“Shifting Scapes”, i ‘Paesaggi mutevoli’ di Edoardo Cozzani alla San Francisco Art Week

redazione

Edoardo Cozzani alla San Francisco Art Week

Il giovane artista romano “multimediale” ha esposto un’istallazione scultorea e tridimensionale di stampe fotografiche dal titolo “Shifting Scapes”, Paesaggi mutevoli.

“La mostra mi ha permesso di esplorare l’interconnessione tra le varie pratiche che sono state fondamentali nella mia crescita da artista multimediale. Avendo iniziato il mio percorso dalla fotografia, mi sono poi lanciato nell’installazione nel paesaggio. Questo mi ha permesso di interfacciarmi a uno studio della materia che poi mi ha portato alla sperimentazione con la scultura”.

Edoardo Cozzani, artista trentenne romano, da qualche anno residente a Brooklin (New York), spiega la sua partecipazione alla “San Francisco Art Week” presso la Galeria Endzeit, che gli ha permesso di unire alle abilità nella scultura l’esperienza nella fotografia per esprimere la tensione e il delicato equilibrio che definiscono il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente.

“Il filo conduttore – sottolinea – è l’utilizzo del binomio organico – sintetico, naturale – umano, paesaggistico industriale”.  

 L’ installazione dal titolo “Shifting Scapes”, Paesaggi mutevoli, si sviluppa in tre parti:  deserti, zone umide e montagne. Combinando fotografia, scultura e land art, le opere, realizzate dal “vivo”, indagano il rapporto contemporaneo tra uomo e ambiente attraverso interventi site-specific, concepiti appositamente, che utilizzano fogli di alluminio, trasformati da prodotto a manufatto.

Shifting scapes 2

Viaggiando con 500 metri quadrati di fogli di alluminio, una tenda e un fornello, l’artista ha vissuto nel paesaggio, modellando lamiere malleabili in corpi scultorei e collocandoli in ambienti remoti. Leggeri e cavi, questi volumi riflettenti riecheggiano formazioni geologiche pur rimanendo innegabilmente artificiali: presenze aliene che sembrano generate dalla terra stessa.

A metà del viaggio, il ghiaccio utilizzato per refrigerare i negativi di grande formato si sciolse e interagì con la pellicola esposta, creando reazioni chimiche tra l’acqua ricca di minerali e la superficie fotografica. Le macchie e le variazioni di colore risultanti hanno formato un’impronta fisica del paesaggio: il soggetto che informa l’oggetto.

Shifting scapes 3

La recente mostra di Cozzani a San Francisco è un importante “tassello” del rapporto in continua evoluzione tra natura, tempo e presenza umana attraverso fotografia sperimentale, scultura, land art e installazioni site-specific. Guidato da un interesse per la filosofia, la fisica e la sociologia, il giovane artista romano esprime nei suoi lavori l’evoluzione dinamica della materia e la trasformazione degli oggetti nel tempo. Un processo creativo che prevede pratiche fotografiche senza l’uso della macchina fotografica e la manipolazione di materiali scultorei non convenzionali, con l’obiettivo di sfumare i confini tra naturale e artificiale: i rifiuti vengono trasformati in artefatti e i materiali industriali in naturali.

Shifting scapes 8

Prima dell’importante debutto nel 2026 alla Endzeit San Francisco Art Week, Cozzani lo scorso anno ha esposto molte delle sue originali opere in Italia e negli Stati Uniti: dallo Spazio Nuovo a Roma, alla Kalei di New York, su Elle Decor Magazine, alla Collectible New York, su The Local Project Magazine, all’Alcova di Milano, al Salon Art And Design New York.

Roma 15 Febbraio 2026