Un quadro “di una grande singolarità per la sua finezza”: la Natura Morta di Lubin Baugin alla Galleria Spada

di M. Lucrezia VICINI

                                                    Natura morta con candela

LUBIN BAUGIN (Pithiviers, 1612-Parigi,1663): olio/tavola cm. 47 x 65. INV.: N. 69  Quarta Sala Collezione del Cardinale Fabrizio Spada

Esposizioni:

Les Peintres de la Réalité en France au XVII Siècle, Parigi 1934, n. 2 ; Tableaux Français en Italie – Tableaux Italiens en France, Roma,1946,n. 43 ; Still Leben, Stoccolma,1995 ; Lubin Baugin, Tolosa,2002, n.2

La lettera in primo piano a sinistra reca:

A Baugin peintre/ port 2s/A Paris

La lettera spiegata a destra reca

Ce n’est pas d’aujourdbuy que Jay bien Recongneu que les choses demandees avecq passion sont celles dont on se soucye le Moings. Je lay bien recongneu en vous de qui je nay receu Aulcunes del voz nouvelles…

Il dipinto fu  acquistato probabilmente dal cardinale Fabrizio Spada (1643-1717) durante la sua nunziatura apostolica a Parigi, nel 1674. Nell’Inventario dei suoi beni ereditari del 1717,  è ricordato nella prima camera contigua all’anticamera de stucchi, attuale prima sala del Museo e senza citazioni attributive. E’ così descritto: Altro quadro in tavola con cornice d’orocon una bugia stimato 6 (1). Nel  successivo inventario dei beni mobili della Famiglia Spada del 1759 lo ritroviamo esposto in prima Sala e sempre senza il riferimento attributivo: Altro, in tela da testa per traverso cornice antica dorata rappresentante Carte, e bugia con candela dipinto in tavola (2).

Nel  Fidecommesso del 1823 viene assegnato invece  ad area fiamminga ed è diversamente collocato in  seconda Sala come Altro quadro in tavola con libri ed una bugia, ossia lume, opera fiamminga (3).Con questi stessi dati è menzionato nell’Appendice al Fidecommesso del 1862.(4). Nella ricognizione inventariale del 1925 dell’avvocato Pietro Poncini, e nella coeva stima di Hermanin che  valuta L. 10.000, è segnalato  ancora in seconda Sala ma come opera di A. Baugin, ovvero come Libri, bugia ed altri oggetti: A.Baugin ( 5). L’attuale collocazione nella quarta Sala fu  voluta da Federico Zeri nel 1951 quando operò il  riassetto del Museo per la sua riapertura al pubblico

L’attribuzione  al pittore è stata spesso controversa, suscitando dei veri e propri dibattiti. Il primo a interessarsi del quadro è il Vasi che nel 1792,  durante una visita alla Galleria Spada così commenta:

Nella terza camera, si vede esposto un quadro dove sono rappresentati dei libri, delle carte e altre cose similmente di un fiammingo; esso è di una grande singolarità per la sua finezza (6).

I critici dopo di lui si rifanno direttamente alla scritta Baugin peintre preceduta dalla lettera A,   che compare sul foglio piegato a sinistra, sigillato dalla ceralacca: A Baugin peintre/ port 2s/A Paris. Il Barbier De Montault (7) nell’attribuire l’opera si pronuncia però solo  come: Baugin (8). Hermanin  come:  A. Baugin.

Porcella e Lavagnino (9) più precisamente individuano nel nome Baugin, Lubin Baugin. Il Porcella  vi  intravede giustamente  anche  affinità con la Natura morta con scacchiera del pittore  già della Collezione Cremer e oggi al Louvre.

Nel  1934 l’opera  viene esposta al Louvre, proprio con la Natura morta con scacchiera nella Mostra   dal titolo Les Peintres de la Réalité en Francia au XVII Siècle.

