“ScultAria: Antonella Mosca”, Palazzo Garibaldi via Garibaldi 8, Magliano in Toscana (GR), 21 luglio-17 agosto)

di Antonella MOSCA

Nel mio percorso artistico la scelta dei materiali ha un ruolo centrale, perché ogni materia porta con sé caratteristiche tecniche, espressive e simboliche diverse. Acciaio, ferro, terracotta, carta e installazioni diventano linguaggi attraverso cui posso esprimere il mio modo di pensare, progettare e comunicare. Ogni materiale modifica il mio rapporto con il gesto, con il tempo, con lo spazio e con il pubblico.

Antonella Mosca Città verticale
Antonella Mosca La fabbrica

L’acciaio è per me un materiale forte, resistente e preciso. Richiama la modernità, l’industria e la durata, ma può diventare anche luminoso e mutevole quando riflette la luce e l’ambiente circostante. Nelle opere pensate per spazi urbani o paesaggistici mi permette di creare un dialogo tra scultura, architettura, cielo e movimento delle persone. Il riflesso diventa parte dell’opera, trasformando ciò che la circonda in una nuova immagine.

Il ferro, soprattutto se recuperato o riciclato, è legato alla memoria e alla trasformazione. Mi interessa perché porta con sé una storia precedente, fatta di usura, ruggine e origine industriale. Attraverso il taglio, la saldatura e l’assemblaggio, lo scarto diventa una nuova possibilità espressiva. Il riciclo assume così anche un valore etico, collegato alla sostenibilità e alla capacità di restituire vita a materiali abbandonati.

Antonella Mosca

La terracotta mi permette un rapporto più diretto e corporeo con la materia. È legata alla terra, al gesto delle mani e alla trasformazione naturale. Prima della cottura è morbida e modificabile, poi diventa fragile e definitiva. Conserva l’impronta del gesto, le pressioni, le irregolarità e per questo la considero un materiale intimo, capace di raccontare il rapporto tra corpo, materia e forma.

La carta introduce invece leggerezza, fragilità e cambiamento. Anche se è un materiale semplice e quotidiano, può diventare volume, struttura e presenza nello spazio. Attraverso pieghe, tagli, stratificazioni o sospensioni, mi permette di lavorare sulla luce, sulle ombre e sull’effimero, cioè su ciò che si trasforma e vive per un tempo limitato.

Le installazioni ampliano il mio modo di intendere la scultura, perché spostano l’attenzione dall’oggetto singolo allo spazio complessivo. L’opera entra in relazione con l’ambiente, il pubblico, la luce, il movimento e la percezione. In questi casi divento interprete dello spazio, considerando il luogo, la sua storia, i percorsi delle persone e il modo in cui l’opera verrà vissuta.

Nel complesso, i materiali influenzano profondamente il mio percorso artistico perché determinano modi diversi di creare e comunicare. Ferro e acciaio richiedono forza e progettazione, carta e terracotta richiedono delicatezza e ascolto, mentre le installazioni mi portano a pensare l’opera in rapporto allo spazio e al pubblico. La scultura diventa così un campo di ricerca in cui la materia è parte viva dell’opera e mi permette di raccontare forza, memoria, trasformazione, leggerezza e relazione con l’ambiente.

Antonella MOSCA  Luglio 2026