Cinquant’anni di carriera di Paola Agosti in una mostra intitolata Cronache e leggende (1 ottobre -16 novembre)

redazione

s.t. foto libreria galleria festeggia i cinquant’anni di carriera di Paola Agosti con una mostra intitolata Cronache e leggende, a cura di Matteo Di Castro, che inaugura martedì 1 ottobre.
Nata nel 1947 a Torino, trasferitasi a Roma a ventuno anni, è proprio nel 1969 che Paola Agosti inizia il suo percorso professionale di fotoreporter, un percorso che la porterà a seguire e documentare gli accadimenti del suo tempo, in Italia e nel mondo, ma anche a mettere a fuoco ciò che vive fuori dalla scena dell’attualità.
Di questo lungo e intenso itinerario professionale la mostra intende restituirci solo le tappe salienti, puntando su un nucleo ristretto di scatti: cinquanta immagini in bianco e nero che testimoniano le cronache e le leggende di mezzo secolo di lavoro della fotografa.

Paola Agosti, Santiago del Cile, Bambini con manifesto di Allende

Paola Agosti dimostra però da subito anche una vocazione a intercettare e ritrarre altri attori della vita pubblica, i protagonisti della scena artistica e culturale. In uno dei suoi primi scatti, nel 1969, coglie l’imponente sagoma di Orson Welles che si staglia nel buio, a Roma, fuori dal teatro Sistina; e nel 1972 riesce a immortalare un’altra star internazionale di passaggio nella capitale, Andy Warhol. Negli anni seguenti avrà occasione di fotografare diverse altre “leggende viventi” del mondo della cultura: dalla Yourcenar alla Gordimer, da Borges a Garcia Marquez, da De Chirico a Fellini.

Jorge Luis Borges. Buenos Aires, 1980

Ma le leggende di Paola Agosti sono poi tutt’altro; sono le sue stesse immagini, che anche quando nate con l’obiettivo di documentare una realtà presente risuonano oggi come affabulazioni ammalianti.
Un passaggio cruciale nella parabola professionale e creativa della fotografa è rappresentato dalla lettura de Il mondo dei vinti: il libro di Nuto Revelli, pubblicato nel 1977, che racconta la vita dei contadini e dei montanari delle valli cuneesi attraverso le loro testimonianze. Paola Agosti ha trent’anni e da dieci ha lasciato Torino quando torna in Piemonte, nei luoghi e tra le persone incrociati e narrati da Revelli, per provare a tradurre in immagine quegli scenari e quell’umanità. Si avventura dunque in un territorio dove i confini tra presente e passato, attualità sociale e memoria culturale, sono più sfumati e riesce a sua volta a dare forma di racconto a questa stratificazione del reale. E’ proprio soprattutto a partire da questa esperienza, dall’incontro partecipato con quel mondo di ieri, che la fotografia di Paola Agosti può essere riletta anche sotto il segno della leggenda.
In mostra sono esposti, oltre alle fotografie (stampe vintage e stampe analogiche moderne in tiratura limitata), anche i libri e i cataloghi delle mostre realizzate nel corso degli anni.
E i titoli di alcune di queste pubblicazioni consentono di ripercorrere i progetti più significativi sviluppati dalla fotografa, a cominciare da quello edito da Savelli nel 1976: Riprendiamoci la vita. Immagini del movimento delle donne.


Paola Agosti, Casa delle Donne, in Via del Governo Vecchio. Roma, 1978

Dopo aver seguito e documentato le battaglie femministe, Paola Agosti volge il suo sguardo su un mondo che appare già sconfitto: Immagine del “mondo dei vinti” (1978), come si è detto, propone la “traduzione” visiva della ricerca di Nuto Revelli. A un villaggio del cuneese, fotografato in questo caso a colori, è dedicato anche il libro San Magno fa prest (1981), con un testo di Saverio Tutino.
Anche nel decennio successivo, le donne si rivelano un soggetto non occasionale nel lavoro di Paola Agosti.

Paola Agosti, Manifestazione femminista, 1977

Ha proseguito inoltre il lavoro sul suo stesso archivio fotografico (che consta di circa 350.000 fotogrammi), da cui sono scaturiti nuovi progetti espositivi ed editoriali.
Tra questi ultimi va senz’altro ricordato Caro cane (1997), che raccoglie alcuni degli scatti che la fotografa, nel corso dei suoi numerosi viaggi in Italia e nel mondo, ha dedicato all’animale prediletto. Se gatti e cani hanno talvolta un ruolo di spalla nei ritratti di cui sono protagonisti gli umani, in altri casi dimostrano di saper reggere autonomamente la scena.

Paola Agosti, Natalia Ginzburg. Roma1984

E vale infine la pena citare Il destino era già lì (2011), una ulteriore raccolta di immagini sul “mondo dei vinti”, sul suo versante femminile, su quelle donne di cui lo stesso Nuto Revelli aveva raccolto le voci in L’anello forte.

In concomitanza con la mostra da s.t. foto libreria galleria, Paola Agosti è tra le protagoniste della settima edizione di Castelnuovo Fotografia, il festival che si svolge a Castelnuovo di Porto (Roma). Qui, dal 28 settembre al 6 ottobre, è in programma El Paraíso: entrada provisoria: una selezione delle fotografie realizzate trent’anni fa in Argentina, nelle terre popolate dagli emigranti piemontesi sin dalla seconda metà dell’Ottocento.