Il curatore Charles Sterling ipotizza   l’esistenza di due Baugin. Rifacendosi alla scritta A. Baugin peintre del dipinto Spada, afferma che  l’autore di entrambe le nature morte non sia   Lubin Baugin,  ma un suo omonimo o parente, ovvero un A. Baugin, forse di nome Andrea, e che a Lubin  spetti soltanto la vasta produzione di soggetti religiosi dalla diversa resa stilistica (10).

G. Isarlo (11) che in un primo momento aveva dato sostegno all’ipotesi delle due personalità distinte, riunisce  sotto il nome di Lubin Baugin sia il gruppo delle nature morte che quello dei soggetti religiosi, citando come punto di unione  il dipinto con San Zosimo che comunica Santa Maria Egiziaca nel Museo di Tours, dove l’artista si distingue per una maggiore ricerca di valori chiaroscurali.

Zeri (12) non condivide del tutto il riferimento  al pittore,  tanto che nella scheda del  catalogo del 1954,  aggiunge in parentesi, alla intestazione Baugin, la postilla Scuola Francese del secolo XVII.

A restituire definitivamente le natura morte  a Lubin Baugin, su basi documentarie che non prevedono l’esistenza di un altro Baugin, e a fare quindi di lui un pittore unico, dell’uno e dell’altro genere, è Michel Faré nell’articolo Baugin, peintre de nature mortes del 1955 (13). Faré si spinge  oltre nell’interpretazione del dipinto Spada.  Accogliendo forse  i suggerimenti di Zeri (14) per il quale  la  lettera A che precede il cognome non può essere l’iniziale del nome dell’artista, ma solo la preposizione dell’indirizzo, scioglie la breve iscrizione Port 2s  che precede l’indicazione A Paris,  in  Pont n D, e quindi  in Pont Notre-Dame,  luogo in cui secondo lui il Baugin avrebbe abitato dal 1629 al 1641.

L’ interpretazione forzata è respinta dai curatori della mostra monografica sul pittore  presso la sede dei Museés des Beaux-Arts d’Orleans e di seguito nelle sedi del Musée des  Augustins e del  Musée des  Beaux-Arts de Toulouse, nel periodo febbraio-settembre 2002. Essi oltre a precisare che l’iscrizione Port 2s (ols) si voleva abitualmente far comparire sulle lettere, danno per certo, supportati da dati archivistici, che il pittore al momento della realizzazione del quadro nel 1630 fosse residente non sul Ponte di Notre Dame, ma nella parrocchia di San  Sulpice, in Rue du Coeur Volant, nel  quartiere di Saint-Germain-des-Prés, della cui corporazione di pittori era entrato a far parte l’anno precedente (15).

Fairè però riconosce giustamente nel libro aperto con l’iscrizione La Voyx  publique au Roy,  il libello di Fancan pubblicato in Francia nel 1624 in favore del Cardinale Richelieu, della cui cerchia faceva parte. Rimanda inoltre alla figura del Cardinale anche la presenza del candeliere,  in quanto candeliere episcopale. Questi elementi lo convincono che il pittore abbia voluto rendere omaggio con il dipinto al potente prelato, e che il Cardinale stesso sia il destinatario  della lettera a destra che sporge nel bordo del tavolo, nella quale vi legge una supplica di aiuto e di protezione da parte del Baugin. Opinione anch’essa rifiutata dalla critica attuale (16) che, nel considerare la lettera una semplice invocazione ad un amico in viaggio che non ha avuto il tempo di dare sue notizie, fa cadere ogni  significato politico e religioso che Farè poteva aver sottinteso.

Nato a Phithiviers, una cittadina non molto distante da Orleans, Baugin si trasferì appena ventenne a Parigi dove venne accolto  dalla Corporazione dei pittori di Saint- Germain de Prés. Appartengono a questo periodo le uniche sue quattro nature morte, ossia la Natura Morta con candela della Galleria Spada;  la Natura Morta con scacchiera detta anche I cinque sensi e la Natura Morta con fiasco e cialde del Museo del Louvre, oltre alla Natura Morta con coppa di albicocche del Musée del Beaux-Arts di Rennes.

