Artisti in presenza e pubblico in casa; il Teatro dell’Opera di Roma sfida il Covid 19 e apre la stagione su Rai Tre

di Claudio LISTANTI

Partirà su Rai Tre la stagione 2020-2021 del Teatro dell’Opera di Roma.

Il Teatro dell’Opera di Roma apre la Stagione 2020/2021 con uno spettacolo trasmesso su Rai Tre per osservare a pieno tutte le misure previste dal piano governativo per la lotta al Covid-19. Sarà una inaugurazione al passo con tempi, organizzata per non arrendersi alla spietata crudeltà degli effetti di questa tragica pandemia che sta piegando il mondo intero portando avanti la speranza, e l’augurio, che tutto possa tornare in breve tempo alla normalità.

Fig. 1 Uno scorcio della Sala del Teatro dell’Opera di Roma ©Yasuko Kageyama

Il titolo prescelto per questa operazione che gli organizzatori degli spettacoli dell’istituzione lirica romana definiscono con chiarezza un ‘nuovo progetto anti-Covid’ è Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini una delle opere più importanti, e allo stesso tempo più popolari, di tutta la produzione operistica italiana. Il capolavoro rossiniano è affidato alla direzione di Daniele Gatti ed alla regia di Mario Martone; una scelta ideale per catalizzare l’attenzione di una larghissima fetta degli spettatori.

Nel pieno rispetto del Decreto della Presidenza del Consiglio del 3 novembre, lo spettacolo sarà realizzato a porte chiuse, in assenza di pubblico ma con gli artisti in presenza, e sarà trasmesso da Rai Cultura su Rai 3 sabato 5 dicembre.

A questo progetto credono moltissimo le istituzioni romane come dimostrano le parole di Virginia Raggi, sindaco di Roma e presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma:

“Al Teatro dell’Opera di Roma si torna in scena grazie al nuovo allestimento ideato e realizzato in questo momento difficile che permetterà agli artisti di esibirsi in presenza e al pubblico di seguire da casa. Sono molto orgogliosa di questa modalità inedita grazie alla quale la stagione teatrale 2020/21 potrà essere portata avanti. L’Opera a Roma non si ferma, così come non si è fermata nei mesi scorsi con l’apertura straordinaria del Teatro al Circo Massimo. Adesso, grazie a Rai Cultura che trasmetterà il capolavoro di Rossini, potremo tornare idealmente a sederci a Teatro e ammirare i protagonisti dello spettacolo, i dettagli dei costumi, delle scenografie e delle luci ascoltando i brani eseguiti dall’Orchestra. Una sfida vinta in attesa di ritornare nelle sale dei teatri italiani ad applaudire i nostri grandi artisti”.
Fig. 2 La Sala del Teatro dell’Opera di Roma ©Yasuko Kageyama

Significative sono anche le dichiarazioni di Carlo Fuortes, sovrintendente del Teatro dell’Opera, personalità molto in vista nel mondo culturale della capitale, principale attore dell’attuale operazione di rinascita dell’importante teatro lirico romano:

“Potrà essere un’occasione straordinaria per allargare la platea del Costanzi e raggiungere un nuovo pubblico. La regia di Mario Martone sarà realizzata come per un film. Il nostro bellissimo Teatro, vuoto e senza spettatori, sarà la scena dove si ambienterà quest’opera tanto amata, con un uso del tutto innovativo degli spazi del teatro. Una rappresentazione dell’opera certamente unica, come il tempo nel quale stiamo vivendo – aggiungendo poi –  sono certo che la Prima di Stagione con questo nuovo Barbiere di Siviglia potrà affascinare e sorprendere i molti spettatori di Rai 3 che la guarderanno”.
Fig. 3 Il regista Mario Martone durante le prove al Teatro Costanzi ©Yasuko Kageyama

Sarà, quindi, un allestimento ‘cinematografico’ concepito per essere diffuso sugli schermi televisivi e l’artista scelto per la realizzazione è personaggio ideale per una operazione di questo tipo: Mario Martone.

L’esperienza del regista napoletano è poliedrica e realizzata attraverso varie forme di spettacolo che comprendono oltre al teatro lirico, il teatro di prosa, il cinema e la televisione. Quindi un curriculum artistico di primo piano utile per costruire con efficacia questo, per ora necessario, ‘spettacolo d’opera al tempo del Covid’ ed ottenere lusinghieri risultati artistici. Assieme alla regia ed alle scene di Mario Martone completeranno la parte visiva dello spettacolo i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Pasquale Mari.

