“You cannot look at the sun or death for very long”. La scomparsa di David Hockney, un ribelle in transito dalla Pop Art inglese alla US West Coast.

di Marco FIORAMANTI

LA SCOMPARSA DI DAVID HOCKNEY, ARTISTA RIBELLE, ECCENTRICO, GENIALE.

Hockney al Centre Pompidou a Parigi nel 2017

È un’ottima prassi credere solo in quello che un artista fa,  anzichĂŠ in ciò che dice della propria opera.

D.H.

Spirito radicale, libero e indipendente, legato in primis allo spazio scenico – “Considero tutti i miei dipinti come Theatrical Landscapes” – per la cronaca e la storia dell’arte è un pittore, disegnatore, incisore, fotografo e scenografo britannico. Se ne va a 88 anni nella sua casa londinese David Hockney, nato a Bradford, West Yorkshire, nel 1937, considerato figura di spicco della Pop Art inglese, nonostante lui si sentisse da quella stilisticamente dissociato. Ribelle dalle origini – studente al prestigioso Royal College of Art di Londra – si rifiuta di redigere la tesi sostenendo che la qualitĂ  e il valore di un artista debbano essere valutati esclusivamente dalle sue opere e non dai suoi saggi. Di conseguenza bocciato, resta senza diploma.

Ormai giĂ  famoso, Hockney disegnò per protesta un personale “diploma satirico”. Riconoscendo il suo immenso talento, il Royal College of Art fece marcia indietro, modificò il proprio regolamento e gli assegnò persino l’ambita Medaglia d’Oro della scuola.

Raggiunge la fama internazionale a 25 anni, ma la nebbiosa Londra lo immalinconisce. Sedotto e affascinato dal clima, dalle luci e insieme dallo stile di vita (libertĂ  nei costumi, fantasia e creativitĂ ) della California, nel ’64 si trasferisce a Los Angeles. Immediato il suo passaggio dallo stile espressionista, cupo, londinese, alle superfici piatte e finemente geometriche della West Coast. La sua tavolozza acquista colori accesissimi – lascia da parte la tecnica a olio e usa gli acrilici che asciugano in fretta – scatena la sua vibrante energia, si innamora dei riflessi d’acqua delle piscine (che gli daranno spunti per i famosi fermi-immagine) e dei profili delle grandi ville californiane. Trova la sua musa nello studente d’arte Peter Schlesinger che gli farĂ  da modello per molti ritratti.

Con Andy Warhol nel 1976
Con Annie Leibovitz nel 2014

La sua mente eclettica lo porta oltre la pittura a sperimentare il mezzo fotografico, il disegno su iPad e le scenografie teatrali. Scoperta la tecnica immediata della ‘Polaroid’, Hockney comincia a fotografare di tutto e tutti – come faceva anche Warhol a Manhattan – amici, ville, riflessi d’acqua, tutto materiale che diventa preparatorio per le sue tele.

Dal carattere liberamente eccentrico, l’artista trasforma anche sĂŠ stesso in un’opera d’arte. Indossa abiti dai colori sgargianti, cravatte a quadri, calzini – rigorosamente spaiati – di colori differenti ma sempre in stile, si ossigena i capelli, inforca grandi occhiali tondi e si accompagna sempre con Stanley e Boodgie, i suoi fedelissimi bassotti. Ossessionato dall’idea costante del disegnare, sempre pronto a cogliere al volo l’intuizione, impone ai sarti di modificare le sue giacche inserendo delle grandi tasche interne, capaci di contenere interi blocchi da disegno.

David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972, acrilico su tela, collezione privata – Metropolitan Museum of Art

La sua fama raggiunge l’apice con l’opera Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), del 1972. Venduta all’asta nel 2018 per 90,3 milioni di dollari, Hockney divenne all’epoca l’artista vivente piĂš costoso della storia. I protagonisti del quadro sono due uomini: uno, Peter, vestito a bordo piscina in giacca fuxia e un altro, in costume, che nuota sott’acqua. La scena è ispirata a una serie di fotografie che Hockney scattò a una piscina nel sud della Francia.

Hockney a bordo della sua piscina (fotografia pubblicata nel 1983 sulle pagine del LA Architectural Digest)

Nei primi anni Settanta l’artista, insoddisfatto dai limiti tecnici degli acrilici passa a realizzare dettagliati disegni dal vero a matita prima di tornare alla pittura a olio. È il periodo dei “doppi ritratti a grandezza naturale” di amici e amanti.

Hockney portrait

Incuriosito e affascinato dall’evoluzione digitale, utilizza fin dall’inizio strumenti quali iPad e iPhone. Nei primi anni 2000 sperimenta gli schermi touch e l’immediatezza del disegno digitale. Dipinge su tablet giocando con l’effetto della retroilluminazione.

Nel periodo della pandemia si trasferisce in Normandia dove realizza un’opera digitale creata dal suo iPad dal titolo Remember you cannot look at the sun or death for very long. L’opera viene proiettata in cinque diverse città del mondo (Londra, New York, Los Angeles, Seoul, Tokyo). Si tratta di un’alba animata, uno slowmotion di tre minuti nei quali il pittore inserisce e prolunga lunghi raggi gialli.

Remember you cannot look at the sun or death for very long (video frame)

Dotato di una vena rivoluzionaria, irrefrenabile nella sua capacitĂ  di reinventare ogni volta la pittura, Hockney lascia un segno indelebile, vivo, intimo e luminoso, inciso per sempre nella memoria collettiva.

Hockney davanti alle sue opere

Time is elastic and I play with that idea

Marco FIORAMANTI  Roma 14 Giugno 2026