Lubin Baugin Natura morta con cialde Parigi, Museo del Louvre

La permanenza a Roma, documentata dal 1632 al 16 40  rende la sua arte meno severa e più  accademica ed elegante, improntata sul cinquecento italiano. Sulla scia del Correggio, del Parmigianino e di Raffaello, dipingerà un numero considerevole di opere e quasi esclusivamente di soggetto religioso dai toni delicati ed eterei, cariche di misticismo. In patria veniva chiamato le Petit Guide per la qualità della sua pittura che lo avvicinava all’artista italiano Reni.

Nei dipinti con le  Nature Morte, gli oggetti si  distribuiscono sui piani dei tavoli con ordine  prospettico, alla maniera  della tradizione realistica tedesca e fiamminga, con i cui artisti il Baugin dovette convivere nella Corporazione di Saint-Germain de Prés,  ma anche secondo schemi della pittura nordica francese, specie dei pittori J. Linard e L. Molinon.

La Natura Morta  Spada si contraddistingue per una maggiore sia pure elegante freddezza compositiva. Gli oggetti, sfiorati da una chiara luce, acquistano particolare risalto nel  fondo verde cupo del tavolo, dove diventa elemento di raccordo il  rosso vermiglio della ceralacca.

M. Lucrezia VICINI  Roma 24 Maggio 2026

NOTE

1) Vicini M.L., Per un approfondimento si veda Il Collezionismo del Cardinale Fabrizio Spada, Roma 2006;Cannatà  R., Il Collezionismo del Cardinale Fabrizio Spada in Cannatà,R.,, Vicini,M.L.,La Galleria di Palazzo Spada. Genesi e storia di una Collezione, Roma, s.d.,ma 1992, pp. 131, 143
2)Zeri,F.,  La Galleria Spada in Roma, Firenze, 1954, pp.37-38, 159 n. 602; Cannatà,R.,.-Vicini,M.L. La Galleria di Palazzo Spada. Genesi e storia di una Collezione. Roma,s.d., ma 1992, p.170, n.602
3) Cannatà R.Vicini,M.L., op.cit. p.187
4)Cannatà R.,Vicini,M.L., op cit. p.189
5)Cannatà R.,Vicini,M.L. op.cit. pp.193,196
6) Vasi M.,Itinéraire instructif de Rome, Roma, 1792, p.573
7) Barbier De Montault X.,   Les Musées et Galeries de Rome, Roma, 1870,p.442
8)Hermanin F.,  Inventario di stima per l’acquisto della Galleria Spada da parte dello Stato Italiano, 12 settembre 1925, in R.Cannatà,M.L.Vicini, op.cit. pp196-199
9)Porcella,A., Le pitture della Galleria Spada, Roma, 1931, pp. 131 e 149; E.Lavagnino, La Galleria Spada in Roma, Roma, 1933, pp.5,11
10) Sterling C., Les peintre de la réalité en France ai XVII siècle, Paris Musée de l’Orangerie, Catalogo della Mostra, Paris, 1935,p.64
11) Isarlo G.,  Baugin portraitiste et la nature morte  disposée, in  Arts , Parigi, n. 110, aprile 1947
12) Zeri F., op. cit.p.38
13) Farè M., Baugin, peintre de natures mortes, in Bullettin de la societé de l’Historie de l’art francais, anno 1955, pp.15-26 ;
14)Zeri F., op. cit., p. 38
15) Thuillier J.,  Lubin Baugin,Catalogo della Mostra, Parigi, 2002, pp.86-88
16) Thuillier J., op. cit.,pp.86-88
 Cannatà R., La Galleria di Palazzo Spada, Roma, 1995, p.120
 Cavalli-Bjorkman G. Stilleben, Catalogo della Mostra, Stoccolma, 1995, p.160
Vicini, M.L.Guida alla Galleria Spada, Roma, 1998 p.88