di Marco FIORAMANTI
LA SCOMPARSA DI DAVID HOCKNEY, ARTISTA RIBELLE, ECCENTRICO, GENIALE.

Ă un’ottima prassi credere solo in quello che un artista fa, anzichĂŠ in ciò che dice della propria opera.
D.H.
Spirito radicale, libero e indipendente, legato in primis allo spazio scenico – âConsidero tutti i miei dipinti come Theatrical Landscapesâ – per la cronaca e la storia dellâarte è un pittore, disegnatore, incisore, fotografo e scenografo britannico. Se ne va a 88 anni nella sua casa londinese David Hockney, nato a Bradford, West Yorkshire, nel 1937, considerato figura di spicco della Pop Art inglese, nonostante lui si sentisse da quella stilisticamente dissociato. Ribelle dalle origini – studente al prestigioso Royal College of Art di Londra – si rifiuta di redigere la tesi sostenendo che la qualitĂ e il valore di un artista debbano essere valutati esclusivamente dalle sue opere e non dai suoi saggi. Di conseguenza bocciato, resta senza diploma.
Ormai giĂ famoso, Hockney disegnò per protesta un personale “diploma satirico”. Riconoscendo il suo immenso talento, il Royal College of Art fece marcia indietro, modificò il proprio regolamento e gli assegnò persino l’ambita Medaglia d’Oro della scuola.
Raggiunge la fama internazionale a 25 anni, ma la nebbiosa Londra lo immalinconisce. Sedotto e affascinato dal clima, dalle luci e insieme dallo stile di vita (libertĂ nei costumi, fantasia e creativitĂ ) della California, nel â64 si trasferisce a Los Angeles. Immediato il suo passaggio dallo stile espressionista, cupo, londinese, alle superfici piatte e finemente geometriche della West Coast. La sua tavolozza acquista colori accesissimi – lascia da parte la tecnica a olio e usa gli acrilici che asciugano in fretta – scatena la sua vibrante energia, si innamora dei riflessi dâacqua delle piscine (che gli daranno spunti per i famosi fermi-immagine) e dei profili delle grandi ville californiane. Trova la sua musa nello studente dâarte Peter Schlesinger che gli farĂ da modello per molti ritratti.


La sua mente eclettica lo porta oltre la pittura a sperimentare il mezzo fotografico, il disegno su iPad e le scenografie teatrali. Scoperta la tecnica immediata della âPolaroidâ, Hockney comincia a fotografare di tutto e tutti – come faceva anche Warhol a Manhattan – amici, ville, riflessi dâacqua, tutto materiale che diventa preparatorio per le sue tele.
Dal carattere liberamente eccentrico, lâartista trasforma anche sĂŠ stesso in unâopera dâarte. Indossa abiti dai colori sgargianti, cravatte a quadri, calzini – rigorosamente spaiati – di colori differenti ma sempre in stile, si ossigena i capelli, inforca grandi occhiali tondi e si accompagna sempre con Stanley e Boodgie, i suoi fedelissimi bassotti. Ossessionato dallâidea costante del disegnare, sempre pronto a cogliere al volo lâintuizione, impone ai sarti di modificare le sue giacche inserendo delle grandi tasche interne, capaci di contenere interi blocchi da disegno.

La sua fama raggiunge lâapice con lâopera Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), del 1972. Venduta all’asta nel 2018 per 90,3 milioni di dollari, Hockney divenne allâepoca lâartista vivente piĂš costoso della storia. I protagonisti del quadro sono due uomini: uno, Peter, vestito a bordo piscina in giacca fuxia e un altro, in costume, che nuota sottâacqua. La scena è ispirata a una serie di fotografie che Hockney scattò a una piscina nel sud della Francia.

Nei primi anni Settanta lâartista, insoddisfatto dai limiti tecnici degli acrilici passa a realizzare dettagliati disegni dal vero a matita prima di tornare alla pittura a olio. Ă il periodo dei âdoppi ritratti a grandezza naturaleâ di amici e amanti.

Incuriosito e affascinato dallâevoluzione digitale, utilizza fin dallâinizio strumenti quali iPad e iPhone. Nei primi anni 2000 sperimenta gli schermi touch e lâimmediatezza del disegno digitale. Dipinge su tablet giocando con lâeffetto della retroilluminazione.
Nel periodo della pandemia si trasferisce in Normandia dove realizza unâopera digitale creata dal suo iPad dal titolo Remember you cannot look at the sun or death for very long. Lâopera viene proiettata in cinque diverse cittĂ del mondo (Londra, New York, Los Angeles, Seoul, Tokyo). Si tratta di unâalba animata, uno slowmotion di tre minuti nei quali il pittore inserisce e prolunga lunghi raggi gialli.

Dotato di una vena rivoluzionaria, irrefrenabile nella sua capacitĂ di reinventare ogni volta la pittura, Hockney lascia un segno indelebile, vivo, intimo e luminoso, inciso per sempre nella memoria collettiva.

Time is elastic and I play with that idea
Marco FIORAMANTIÂ Roma 14 Giugno 2026

