di Claudio LISTANTI
Floraisons è il titolo di un Cd pubblicato dalla Da Vinci Classics dedicato a musiche per pianoforte e pianoforte a quattro mani dedicate al mondo dell’infanzia, delle quali ne propone una significativa scelta affidata ai pianisti Mai Lan Morini e Daniel Gardiole. È un Cd molto interessante che rientra pienamente nelle scelte artistiche della casa discografica giapponese che propone agli appassionati un ricco catalogo con molte proposte accattivanti e, come in questo caso, anche affascinanti.
Il primo punto di interesse di questa attraente pubblicazione discografica è quello relativo agli interpreti. Infatti l’esecuzione è affidata a due musicisti che sono maestro ed allievo, vale a dire il pianista Daniel Gardiole e la sua giovanissima allieva Mai Lan Morini.

Daniel Gardiole dall’età di otto anni ha dedicato i suoi studi musicali al pianoforte. Per la sua maturazione artistica molto importanti sono stati i compositori appartenenti al fervido periodo creativo nel periodo compreso tra il XX e XXI secolo, solo per fare qualche esempio musicisti come Debussy, Satie, Fauré, Ravel e Dutilleux. Per il XXI secolo importante nel Cd è il compositore Anthony Girard, del quale Gardiole ha eseguito diverse prime assolute, rappresentato qui con una composizione per piano a quattro mani, Floraisons, creata proprio per questo progetto discografico al quale da, significativamente, titolo.
Gardiole, parigino di origini caraibiche, è anche apprezzatissimo didatta, attività per la quale riserva molta cura all’aspetto pedagogico che arricchisce la sua presenza presso il Conservatorio Claude Debussy di Parigi per la particolare attenzione verso progetti originali e personalizzati per i suoi studenti.
Frutto degli insegnamenti di Daniel Gardiole è Mai Lan Morini, di origine vietnamita e, all’epoca di questa registrazione, una adolescente di tredici anni. Si è formata artisticamente a Parigi dove, fin da bambina, dall’età di quattro anni, ha avuto come insegnante Daniel che la segue passo passo in tutta la sua preparazione. È musicista completa perché ha ampliato la sua formazione musicale studiando teoria, armonia, improvvisazione, accompagnamento e musica da camera. Una preparazione generale, questa, che le consente sicuramente un approccio più approfondito a ciò che decide di interpretare, non solo ora che è giovanissima, ma anche in previsione della sua maturazione di strumentista.
Il repertorio scelto per questo Cd è funzionale all’evidenziazione del rapporto artistico tra i due protagonisti soprattutto relativamente alla particolare connessione che può esistere tra il maestro adulto e l’allieva adolescente.

Come accennato, fondamentale per questo Cd è la figura del contemporaneo Anthony Girard, musicista americano naturalizzato francese del quale sono stati inseriti i brani di apertura e chiusura dove le qualità di Mai Lan Morini si mettono particolarmente in evidenza: Les merveilles de la mer per pianoforte solo e Floraison che comprende tre brani suonati a quattro mani dai due pianisti. Nel cuore del programma due opere affidate al ‘maestro’ Daniel Gardiole, il celeberrimo Children’s corner di Claude Debussy e Clair de lune di Reynaldo Hahn.
Filo conduttore di questa scelta è quello di proporre pagine dedicate all’infanzia. Anche se adatte ai più giovani, hanno il grande pregio di farci entrare in quel mondo dove il pianoforte era strumento principe per eseguire la musica in casa e l’educazione musicale dei più giovani che passavano attraverso la testiera di questo strumento magico. Mai Lan Morini e Daniel Gardiole riescono bene in questo intento regalando al nostro ascolto un delizioso, quanto raffinato, concerto da ascoltare in casa.
Di questo genere di composizioni Children’s corner di Claude Debussy scritto per sua figlia Chouchou, è forse quello più significativo. Giudicato dal critico Piero Rattalino un lavoro non per l’infanzia ma sull’infanzia, in quanto lo ritiene ispirato a quell’attività dei bambini rivolta alla scoperta degli oggetti di quanto li circonda. Sei brani che partono da Doctor Gradus ad Parnassum che si articolano fino a Golliwog’s Cake Walk deliziosa danza americana di un pupazzo. Poi due dolci ninne-nanne, Jimbo’s Lullaby per l’elefantino di pezza e quella forse più civettuola per una bambola Serenade for the Doll e due scene di carattere descrittivo, la delicata danza della neve di The Snow is Dancing e la descrizione del pastorello che suona il flauto di The Little Sheperd.
Daniel Gardiole mostra, nel disco, di entrare nello spirito di questa musica aggiungendo a questa sua interpretazione una proposta accattivante di Au clair de lune, scritta dal musicista venezuelano Reynaldo Hahn nel 1892 ispirato ad un racconto di Paul Verlaine molto adatto per essere trasformato in un vero e proprio racconto in musica. Formato da brevi brani, quasi fotografie musicate, dove ritmi e colori emergono con forza in ognuno di essi per comporre una sorta di ideale viaggio in ambienti e sensazioni che Gardiole sa rendere con maestria.
Infine la prova della giovanissima Mai Lan Morini, molto convincente anche in considerazione della sua giovane età al momento della registrazione. Anche qui vere e proprie immagini in musica anche se prodotte nel nuovo millennio (2003). È il ciclo Les merveilles de la mer che il musicista Anthony Girard scrisse per la figlia Stella di sette anni. Non complesse dal punto di vista tecnico sono ideali per un pianista giovane tramite le quali può dare spazio a tutte le possibilità descrittive e coloristiche. Sono dodici brani, brevi e brevissimi, creati dal musicista ispirato dai paesaggi della sua amata penisola bretone di Rhuys, da considerarsi veri e propri acquarelli che ne evocano ambienti circostanti e colori dei paesaggi per stimolare sensazioni e immaginazione dei pianisti in erba, immagini con le quali Mai Lan Morini mostra di avere particolare confidenza.
Infine Floraison, scritto da Anthony Girard proprio per impreziosire questo progetto discografico. Sono tre brani che evocano la ‘fioritura‘ che ci suggerisce il titolo realizzato tramite brani a quattro mani che, seppur non particolarmente brillantissimi, sono utili per condurre per mano i giovani nell’esperienza ‘a quattro mani’ ed introdurli a questo tipo di collaborazione tra strumentisti che poi dovrà essere affinata dalla prassi musicale, dai concerti e da tutte quelle esecuzioni di genere cameristico che sono indispensabili per creare quel bagaglio di esperienza che ogni pianista deve indubbiamente possedere per frequentare le grandi sale da concerto. Qualità che la brava Mai Lan Morini dimostra con questo Cd di avere e che debbono essere completate con lo studio e la necessaria maturazione. Elementi che ci fanno chiudere con l’augurio di poterla ascoltare, in futuro, nelle grandi sedi del concertismo internazionale.
Un Cd certamente di carattere ‘sperimentale’ ma dai contenuti senza dubbio validi e stimolanti che aiuta a comprendere con maggiore profondità le particolarità di quella musica creata per ambienti e pubblici ristretti ma che ha l’indubbia finalità di coinvolgere esecutori e pubblico per una maggiore partecipazione emotiva.
Claudio LISTANTI Roma 15 Febbraio 2026
