A Modena Antiquaria, colloquio con Enzo Savoia di “Bottegantica”, autore del ritrovamento del capolavoro di Gaetano Previati “Romeo e Giulietta”

redazione

Enzo Savoia, perito d’Arte e di Antiquariato del Tribunale e della camera di Commercio di Bologna è il titolare della “Bottegantica”, con sede a Milano, una delle maggiori gallerie d’arte relativamente all’ 800 e al ‘900; ha ereditato la professione dalla madre  ormai diversi anni fa e da tempo si propone nelle più importanti fiere antiquarie italiane ed internazionali con opere ed artisti di grande livello. Lo abbiamo incontrato in un momento di pausa nel suo stand a Modena Antiquaria per capire quali obiettivi persegue “Bottegantica” nelle attuali condizioni di mercato che non sembrano particolarmente favorevoli e, sulla base delle sue esperienze internazionali, quali prospettive si presentano oggi  agli operatori del settore. Inoltre gli abbiamo chiesto dell’ultimo ‘colpo’ realizzato alcune settiman fa cioè aver scovato all’estero e riportato in Italia la grande tela raffigurante  Romeo e Giulietta ovvero il Bacio, capolavoro di  Gaetano Prviati che è esposta dal 14 al 16 febbraio negli spazi di via Manzoni, a Milano.

-La prima domanda che ti vorrei fare riguarda proprio Modena Antiquaria che è una delle esposizioni più importanti nel panorama delle fiere italiane; ecco, come vi presentate a questo evento? Quali aspirazione avete, al di là ovviamente del dato commerciale.

R: Il dato commerciale conta, è ovvio, tuttavia noi abbiamo una proposta di pittura che pensiamo sia originale, perché nell’ambito dell’ 800 presentiamo tele che testimoniano le diverse tendenze regionali, dal momento che nel XIX secolo più che in altri periodi si sviluppano caratteristiche artistiche differenti tra le varie regioni; a parete, qui nello stand, abbiamo voluto focalizzare proprio questo, con un Boldini, un Lojacono, con altri dipinti con scene lagunari e così via, ma naturalmente compaiono anche artisti internazionali.

Francesco Lojacono – Scena campestre 1885

-Bottegantica quali tra i movimenti più determinanti di quest’epoca –diciamo da Romanticismo fino al Divisionismo- ha potuto verificare avere maggior appeal tra il pubblico degli appassionati?

R: Il mercato attualmente si posiziona su una fascia molto alta e dunque molto esigente di collezionismo, noi la voriamo molto sulla pittura divisionista, e in particolare con artisti come Morbelli, Segantini, Pellizza; poi c’è il segmento dell’arte italiana che riscuote particolare interesse all’estero per determinate caratteristiche che la rendono più attrattiva, parlo di Boldini soprattutto, che non a caso ha un ottimo riscontro a Parigi, come pure, ma in misura minore, Zandomenighi e anche Mancini che se pur prettamente italiano, come tendenza, tuttavia presenta uno spessore internazionale, tant’è vero che è presente nei grandi musei esteri.

-E voi siete presenti sul mercato internazionale?

R: Certamente; adesso parteciperemo al Tefaf a Maastricht dove però devo dire che la proposta è un po’ diversa rispetto a quello che presentiamo in Italia, infatti nello stando saranno presenti artisti internazionali  ‘800 e 900, oltre uno strepitoso Boldini e a un importante Campigli; in effetti arriveremo fino a metà ‘900.

Massimo Campigli – Omaggio a Seurat 1954
Giovanni Boldini – Lettera mattutina 1884 circa

-I quadri che esponete, qui a Modena ma in generale, sono di collezione privata, li avete in conto vendita ?

R: No, noi non lavoriamo in conto vendita; qui a Modena ad esempio il 100% di dipinti in esposizione sono quadri di nostra proprietà, acquisiti per lo più da collezionisti privati, ma comprati da noi non in conto vendita.

-Ed è possibile conoscere che tipi di prezzi sono in vigore ?, o comunque restando più sulle generali cosa dovrebbe sapere da questo punto di vista chi fosse interessato a questo tipo di collezionismo?

R: Guarda, a dire la verità, adesso sarebbe proprio il momento adatto per comprare  e l’Ottocento è una vera opportunità perché i prezzi –non posso certo essere io a negarlo- hanno subito una decisa contrazione rispetto a quanto accadeva solo pochi anni fa.

-E da cosa può dipendere?

R: Una causa probabile va ricercata nel cambiamento di gusto che mi pare sia in atto e questo genera delle vere opportunità per chi volesse investire in arte e soprattutto nell’arte dell’Ottocento; pensa che oggi con cifre variabili dai 15 mila i 30 mila euro si possono comprare dipinti di grande rilievo tanto commerciale che storico artistico.

Giovanni Boldini – Roseto 1910

-Esempi?

R: Ad esempio un acquerello di Boldini; oggi la richiesta non supera i 60 mila euro cosa che poco tempo fa era impossibile a credersi considerata la valenza internazionale e la fama dell’artista che invece non accenna affatto a ridimensionarsi, al contrario. Altro esempio di possibile investimento riguarda Gerolamo Induno che si può acquisire oggi intorno ai 100 mila euro, molto meno di un tempo. Oh, certo, capisco che sono cifre tutt’altro che piccole, anzi, però se mi chiedi un confronto ti posso assicurare che sono molto meno impegnative di quanto non fosse solo pochi anni fa. Per quel ci riguarda cerchiamo anche di offrire opportunità anche più praticabili, soprattutto perché ci interessa attirare il collezionismo giovanile cercando di arrivare anche alle loro tasche.