Fig. 4 Il direttore Daniele Gatti

Daniele Gatti dopo la sua nomina a direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma è riuscito a dare una pregevole impronta alla qualità delle esecuzioni, molto apprezzate dal pubblico e dalla critica per l’indiscussa valenza interpretativa, mostrando una buona intesa con i complessi artistici del Teatro dell’Opera, l’Orchestra ed il Coro guidato dall’esperienza di Roberto Gabbiani. Tutti elementi che possono consentire a Daniele Gatti di offrire una intensa ed incisiva interpretazione di questo grande capolavoro della Storia della Musica.

Fig. 5 Il baritono Andrzej Filończyk

Daniele Gatti, inoltre, avrà a disposizione una compagnia di canto che, sulla carta, offre buone garanzie per la sua riuscita. Figaro sarà il baritono polacco Andrzej Filończyk. Seppur giovanissimo (classe 1994) è già in possesso di un importante repertorio in particolar modo in quello relativo all’opera italiana a partire proprio dal personaggio di Figaro interpretato in importanti piazze musicali come l’Opernhaus di Zurigo e il Teatro Bol’šoj di Mosca. Da ricordare anche Silvio in Pagliacci e Marcello ne La bohème. È certamente una prova impegnativa soprattutto per la sua giovane età ma ha le carte in regola per una resa vocale soddisfacente.

Fig. 6 Il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya

Nella parte di Rosina la russa Vasilisa Berzhanskaya, mezzosoprano già apprezzato dal pubblico del Teatro dell’Opera dove ha debuttato con un altro importante personaggio rossiniano, Angelina della Cenerentola e per la sua interpretazione, nello scorso febbraio, del difficile personaggio di Romeo ne I Capuleti e Montecchi di Vincenzo Bellinihttps://www.aboutartonline.com/i-capuleti-e-i-montecchi-di-bellini-allopera-di-roma-applausi-per-daniele-gatti-e-la-compagnia-di-canto-riserve-per-le-scene/  La sua esperienza nel teatro di Rossini è molto importante non solo per la partecipazione all’Accademia Rossiniana di Pesaro ma anche per le sue interpretazioni sul palcoscenico, proprio come Rosina, alla Deutsche Oper Berlin ed al Mikhajlovskij di San Pietroburgo.

Fig. 7 Il tenore Ruzil Gatin

Nei panni del Conte di Almaviva il tenore russo Ruzil Gatin. Anche questo cantante ha una familiarità con i ruoli rossiniani. È stato interprete di Almaviva in numerosi teatri tra i quali il Bol’šoj di Mosca e il Teatro alla Scala per il Progetto Accademia. Per quanto riguarda Rossini si cimentato anche nel Turco in Italia, Cenerentola, Il viaggio a Reims e L’Italiana in Algeri.

Al basso Alex Esposito è affidata la parte di Don Basilio. Per quanto riguarda il resto del ‘cast’ nella parte di Don Bartolo ci sarà uno delle glorie del teatro lirico italiano, Alessandro Corbelli al quale si aggiungono Alex Esposito Don Basilio, Patrizia Biccirè Berta e Roberto Lorenzi Fiorello.

Fig. 8 Il basso Alex Esposito ©Victor Santiago

Lo spettacolo andrà in onda su Rai 3 alle ore 16,15 del prossimo 5 dicembre e sarà replicato la notte di Capodanno su Rai 5.

Il Teatro dell’Opera anche in Digitale

Ma le forme di diffusione messe in atto dal Teatro dell’Opera per sopperire al blocco degli spettacoli dal vivo si orientano anche verso lo streaming. In attesa dell’inaugurazione televisiva del 5 dicembre da segnalare l’iniziativa Teatro Digitale con la riproposta di tre spettacoli di successo andati in scena in questi ultimi anni al Teatro dell’Opera tutti sotto la direzione di Daniele Gatti.

