redazione
Dopo Antonello da Messina un nuovo ‘colpo’ messo a segno dal Ministero della cultura: acquisito per una cifra di 30 milioni di euro il “Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini” di Caravaggio.
Come ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli la trattativa tra i proprietari e il Ministero è andata avanti per oltre un anno, e certamente un impulso decisivo ci dev’essere stato dopo l’esposizione del capolavoro attribuito a suo tempo al genio lombardo, lo ricordiamo, da Roberto Longhi, con la mostra “Caravaggio 2025”, fortemente voluta dal Direttore della Galleria di Palazzo Barberini, Thomas C. Salomon, conclusasi lo scorso 20 Luglio con un record di accessi. In quell’occasione, scrive il Ministro, “la critica italiana e internazionale ha unanimemente confermato l’attribuzione a Caravaggio, sottolineando l’eccezionale importanza del dipinto”.
Nell’intervista rilasciataci nel corso la mostra, il Direttore Salomon aveva messo in rilevo la grande importanza della esposizione del Ritratto perchè offriva l’opportunitĂ di affrontare un tema
“come quello che abbiamo definito della nascita del ritratto moderno con l’eccezionale Ritratto di monsignor Maffeo Barberini per la prima volta esposto al pubblico”.
E a partire da oggi
“il dipinto potrĂ dialogare con gli altri dipinti di Caravaggio … in particolare con la Giuditta che decapita Oloferne, anch’essa frutto di un acquisto dello Stato avvenuto nel 1971”.

Abbiamo sentito in proposito il parere di Urbano Barberini, discendente della nobile famiglia, che in una intervista concessa a Vania Colasanti per About Art ( Cfr. https://www.aboutartonline.com/il-capolavoro-di-caravaggio-dovrebbe-restare-a-palazzo-barberini-maffeo-barberini-tra-il-quadro-di-caravaggio-e-il-marmo-del-bernini-vania-colasanti-ne-parla-con-urbano-barberini-discendente/ ), in occasione della mostra Caravaggio 2025 aveva detto: “Sarebbe auspicabile che il ministero dei Beni Culturali si adoperasse per far restare quel capolavoro nel luogo che gli è piĂą consono, ovvero alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini”.Â
Oggi conferma:
“Feci un appello un anno fa affinchè il Ritratto tornasse a Palazzo Barberini, soprattutto in considerazione del fatto che il denaro speso in cultura e in arte, quando trattasi dell’acquisizione di opere di grandissima qualitĂ e interesse, ha un significato che addirittura prescinde dal valore economico in sè, dato che qualifica ancor piĂą il nostro patrimonio culturale che, come tutti sanno, è straordinariamente ampio e attrattivo, ma non altrettanto supportato, a mio parere. E’ vero che siamo una superpotenza sotto questo aspetto, alla stessa stregua della Cina che però è praticamente un continente, tuttavia non bisogna mai dimenticare che la tutela e la valorizzazione necessitano di continua attenzione e quando è possibile di acquisti. Dunque davvero chapeau al Ministro Alessandro Giuli, chapeau al Direttore generale musei Massimo Osanna, chapeau al Direttore delle Gallerie nazionali d’Arte Antica Thomas Clement Salomon, il quale, me lo lasci dire, sta facendo un lavoro davvero esemplare, dando l’opportunitĂ di godere e fruire di capolavori assoluti della Storia dell’Arte, com’è capitato prima con Caravaggio e ora con Bernini / Barberini. Per parte mia naturalmente non posso che essere strafelice che un così prestigioso esponente della mia famiglia torni a casa”
Una cosa che vorrei sapere è se lei ha avuto un qualche contatto in relazione alla pratica -diciamo così- della compravendita dell’opera; comunque sapeva qualcosa circa la trattativa?.

