l’intento di voler contribuire allo sviluppo e alla promozione dell’arte in Italia, il giornalista, imprenditore e collezionista Alessandro Vitiello, ha dato vita ad una Start up culturale Alessandro Vitiello Home Gallery. Fondata nel 2016, la “casa galleria” trend internazionale che rispecchia il crescente interesse dei collezionisti a condividere le proprie raccolte così immettendo nel sistema idee e risorse, oltre a ospitare esposizioni d’arte, happening letterari e concerti. La “casa galleria” è partner di progetti e iniziative di significativo spessore scientifico.

Gianfranco-Notargiacomo, Alphabeta-1-2019-Acrilico-su-carta-cm-70×50

La mostra collettiva accanto ad opere del Maestro Paolo Gubinelli presenta lavori di Salvatore Dominelli, Michele De Luca, Salvatore Pupillo, Claudio Bianchi, Gianni Asdrubali, Pippo Altomare, Gianfranco Notargiacono, Nino De Luca, Nelio Sonego, Annalaura di Luggo, Achille Pace.

Dodici artisti che seguendo ciascuno il proprio percorso creativo, si sono confrontati con la pittura astratta trasformando le parole in colore e segni a partire dal loro significato e ritmo espressivo. Un percorso dove il pensiero risuona della forza delle parole e delle immagini come fossero due espressioni diverse eppure complementari del sentire le emozioni della vita. Se le parole variano nel loro significato e interpretazione legata a diversi ambiti come la declamazione poetica, il teatro, la lirica, le immagini ad esempio legate all’universo della pittura, appaiono immobili, ma solo in apparenza poiché entro quei segni e forme vi è un divenire di emozioni. Ha scritto Clementina Gallo Bazan:

Questa raccolta, di ventiquattro opere, è un atlante affascinante, tra i tanti possibili, di colore e colori, di gesti e gesti, che nella loro semplicità apparente nascondono, anche quando rivelano, tesori di creatività, che sono maschere e volti nello stesso tempo, come tutti lo siamo quando, sorridiamo al grigio e siamo perplessi al solare, perché tutto è fuori di noi, come pretesto, ma il testo è tutto dentro di noi, come biblos”.

Ciascun artista ha proiettato attraverso rappresentazioni di forme e colori il proprio sentire facendo uso di diverse tecniche dal carboncino e china alle polveri a filo e stoffa su carta, dall’acrilico ai pigmenti su tela, per fermare in un’immagine aspetti vicini e lontani di luoghi reali o immaginati, di ricordi e sogni da restituire agli osservatori come nuovo orizzonte in cui ciascuno possa ritrovare qualche aspetto di sé. Così scrive il curatore Francesco Gallo Mazzeo:

L’importante è che restino le impronte, i segni, le opere. Le sole cose che regnano e restano anche quando gli autori sono svaporati, svaniti, presi dal tempo, sì, dal tempo, quello imprendibile, che è lì, sempre lì, a interrompere tutto, con velario, rigido, ossuto, che non filtra la luce, che trattiene gli odori.”

Vi invitiamo a visitare il sito della Alessandro Vitiello Home Gallery da cui riporto questa frase in apertura riferita al testo di Clementina Gallo Bazan:

lavorare in Alpha e in Beta, vuol dire stare con i fondamenti del pensiero, con le parole e con le immagini. Sono poli opposti, ma convergenti. Il primo mobile, il secondo immobile. Questa raccolta di opere è un atlante affascinante, che rivela tesori di creatività, maschere e volti astratti.”

Sulla pagina della “home gallery” Alessandro Vitiello è presente per la regia di Antonio Castaldo un docufilm inedito sulla “casa galleria” e sull’esposizione che è stato proiettato durante i tre giorni di inaugurazione dal 29 al 31 ottobre 2020.