Il primo degli appuntamenti è per martedì 24 novembre con Tristan und Isolde di Richard Wagner che tutti gli appassionati sicuramente ricordano come ‘preziosa’ inaugurazione della stagione 2016/2017, evento che segnò il debutto di Daniele Gatti alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Fig. 9 Richard Wagner, Tristan und Isolde, Teatro dell’Opera di Roma Stagione 2016/17 ©Yasuko Kageyama

Lo spettacolo, presentato in un nuovo allestimento, fu il frutto di una coproduzione con Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e De Nationale Opera di Amsterdam, ebbe la regia di Pierre Audì, le scene e i costumi di Christof Hetzer, le luci di Jean Kalman e i video di Anna Bertsch. La solida compagnia di canto era composta da Andreas Schager Tristan, Rachel Nicholls Isolde, John Relyea Re Marke, Brett Polegato Kurwenal, Michelle Breedt Brangäne. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Lo spettacolo sarà visibile nei giorni 24, 25 e 26 novembre connettendosi al seguente link: https://www.operaroma.it/spettacoli/tristan-und-isolde-2/

A corredo è giusto segnalare anche un contenuto extra che potrà arricchire la fruizione dell’opera:

Una lezione introduttiva al link   https://www.operaroma.it/spettacoli/lezione-di-operatristan-und-isolde/

Il 27 novembre è la volta di un altro spettacolo di grande interesse, La damnation de Faust di Hector Berlioz, opera inaugurale della stagione operistica 2017/18, con il quale il Teatro dell’Opera di Roma si è aggiudicato il Premio Abbiati della critica musicale italiana come miglior spettacolo del 2017.

Fig. 10 Hector Berlioz, La damnation de Faust, Teatro dell’Opera di Roma Stagione 2017/18 ©Yasuko Kageyama

La messa in scena era di Damiano Michieletto che diede allo spettacolo un taglio cinematografico tra salti temporali e immagini oniriche lontane da attualizzazioni e realismo. Completavano la parte visiva le scene Paolo Fantin, i costumi da Carla Teti, le luci da Alessandro Carletti, i movimenti mimici da Chiara Vecchi. Video Roca Film. Per la parte musicale, sotto la guida di Daniele Gatti una valida compagnia di canto formata da Pavel Černoch Faust, Alex Esposito Méphistophélès, Veronica Simeoni Marguerite e Goran Jurić Brander. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Lo spettacolo sarà visibile nei giorni 27, 28 e 29 novembre connettendosi al seguente link:

https://www.operaroma.it/spettacoli/la-damnation-de-faust-2/

Anche qui un contenuto extra che potrà arricchire la fruizione dell’opera:

Una lezione introduttiva al link:

https://www.operaroma.it/spettacoli/lezione-di-operala-damnation-de-faust/

Martedì 1 dicembre si conclude il percorso proposto con il “Teatro Digitale” con l’inaugurazione della stagione 2019/20 che vide la rappresentazione di Les vêpres siciliennes di Giuseppe Verdi. L’opera tornava sulle scene romane dopo circa 22 anni e proposta, anche per questa occasione, in lingua originale. La regia del nuovo allestimento fu affidata a Valentina Carrasco, allo scenografo francese Richard Peduzzi, ai costumi di Luis F. Carvalho ed alle luci di Peter van Praet. Il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma interpretò il balletto “Le quattro stagioni” del terzo atto coreografato da Valentina Carrasco e Massimiliano Volpini. Gli interpreti principali furono Roberto Frontali Guy de Montfort, John Osborn Henri, Michele Pertusi Jean Procida e tre cantanti provenienti da “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: Roberta Mantegna Hélène, dalla prima edizione, Andrii Ganchuk Le comte de Vaudemont e Irida Dragoti Ninetta dalla seconda edizione. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.

Cfr   https://www.aboutartonline.com/piu-ombre-che-luci-per-les-vepres-siciliennes-allopera-di-roma-bene-lesecuzione-e-il-coro-non-convincono-la-parte-scenica-e-la-coreografia/ )

Fig. 1 Giuseppe Verdi, Les vêpres siciliennes, Teatro dell’Opera di Roma Stagione 2019/20 ©Yasuko Kageyama

Lo spettacolo sarà visibile nei giorni 1, 2 e 3 dicembre connettendosi al seguente link:

https://www.operaroma.it/spettacoli/les-vepres-siciliennes-2/

Anche qui un contenuto extra per arricchire la fruizione dell’opera:

Una lezione introduttiva al link:

https://www.operaroma.it/spettacoli/lezione-di-operales-vepres-siciliennes/

Lo streaming gratuito dei tre spettacoli è disponibile dal sito ufficiale del Teatro, operaroma.it, grazie alla collaborazione con RaiPlay.

Claudio LISTANTI   Roma 22 novembre 2020