Contemporanea 2026. Il cantiere del contemporaneo. Artisti abruzzesi

di Francesco POZZI

Fino al 6 settembre 2026, le sale del Palazzo Ducale Orsini Colonna di Tagliacozzo (AQ) ospitano CONTEMPORANEA 2026 – Il cantiere del contemporaneo. Artisti abruzzesi, progetto che riunisce quattro mostre di quattro curatori differenti con un focus specifico sulla ricerca artistica contemporanea abruzzese.

La produzione dell’Abruzzo è quindi protagonista dell’esposizione inaugurata l’8 agosto 2026 e viene raccontata attraverso i suoi linguaggi, le sue poetiche e le prospettive alle quali artisti e curatori abruzzesi volgono oggi lo sguardo.

CONTEMPORANEA 2026 è stato concepito come laboratorio permanente di idee e ricerca, un “cantiere del comportamento” che ha come obiettivo quello di raccontare le principali riflessioni proposte dall’arte contemporanea abruzzese. Il presente è indagato a Tagliacozzo attraverso mostre che mettono in dialogo la pratica artistica degli artisti selezionati con le trasformazioni più rilevanti della società, della cultura e di tutto quel che riguarda la contemporaneità. Le quattro mostre proposte sono state allestite in un luogo strategico, il Palazzo Ducale Orsini Colonna, simbolo del capoluogo della provincia aquilana. Una sede espositiva che non è statica ma che, piuttosto, si conferma ancora una volta come spazio di produzione culturale, luogo vivo all’interno del quale il patrimonio storico-artistico è posto in una relazione costante e fruttuosa con le attuali espressioni dell’arte contemporanea.

Quattro mostre complementari, accomunati dalla volontà di affrontare – in maniera autonoma – alcune delle tematiche che caratterizzano maggiormente l’epoca presente. Indagini sulla percezione della realtà, sulla costruzione dell’identità personale e collettiva, la relazione tra memoria e paesaggio, la valorizzazione del patrimonio culturale e il dialogo tra passato e presente.

Uno dei quattro progetti espositivi è “Le forme di percezione”, a cura di Simone Marsibilio, che attraverso le opere di dieci artisti contemporanei porta avanti una riflessione sulla percezione come esperienza culturale e politica e sul rapporto dell’essere umano con le immagini e con la realtà, assieme ai cambiamenti che sussistono tra l’osservazione delle stesse.

La mostra, come anche le successive, invita a concentrarsi e riscoprire la visione contemplativa e l’osservazione approfondita come pratiche consapevoli. Si indagano poi concetti quali il ruolo delle tecnologie, dei media e dell’economia nella configurazione della contemporaneità.

Ivan D’Alberto è invece il curatore di “Solo un uomo buono”, mostra personale di Sirius Alexander Venus Rose, che propone una riflessione sulla costruzione culturale del maschile, sempre con un ruolo di rilievo assegnato allo sguardo di ognuno e alle sue implicazioni. Autobiografia, fotografia, installazione e performance in una mostra che mette in dubbio questioni impellenti del dibattito odierno, incentrate sulle dinamiche di potere, sulla vulnerabilità dell’individuo e sul nostro rapporto con la memoria e la tradizione.

È poi il turno della retrospettiva “Risonanza dell’Anima”, dedicata all’artista Patrizio Mercuri e curata da Arianna Sera ed Emanuele Moretti.

La mostra ricostruisce più di sessant’anni di attività dell’artista, la cui ricerca è sempre stata improntata sulla relazione tra paesaggio, memoria, materia e spiritualità. Il percorso espositivo evidenzia la coerenza di una poetica che ha saputo trasformare la natura in esperienza interiore, mantenendo vivo il dialogo tra le radici marsicane dell’artista e una riflessione universale sul rapporto tra uomo, tempo e territorio.

Completa la rassegna Il teatro delle cose, dedicata a Piero Baldini, attore, regista, narratore e raffinato collezionista.

Quest’ultimo progetto nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio donato da Baldini alla Città di Tagliacozzo, oggi custodito nelle sale del Palazzo Ducale Orsini Colonna, trasformando la raccolta in un’occasione di riflessione sul rapporto tra memoria, cultura materiale e identità collettiva.

Gli oggetti raccolti nel corso degli anni diventano così elementi di un racconto più ampio, capaci di restituire frammenti di storia e di testimoniare l’ingegno, le tradizioni e le trasformazioni di una comunità. L’esposizione amplia inoltre il dialogo tra patrimonio storico e ricerca contemporanea che attraversa l’intera manifestazione, mettendo in relazione la dimensione privata della collezione con quella pubblica del museo e del territorio.

Pur nella diversità dei linguaggi, delle poetiche e degli approcci curatoriali, le quattro mostre condividono una comune attenzione verso l’arte come strumento di conoscenza e di interpretazione del presente. CONTEMPORANEA 2026 evita una lettura univoca della contemporaneità e costruisce piuttosto un percorso articolato, nel quale esperienze e ricerche differenti possono convivere e confrontarsi.

La percezione, l’identità, la memoria, il paesaggio e la cultura materiale diventano così punti di accesso a una riflessione più ampia sulle trasformazioni della società e sul modo in cui il presente continua a ridefinire il rapporto con la storia. Con questa edizione, CONTEMPORANEA 2026 consolida così il ruolo di Tagliacozzo all’interno della scena artistica abruzzese, promuovendo un confronto tra artisti, curatori, istituzioni e territorio e facendo del Palazzo Ducale un luogo di produzione e di discussione intorno alle forme e alle questioni del contemporaneo.

Francesco POZZI 6 Settembre 2026