Acquerelli di oggi, atmosfere di ieri. Rivive il Grand Tour in Sicilia nei lavori di Fabrice Moireau (Palazzo Cipolla, fino al 22 luglio)

di Nica FIORI

Sicilia. Il Grand Tour. Gli acquerelli di Fabrice Moireau in mostra a Palazzo Cipolla

Chi si collochi nel punto più alto, occupato un tempo dagli spettatori, non può fare a meno di confessare che forse mai il pubblico di un teatro ha avuto dinanzi a sé uno spettacolo simile. A destra, sopra rupi elevate, sorgono dei fortilizi: laggiù in basso la città … Lo sguardo abbraccia inoltre tutta la schiena montuosa dell’Etna, a sinistra la spiaggia fino a Catania, anzi fino a Siracusa. L’enorme vulcano fumante conclude il quadro sterminato, ma senza crudezza, perché i vapori dell’atmosfera lo fanno apparire più lontano e più grazioso che non sia in realtà”.

Il Teatro greco di Taormina

Con queste parole il grande poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe ha fissato sulla carta le sue impressioni sul teatro greco di Taormina, un luogo dove arte e natura si coniugano splendidamente. Le pagine da lui dedicate alla Sicilia, che visitò nel 1787, edite in forma definitiva nel 1829 nel Viaggio in Italia, sono senz’altro quelle che fino ad oggi hanno esercitato il maggior fascino sui visitatori dell’isola, presentata come “terra sovranamente classica”, sede privilegiata della bellezza e del mito. Egli esplicitamente dichiara che “senza vedere la Sicilia non ci si può fare un’idea dell’Italia”,  perché “è in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.

Palermo, San Giovanni degli Eremiti, Chiostro

Lo stesso innamoramento per una terra indubbiamente eccezionale dal punto di vista culturale, artistico e paesaggistico ha portato il pittore francese Fabrice Moireau a realizzare un’amplissima serie di acquerelli, tra cui lo stesso Teatro di Taormina, sulle orme di Goethe e di altri viaggiatori settecenteschi, nell’ambito di un moderno Grand Tour alla ricerca di scorci noti e meno noti, che illustrano l’isola nelle sue variegate e pittoresche vedute.

Palermo. La Martorana

Quasi 400 di questi acquerelli sono esposti a Roma dall’8 maggio al 22 luglio 2018 a Palazzo Cipolla nella mostra Sicilia, il Grand Tour, che è anche il titolo di un libro edito dalla Fondazione Dragotto, arricchito dal racconto di viaggio di Lorenzo Matassa, fine giurista e uomo di cultura siciliano. Ed è proprio Matassa che nel corso della presentazione della mostra ha evidenziato come la “luce” particolare della Sicilia possa favorire la “conoscenza” del pensiero umano, e quindi una visione più profonda della vita (non a caso in Sicilia ci sono stati tanti filosofi), perché “l’occhio vede ciò che la mente conosce”, come affermava Goethe. “Ci sono viaggi che sono itinerari dentro noi stessi”, sostiene Matassa, ed è forse per questo che riusciamo a vedere più volte gli stessi luoghi con occhi diversi, cogliendone ogni volta nuove sfumature.

Palermo Villa Igiea

Fabrice Moireau, nato a Blois nel 1962 e laureato all’École nationale supérieure des arts appliqués et des métiers d’art di Parigi, vive attualmente a Firenze, ma si considera cittadino del mondo. Grande amante dell’architettura e dei giardini, con la sua tecnica ad acquerello su una base disegnata a matita riesce a riprodurre il sottile gioco di luci e a restituire l’atmosfera di un monumento, di una strada, di un paesaggio. Ha percorso silenziosamente la Sicilia per due anni con la sua attrezzatura da pittore, raffigurando i templi e i teatri antichi, le vedute di alcune riserve naturali, i paesaggi marini e quelli rupestri, le isole minori, i castelli e le chiese con i loro muri vetusti.

Palermo. Cattedrale

A Palermo, la città che secondo lo scrittore francese Guy de Maupassant ospita “il più incredibile gioiello religioso che sia mai stato immaginato dall’animo umano”, ovvero la Cappella Palatina, Moireau ha raffigurato edifici di antica nobiltà, impreziositi da opere d’arte, tra cui l’immensa Cattedrale (sito Unesco), la “Martorana”, il Teatro Massimo, Villa Igiea (il cui nome deriva da Igiea Florio e sembra richiamare quello della dea della salute Igea) e il gioiello architettonico di San Giovanni degli Eremiti, il cui chiostro è stato scelto come immagine guida della mostra.

Pur ritenendosi un impressionista nell’animo, Moireau dipinge con uno stile più tradizionale, attento ai dettagli architettonici e naturalistici, come facevano i viaggiatori-pittori del Grand Tour per documentare ciò che vedevano. I suoi paesaggi, spogli quasi sempre della presenza umana, trasmettono una sensazione di silenzio e di pace e possono apparire a volte un po’ freddi e didascalici. Nella sua pittura, in effetti, non si avvertono i rumori molesti del presente, ma il peso della storia e la grandezza del passato. In un acquerello, davanti ai resti del tempio di Zeus, nella Valle dei templi di Agrigento, due figure viste di spalle sembrano contemplare ciò che hanno davanti.

Quelle figure potrebbero rappresentare lo stupore di un viaggiatore qualunque, e metaforicamente lo stesso pittore che si lascia coinvolgere dalla bellezza dei suoi soggetti e si accosta ad essi con la coscienza dei valori di cui sono portatori.

Milazzo. Santuario di Tindari

La mostra, promossa e realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte, in collaborazione con la Fondazione Federico II, è per il palermitano Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente Onorario della Fondazione Cultura e Arte, “un meraviglioso viaggio nella memoria, un’immersione nei luoghi, negli scorci, nei paesaggi più belli e suggestivi della mia terra natia… Un percorso espositivo che è una vera poesia, un inno all’isola che indusse Federico II di Svevia ad affermare che era a tal punto felice di vivere in Sicilia da non invidiare a Dio il Paradiso”.

Davanti al tempio di Zeus ad Agrigento

E questa sensazione paradisiaca viene in un certo senso rappresentata nell’allestimento della sala centrale di Palazzo Cipolla, con una fontana al centro che richiama il cosiddetto “paradiso” delle chiese paleocristiane e la proiezione di alcune immagini, tra cui quella del mosaico della “Stanza di Ruggero”, nel Palazzo Reale di Palermo,

Palermo, Palazzo Reale; part. dl mosaico della Stanza di Ruggero

raffigurante un giardino con due leopardi affrontati e due pavoni divergenti, i cui “occhi” delle piume della coda fanno pensare all’occhio divino che tutto vede e controlla.

Nica FIORI   Roma   maggio 2018

Sicilia, il Grand Tour” 8 maggio-22 luglio 2018 Roma, Palazzo Cipolla, via del Corso 320

Orario: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude un’ora prima) Biglietti: intero € 7, ridotto € 5 Info: tel. 06 22761260 http://www.civita.it