-Una cosa che vorrei sapere è il vostro rapporto, come galleria, con gli altri galleristi specie con coloro che espongono più o meno la vostra tipologia di merce.

R: E’ un rapporto di sana concorrenza e ti posso assicurare che va bene così, nel senso che per noi si tratta sempre di avere stimoli per migliorare e cosa è meglio della concorrenza per questo? Io peraltro posso avvalermi di un team di tre collaboratori molto efficaci e preparati che si applicano in settori diversi tra loro proprio per dare proposte in un campo più largo possibile.

-E sulla base della tua esperienza di espositore anche a livello internazionale, se dovessi raccontarci quale è stata la soddisfazione più grande che hai avuto in questa veste, quale diresti?

R: Beh, sicuramente la vendita ad un importante museo americano di un dipinto di areopittura ma anche in questo periodo abbiamo in cantiere un’importante operazione con un altro grande museo che però consentimi di non svelare per la delicatezza della trattativa. In ogni caso posso dirti che Boldini, come forse si sarà capito, è il nostro nome più apprezzato e che ci ha dato sempre grandi soddisfazioni.

-E invece al contrario, una delusione, diciamo una trattiva da cui vi aspettavate molto ma finita male?

R: Ma sinceramente se devo parlare di gran di delusioni non me ne viene in mente nessuna, poi è ovvio che non tutte le ciambelle riescono col buco e certe vendite non sempre avvengono come si credeva che fosse possibile, se è questo che vuoi sapere ma si tratta di normali operazioni che possono andare in porto in modo più o meno soddisfacente; tuttavia quello che ci garantisce è il nostro metodo di lavoro che consiste, come ti dicevo, nell’acquisizione diretta delle opere ma dopo una cernita molto scrupolosa, fatta con cognizione di causa, con molta attenzione, per cui comprare difficilmente si rivela uno sbaglio. Ed anzi ti posso assicurare che crediamo tanto a ciò che facciamo che quando un dipinto entra in galleria e magari si fa fatica a venderlo, tuttavia non abbiamo proprio nessuna remora a conservarlo; ti posso fare l’esempio di un quadro bellissimo di Antonio Mancini in cui crediamo fermamente anche se non è stato ancora venduto e lo consideriamo tanto importante che lo teniamo come simbolo della Galleria.

-Oltre alle esposizioni, oggi Modena, domani Maastricht, organizzate anche delle esposizioni vostre, cioè della sola vostra galleria?

R: Mi hai letto nel pensiero; ne abbiamo in calendario proprio una prossimamente a metà mese con un capolavoro di Gaetano Previati che abbiamo scovato all’estero …

Gaetano Previati – Penombre (Romeo e Giulietta o Il bacio) 1889-1892

-Ecco, scusa se t’interrompo, ci puoi dire qualcosa di più su questo capolavoro?

R: Certo, come ti dicevo lo abbiamo rintracciato all’estero precisamente in Inghilterra; il soggetto è famoso, Romeo e Giulietta, le dimensioni del dipinto sono notevoli cioè 220 cm per 100; era dato per disperso e lo abbiamo ritrovato di recente, alla fine dello scorso anno; è stato restaurato per l’occasione della prossima esposizione.

-Scusa ma ci puoi fare una confessione? Come si rintracciano questi capolvari?

R: Posso dirti qualcosa in generale; si tratta di un lavoro di ricerca che il nostro team svolge in modo costante e continuativo, tramite i contatti con i collezionisti privati, consultandosi con i colleghi antiquari, studiando gli archivi delle grandi famiglie, ma la via maestra resta sempre quella delle collezioni private dove certo non è agevole entrare e con cui occorre una pazienza certosina soprattutto in fase di trattativa che spesso è faticosissima; occorre insomma mettere insieme pazienza e determinazione.

-Oltre che competenza!

R: Certamente, questo è scontato, la competenza è la dote principale ma posso dire che nel nostro team non manca, insieme ad una grossa dote di determinazione e tenacia.

-Hai mai pensato di poter allargare la fascia delle vostre proposte aprendo ai dipinti antichi o per altro verso ai contemporanei, che so? a Fontana, a Schifano, ad esempio, per citare alcuni tra i più noti e ricercati dal collezionismo non solo italiano?

R: Anche stavolta sembra che tu mi abbia letto nel pensiero perché al di là degli Old Master che è un settore più difficile da approcciare per differenti motivi, invece per il contemporaneo certamente ci stiamo muovendo, ed anzi ti posso anticipare un evento che ci sarà in aprile con l’Accademia di Brera per presentare nuove proposte, cioè giovani artisti senz’altro talentuosi; non è un’iniziativa che nasce a scopi commerciali ma artistici, promozionali –anche se ovviamente questo aspetto in qualche misura ci sarà-  e sarà importante ed anche divertente confrontarsi  con le idee e le opere di giovani promettenti.

P d L  Modena 15 febbraio 2020