Van Honthorst a Utrecht: il secolo d’oro dell’arte olandese tra bere, suonare, divertirsi (Centraal Museum, Utrecht, fino al 13 Settembre )

di Mauro CALBI

Gerard van Honthorst – Different to Rembrandt, Centraal Museum, Utrecht, 25 aprile – 13 settembre 2026. A cura di Liesbeth Helmus e Iris Blokker.

Bere, suonare, divertirsi. Sono i soggetti preferiti dei quadri commissionati dalla borghesia olandese nel secondo quarto del Seicento, e sono anche il filo conduttore da cui prende le mosse il poker di capolavori che ho scelto per raccontare questa mostra.

Il poker in questione è composto da capolavori olandesi di Gerard van Honthorst, cui è dedicata a Utrecht un’ampia monografica: la prima grande retrospettiva mai dedicata al pittore, con circa 60 dipinti e 30 disegni provenienti da collezioni museali e private di tutta Europa e degli Stati Uniti.

Tra il 1610 e il 1620 circa il pittore aveva affrontato un viaggio italiano di formazione, documentato soprattutto a Roma, dove riceve almeno tre importanti commissioni ecclesiastiche, tra cui la Decollazione del Battista in Santa Maria della Scala. Questo volto (fig. 1) insieme al vecchio (fig. 2), derivato dal san Pietro della Crocifissione Contarelli di Caravaggio, sono la stella cometa che permette di ricostruire un gruppo omogeneo

– forse una decina – di quadri dipinti dal nostro a Roma, presenti in gran parte nelle prime due sale della mostra.
Il volto del Battista ritorna anche nel capolavoro romano del pittore, la Derisione di Cristo di Los Angeles (fig. 3): la qualitĂ , lo stato di conservazione e lo stridente contrasto tra i cinque imbecilli che contornano il Cristo dolente, imbarazzato dalla loro stupiditĂ , sono impressionanti.

3.

Dolorosamente, in mostra mancano il quadro di Genova – la Liberazione di San Pietro dal carcere, oggi a Berlino – con il disegno correlato (fig. 4), e il disegno copiato dal quadro di Caravaggio (fig. 5).

Altra pecca della mostra e del catalogo è non aver puntato la giusta attenzione sui rapporti di van Honthorst con Mathias Stomer che, sebbene piĂą giovane, ha, a mio parere, un rapporto di scambio alla pari con il maestro: basti guardare l’Adorazione dei pastori di Honthorst del 1622 a Colonia, o il disegno con la Morte di Seneca (fig. 6).

6.

Interessantissima è la sezione dei disegni. Il suo apice, un capolavoro di libertĂ , un gioiello raro, impensabile senza aver visto le cose genovesi, un unicum per il soggetto, è certamente quello di Utrecht: nel catalogo si parla di un’allegoria dei quattro elementi, ma a mio parere potrebbe trattarsi piuttosto di Bacco, Orfeo e Cerere che si intrattengono per non scendere nell’Ade, rappresentato dalla vecchia ammantata alle spalle (fig. 7).

7.

Caratteristica del tratto disegnativo di van Honthorst sono il peculiare modo di marcare gli occhi (fig. 8) e il tratteggio parallelo ossessivo, visibile tra l’altro anche in qualche suo quadro giovanile (fig. 9 e 10).

La stampa e i blog che si sono occupati della mostra si sono concentrati per lo piĂą su altri aspetti.

Chi scrive su ArtsTalk Magazine ha insistito sull’allestimento, apprezzando l’alternanza tra sale luminose e ambienti in penombra pensati per restituire il chiaroscuro di Honthorst, e l’inclusione, nei testi di sala, del punto di vista personale della curatrice. I visitatori olandesi, dal canto loro, si sono divisi sulla tenuta stessa del titolo scelto per la mostra: c’è chi lo ha giudicato poco dimostrato dalle opere esposte, e chi ha preferito soffermarsi sul confronto qualitativo tra i singoli dipinti, indicando ad esempio nella tarda Susanna e i vecchioni, dipinta l’anno prima della morte, il vertice della carriera dell’artista.

Un blog giapponese dedicato all’arte olandese ha proposto infine una lettura piĂą intima, incentrata sull’Estasi di Maria Maddalena, di recente acquisizione del museo, e sulla capacitĂ  della luce di Honthorst di trasformare la notte in teatro. Nessuno di questi contributi entra però nel merito della ricostruzione del gruppo romano, dei rapporti con Stomer o delle questioni attributive poste dai disegni: è su questo terreno, piĂą circoscritto e connoisseuriale, che ho preferito concentrarmi.

In conclusione, un’eccellente mostra per un ottimo pittore. Gli italiani ameranno il periodo italiano, i nordici quello olandese. Giusto così.

Mauro CALBI 23 Agosto 2026