Paolo Gubinelli, nato in provincia di Macerata (Matelica i1946) inizialmente attratto dalla musica, ben presto si interessa all’arte di cui apprende tecniche e segreti grazie ad incontri con grandi maestri tra cui Bruno Munari, Enrico Castellani, Mario Nigro e poi Alberto Burri, Giuseppe Uncini, Enrico Castellani e Piero Dorazio, compreso Lucio Fontana dal quale apprende come determinante sia il concetto spaziale che resterà fondante nella sua ricerca. Aperta alle varie sperimentazioni l’arte di Gubinelli dopo diverse esperienze pittoriche su tela e altri materiali con l’uso di tecniche non tradizionali, si accosta alla carta inizialmente lavorando il cartoncino bianco morbido al tatto particolarmente ricettivo alla luce, poi utilizzando al suo posto la carta trasparente, entrambi incisi in modo più e meno intenso secondo strutture geometriche sensibili al gioco della luce.

Paolo Gubinelli, Alphabeta, 2 2019, Colori in polvere su carta cm. 70×50

La carta infatti attraverso incisioni, tagli, piegature e acquerelli, gli ha permesso di raccontare aspetti dell’esistenza che spesso sfuggono in una società frenetica e sempre in corsa contro il tempo come quella attuale. In particolare sono proprio questi tagli e incisioni che diventano occasioni per ripensare all’attesa, alla sospensione con cui mettersi in ascolto dei luoghi più silenziosi del pensiero a ritrovare quella leggerezza con cui guardare la vita. Leggerezza quale dispersione dell’ascolto di quanto accade intorno, o meglio assenza di interesse  per ciò che circonda l’individuo se non riferito alla sua persona, ma anche vista come fragilità propria del vivere che viene espressa in leggere incisioni ritmiche a scandire un tempo assente, cui si accompagna anche l’uso del colore attraverso la morbidezza dei pastelli, per sottolineare come accanto all’incertezza e all’incognita sul destino dell’uomo,  vi sia una possibile apertura alla magia del sogno quale formula per evadere dal caos quotidiano e perdersi quasi smarrendo il proprio sé.

Il segno ed il colore diventano anche vie per esplorare il visibile dietro l’invisibile, L’ alternarsi di trasparenze visive ed emotive restituite da sfumature pastello e lievi incisioni di linee in divenire, indirizzando l’uomo a percepire quel senso di smarrimento innanzi all’infinito della Natura risvegliano in lui una nuova consapevolezza per rinascere. È un segno quello di Paolo Gubinelli che ora definisce verità attraverso la precisione, ora apre al cambiamento, alle possibilità della vita nel suo mostrarsi appena accennato e in divenire. Sono proprio i segni abbozzati a far pensare a possibili forme che ancora non sono definite, come anche i colori quando appena accennati aprono a diverse storie legate ai pensieri di chi ne sarà catturato. Il segno geometrico, nelle sue ultime produzioni, da rigoroso e costruttivo ha acquistato sempre più maggior libertà attraverso l’uso di pastelli colorati e incisioni appena avvertibili a scandire l’imprevedibile moto della coscienza entro un’interpretazione tutta lirico musicale.

Tra le mostre cui ha preso parte il Maestro Paolo Gubinelli, va ricordata la 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L’Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, con l’installazione di n. 28 carte cm. 102×72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra.

Il nome di Gubinelli, o meglio la sua arte è associata a nomi importanti del panorama poetico italiano e internazionale. Diversi infatti sono i cataloghi in cui le sue opere sono accostate a poesie inedite di autori tra i quali citiamo: Alberto Bevilacqua, Libero Bigiaretti, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Tonino Guerra, Emilio Isgrò, Clara Janés, Mario Luzi, Alda Merini, Giampiero Neri, e poi Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Tiziano Rossi, Roberto Roversi, Paolo Ruffilli, Mario Santagostini e Maria Luisa Spaziani.

Silvana LAZZARINO   Roma 7 novembre 2020

ALPHA BETA, esposizione collettiva

curata da Francesco Gallo Mazzeo nell’ambito di Rome Art week

Alessandro Vitiello Home Gallery Via delle Tre Cannelle 22 – 00187 Roma. Tel: 06 89527115 – 33496509026

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