Una xilografia saluzzese del 1503: San Girolamo penitente nel deserto dall’ Aureum opus de veritate contritionis di Giovanni Ludovico Vivaldi

di Antonio E.M.GIORDANO

La xilografia a piena pagina raffigurante San Girolamo penitente nel deserto, conservata presso il Museo Etnografico “C. Giancola” di Collio V.T. (BS), costituisce un esempio di eccezionale rilievo della prima produzione libraria illustrata piemontese. Tratta dall’Aureum opus de veritate contritionis di Giovanni Ludovico Vivaldi, stampato a Saluzzo nel 1503 dai fratelli Guillaume e Guillaume Le Signerre, la tavola documenta l’intreccio tra committenza marchionale, devozione penitenziale e avanguardia tipografica nel primo Cinquecento.

  1. Contesto storico-editoriale: Saluzzo e i Le Signerre

Nel 1503 il Marchesato di Saluzzo, sotto Ludovico II, viveva una stagione di mecenatismo culturale. Fu in questo contesto che i tipografi rouenesi Guillaume e Guillaume Le Signerre, attivi a Saluzzo tra il 1499 e il 1503, realizzarono l’Aureum opus de veritate contritionis di Giovanni Ludovico Vivaldi, frate domenicano di Cherasco. L’opera, dedicata proprio al marchese Ludovico II, è unanimemente riconosciuta come il primo libro figurato stampato a Saluzzo¹.

Il testo di Vivaldi, un trattato ascetico sulla veritate contritionis e sui “mirifica documenta eternae salutis”, ebbe una circolazione limitata ma prestigiosa. La scelta di corredarlo con una ricca decorazione xilografica ne sancisce il carattere di oggetto di lusso per la corte saluzzese.

  1. Analisi iconografica e stilistica della xilografia

La tavola, mm 250 x 175, raffigura  San Girolamo penitente secondo l’iconografia codificata tra Quattro e Cinquecento. Il santo, aureolato e barbuto, è inginocchiato in un paesaggio roccioso che allude al deserto di Calcide. Con la mano destra impugna una pietra per battersi il petto, mentre con la sinistra regge una corona del rosario. Ai suoi piedi compaiono gli attributi gerolamiani: il leone, il teschio, i codici e il calamaio. Sullo sfondo, un crocifisso ligneo appeso a un albero e un paesaggio collinare con città murata.

La scena è racchiusa in un’elegante bordura xilografica con putti cariatidi, mascheroni, girali vegetali e motivi arabeschi, tipica della produzione incunabolistica e delle prime cinquecentine franco-piemontesi.

Di particolare interesse è la fascia inferiore, occupata da tre stemmi araldici entro corone e cartocci. Lo stemma centrale, con campo d’azzurro a tre gigli d’oro posti 2 e 1, è riconducibile al Marchesato di Saluzzo e conferma la dedica dell’opera al mrchese Ludovico II². I due stemmi laterali sono da riferire con alta probabilità alla committenza e all’autore.

Quello a sinistra, troncato: nel primo d’azzurro a tre stelle d’oro; nel secondo fasciato d’argento e di rosso, rimanda alla famiglia Vivaldi di Cherasco, casato di origine genovese a cui apparteneva l’autore Giovanni Ludovico Vivaldi.

Quello a destra, d’azzurro alla banda d’argento caricata di tre stelle a sei punte dello stesso, trova riscontro negli stemmi di alcune famiglie nobiliari saluzzesi legate alla corte di Ludovico II. In assenza di fonti certe, si propone con cautela l’attribuzione alla famiglia Cavassa di Saluzzo, strettamente legata al Marchesato in quel periodo³.

La presenza di questi tre scudi sottolinea il carattere di libro di corte e di omaggio politico-devozionale.

  1. La conservazione a Collio V.T.

La presenza di questo foglio staccato presso il Museo Etnografico “C. Giancola” di Collio V.T. testimonia la circolazione e lo smembramento di copie dell’Aureum opus tra Otto e Novecento. L’esemplare, pur decontestualizzato dal volume originario, mantiene intatto il valore di documento per la storia del libro e della devozione penitenziale.

Antonio E.M. GIORDANO  Roma 23 Agosto 2026

Note

  1. GONNELLI CASA D’ASTE, Libri Aureum opus de veritate contritionis tto 480.
  2. A. MANNO, Il patriziato subalpino, Firenze 1895-1906, vol. II, pp. 412-415.
  3. F. GUASCO DI BISIO, Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia, Pinerolo 1911.
  4. L. BALSAMO, La stampa nel Piemonte del Quattrocento e del Cinquecento, Torino 1983, pp. 67-71.

Bibliografia essenziale

BALSAMO L., La stampa nel Piemonte del Quattrocento e del Cinquecento, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1983. 
– VIVALDI G.L., Aureum opus de veritate contritionis, Salutii: per Guillermum & Guillermum Le Signerre fratres Rothomagenses, 1503. 
– GONNELLI CASA D’ASTE, Libri rari, autografi e stampe, Firenze, 2019. 
– GUASCO DI BISIO F., Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia, Pinerolo, 1911.