di Barbara MARTUSCIELLO
Nel mio percorso universitario ho avuto sempre il massimo dei voti e lodi: lo scrivo come premessa solo per ricordare che l’unico 29 me lo ha dato lui, per un mio piccolo errore di data di un’opera: su una quarantina di quelle richieste, quasi come un quiz del riconoscimento. Ma che quiz: Carpaccio, Bellini, Giorgione, Tiziano, Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto …
Non riuscii a detestarlo per quel suo giudizio mancante di un piccolo, piccolissimo numero, perchè Augusto Gentili lo diede e vergò sul libretto in modo affettuoso e comprensivo, e perchè le sue lezioni sull’Arte Veneta a La Sapienza di Roma erano meravigliose, vivaci, piene di dettagli da scoprire, le sue narrazioni interessantissime e perchè la meticolositĂ in certi campi è sostanziale e lui lo dimostrava sempre, anche con un 29 (che detto tra noi era un gran traguardo considerando le assegnazioni rigidissime dei suoi voti). Severo ma giusto.
La sua modalitĂ scientifica e divulgativa era rigorosa ma anche illuminante verso il contesto storico, sociale e culturale delle opere, al confronto a tutto tondo, e volta a sottolineare anche “la responsabilitĂ interpretativa dello storico dell’arte“: considerando la materia e l’accademismo a volte polveroso generale (e i tempi), il suo lavoro e il suo metodo sono stati pionieristici portando un rinnovamento degli studi sulla pittura veneziana del ‘400 e ‘500 e pure nel modo di trasmetterli agli studenti.
“I dettagli svelano”, “piccoli particolari rivelano mondi“, mi disse (e diceva spessissimo a lezione). Aveva ragione: questo pensiero e questa sua convinzione si potevano e si possono estendere ad ogni campo del Sapere, della realtĂ , del vivere..
Augusto Gentili se ne è andato. Era un’istituzione all’UniversitĂ (a La Sapienza di Roma dal 1983 al 1997, e alla Ca’ Foscari di Venezia dal 1998 al 2013), ottimo Professore, uno storico eccellente, un ricercatore e comunicatore brillante e lo ricordo come una persona garbata e piena d’ironia. Gli devo un pezzo rilevante della mia formazione, che non ho piĂą dimenticato.
Barbara MARTUSCIELLOÂ Roma, 19 Gennaio 2026
